Setta apocalittica uccide un bambino: credevano fosse l’anticristo

Ramon-Gustavo-Castillo-GaeteQuattro persone sono state arrestate in Cile con l’accusa di aver ucciso un bambino di tre anni, nella convinzione che si trattasse dell’anticristo. Il bambino è stato sottoposto a un rituale sulla cima di una collina prima di essere gettato vivo tra le fiamme, con il consenso della madre, Natalia Guerra, di anni 25. La donna è stata arrestata insieme ad altri membri della setta, che predicava l’imminente fine del mondo. “I membri della setta erano tutti professionisti”, ha rivelato il procuratore Ampuero, che ha seguito il caso, avvenuto nella città di Colliguay. Tra gli arrestati, tutti laureati, c’era infatti un veterinario, un ufficiale di volo, un regista e un disegnatore. 

Il fondatore e leader della setta, nata nel 2005, Ramon Gustavo Castillo Gaete, è stato ritrovato morto. Sfuggito alla retata della polizia, si era recato in Perù per acquistare dell’ayahuasca, una pianta allucinogena usata per controllare i membri della setta. Il cadavere è stato rinvenuto in una casa abbandonata a Cuzco. 

(fonte: The Mirror)


Continua a leggere..

“Ultime notizie: fine del mondo” – uscita un’antologia di racconti sul 2012

ultimenotizie“Ultime notizie: fine del mondo”: un’antologia di racconti scritti da autori emergenti e legati da un filo conduttore: l’attesa del 21 dicembre 2012 e di una possibile fine del mondo. Il libro verrà presentato a Palermo martedì 14 maggio, alle ore 18:00, presso la libreria Broadway, via Rosolino Pilo 18. L’incontro sarà coordinato da Salvatore Lo Bue e saranno presenti gli autori Francesco Canino, Chiara Pasanisi, Vinny Scorsone.

La data del 21 dicembre 2012 è entrata nell’immaginario collettivo come l’attesa di un evento apocalittico; ma invita anche alla riflessione su concetti paralleli: la rottura radicale con il passato, lo stravolgimento delle leggi della natura, una nuova era spirituale. Gli autori di “Ultime notizie: fine del mondo” si rapportano a questa evenienza ognuno col proprio sentire, creando un vivace caleidoscopio di storie e ipotesi, di previsioni e punti di vista differenti: dalla catastrofe mondiale ai cambiamenti intimi e personali del singolo, il pretesto della fine del mondo diventa la chiave di lettura per narrare il presente.

“Ultime notizie: fine del mondo” è l’antologia dei racconti vincitori dell’edizione 2012 di Giri di parole, concorso letterario nazionale bandito da Navarra Editore. I dieci racconti che compongono il testo si fanno portavoce di dieci ipotesi sull’eventualità più temuta e, nello stesso tempo, più affascinante della storia. In quale dei racconti è contenuta la verità sul nostro futuro?

“Gli autori dei racconti – dichiara l’editore Ottavio Navarra – hanno compiuto una riflessione importante, che dall’attesa della fine del mondo li ha portati, superata la mera episodicità della profezia dei Maya, ad appuntarsi, con intelligente ironia o con dolente sensibilità, sulla vita di ogni giorno e sulla reale necessità di un cambiamento di punto di vista. La possibile fine, quindi, diventa un modo per leggere e capire tutto il mondo che ci circonda”.

Gli autori di Ultime notizie: fine del mondo sono: Francesco Canino, Tiziana Cannavò, Tony Colina, Antonio La Monica, Chiara Pasanisi, Diego Romeo, Vinny Scorsone, Giuseppe Scuderi, Giuseppe Sergi, Renata Sorce.

(fonte: ilmoderatore.it


Continua a leggere..

Il nuovo numero di “Query” è dedicato alle profezie apocalittiche

query113E’ uscito il numero 13 di “Query”, la rivista del CICAP. Il tema di copertina è: “The Day After? Il ruolo della scienza tra profezie apocalittiche e catastrofi possibili” e contiene contributi di studiosi e ricercatori come Ilaria Capua (“Emergenza pandemia”), Luca Pietrantoni, Gianluca Pescaroli, Elisa Saccinto (“Perchè ci piacciono tanto le catastrofi?”) e Margherita Fronte (“Enigma nucleare”). 

