Nissan ZEOD RC: elettrico a Le Mans 2.0

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Se Batman dovesse mai correre la 24 Ore di Le Mans sicuramente lo farebbe a bordo della Nissan ZEOD RC, l’originale monoposto elettrica presentata per la prima volta lo scorso sexo gratis giugno presso lo storico Circuit de la Sarthe. Da lì la sportiva a emissioni zero è stata rinnovata nelle forme per poi essere mostrata lo scorso weekend a Yokohama, sede del quartier generale della Nismo (la divisione sportiva di Nissan) coinvolta nelle progettazione della ZEOD RC.

Erede spirituale dell’originale (ma sfortunata) DeltaWing, dalla quale riprende gran parte delle soluzioni estetiche, la Nissan ZEOD RC 2.0 si rinnova specialmente per quanto riguarda il numero e la generosità delle prese d’aria e per il disegno dei gruppi ottici presenti sui passaruota posteriori. In grado di percorrere un intero giro della Sarthe (8,5 miglia – 13,6 chilometri) in modalità completamente elettrica raggiungendo la velocità massima di 300 km/h, in linea con le prestazioni delle auto di categoria LM GTE (Granturismo). Inoltre è presente un piccolo motore turbo, utilizzato per muovere l’auto e utilizzabile dal pilota semplicemente premendo un pulsante. La ricarica delle batterie (che utilizzano la stessa tecnologia della Leaf) è sufficiente l’energia cinetica dissipata in frenata, recuperata grazie a un sistema simile al kers.

“La ZEOD RC utilizza la tecnologia Nissan acquisita con lo sviluppo della Leaf Nismo RC, la prima sportiva elettrica costruita sulla base del veicolo a zero emissioni prodotto per il mercato”, ha detto Shoichi Miyatani, presidente della Nismo. “Il programma di gestione energetica e l’efficiente sistema di recupero dell’energia della Leaf RC, adatti per le corse, sono solo alcuni esempi. Crediamo che queste tecnologie siano dei traguardi importanti per usare la tecnologia dell’elettrico nel motorsport.”

La visione di Hyundai per l’Europa

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C’e stato un tempo in cui auto coreana faceva rima con materiali scarsi, motori non propriamente moderni e stile che faceva storcere il naso degli automobilisti di mezza Europa. Poi qualcosa è cambiato e Hyundai ha dato un netto cambio di rotta guardando al Vecchio film porno Continente come un’opportunità di crescita tecnologica e stilistica. Oltre che di espansione di mercato. E a guardare la curiosità con cui Martin Winterkorn (presidente di Volkswagen Group) si reca, salone dopo salone, a visitare gli stand della Hyundai esplorando ogni novità (è successo ancora a Francoforte con la i10…), si può certo dire che la missione sia portata avanti con un certo successo.

Una strategia che la Casa coreana ha illustrato con un video (in lingua inglese) mostrato durante la presentazione della nuova i10, partita con un investimento di 500 milioni di euro per creare o espandere le proprie fabbriche in Europa, per una capacità produttiva totale pari a 500.000 unità all’anno. Il totale degli investimenti Hyundai nel Vecchio Continente ha così raggiunto la ragguardevole cifra di 3 miliardi di euro, grazie ai quali la quota di mercato della Casa coreana è passata al dall’1,8% del 2008 all’attuale 3,5%. Una crescita importante che porterà Hyundai a raggiungere le 6.000.000 di vetture vendute nel corso del prossimo anno (quota 5.000.000 è stata raggiunta solo 2 anni fa).

Investimenti importanti ampiamente ripagati quindi, che porteranno la Casa coreana a investire sempre più in Europa, con l’arrivo di 22 nuovi modelli (e derivati) entro il 2017, tra cui figura anche la ix35 fuel cell.