Una presentazione più completa del numero, dove alcuni degli articoli sono leggibili gratuitamente online, si può trovare qui. 

Aderite oggi al CICAP per ricevere questo numero di “Query” come primo dei quattro a cui avrete diritto nel corso dell’anno.

(fonte: CICAP)


Continua a leggere..

Web Bot prevede un rischio asteroide per il 14 aprile?

webbotUn nostro lettore ci segnala:

Ho letto su vari siti che il programma che predice il futuro, Web.Bot (so che avete già fatto un articolo in merito) ha stabilito che il 14 aprile 2013 un asteroide di 1,6 km di diametro potrà diventare pericoloso per la terra. Mi chiedo: la notizia è stata creata ad-hoc proprio perchè il capo della Nasa 3 settimane fa aveva detto che per oggetti sconosciuti scoperti entro 3 settimane non ci sarebbe nulla da fare oltre che pregare ? Oppure il programma web-bot ha trovato in rete informazioni Nasa su questo grosso asteroide ?

Ci eravamo già occupati di Web Bot, un software messo a punto negli anni ’90 da un’azienda americana per sfruttare la potenza degli “spider”, programmi che scandagliano la Rete per cercare informazioni e notizie. Sembra che sul web ora giri una news secondo cui il software avrebbe trovato indizi di un rischio di collisione di un asteroide con la Terra il prossimo 14 aprile. Web Bot era già noto (o almeno reso tale da un popolare documentario trasmesso a più riprese su History Channel) per aver “predetto” eventi come l’11 settembre, lo tsunami nel Sud-est asiatico del 2004 e l’uragano Kathrina. Tutto falso, in realtà: si trattava di affermazioni fatte a posteriori, ossia dopo che gli eventi erano accaduti, al solo scopo di aumentare l’attenzione nei confronti dell’azienda produttrice. E, cercando su Internet, è difficile credere che la notizia sul 14 aprile, ripresa da siti e fonti d’informazione poco attendibili, sia davvero uscita dall’azienda produttrice di Web Bot. 

Anche perché gli “spider” non sono dei Nostradamus virtuali: si tratta di banali “bot”, algoritmi di ricerca automatici che individuano parole chiave nelle pagine web. Quindi, se la notizia avesse un minimo di veridicità, Web Bot non avrebbe fatto altro che trovare sul web delle corrispondenze usando la parola-chiave “asteroide”. Ricerca che chiunque può fare, senza trovare nulla che possa essere fatto risalire alla NASA e a un’ipotesi di collisione con un asteroide il 14 aprile. Si tratta dell’ennesima bufala che sfrutta la nuova grande paura sorta dopo l’esplosione in atmosfera, sui cieli degli Urali, dell’asteroide i cui frammenti hanno colpito alcune città russe lo scorso febbraio. Paura alimentata anche dalle parole dell’amministratore della NASA, Charles Bolden, che alcuni giorni fa in un’audizione alla Commissione del Senato USA su scienza e spazio dichiarò che, allo stato attuale, non sarebbe possibile fare molto nell’eventualità in cui scoprissimo con un preavviso di poche settimane che un asteroide è in rotta di collisione con la Terra, salvo “pregare”.


Continua a leggere..

Obama l’Anticristo: ci crede 1 americano su 4

obama_anticristoSondaggi sconfortanti arrivano dagli Stati Uniti. Secondo un sondaggio condotto dalla Public Policy Polling, il 13% dei cittadini statunitensi interpellati sarebbe convinto che il presidente Barack Obama sia l’Anticristo di cui si parla nell’Apocalisse biblica. Un altro 13% risponde “non so”. A ciò si aggiungono altri dati preoccupanti: per il 37% degli americani il riscaldamento globale non è reale. Si tratterebbe di una bufala, a loro dire. Inoltre, il 28% è convinto che sia in atto un complotto teso all’instaurazione di un bieco Nuovo Ordine Mondiale (“New World Order”) dominato da un élite dittatoriale. Su altri quesiti, le percentuali sono inferiori: in particolare il 14% dei rispondenti crede nell’esistenza di Bigfoot, solo il 7% ritiene che l’allunaggio del 1969 sia un falso e un modesto (ma pur sempre inquietante) 4% crede che il nostro mondo sia controllato da alieni rettiliani sotto mentite spoglie (la famosa tesi di David Icke). La percentuale di cospirazionisti sale alla domanda sull’11 settembre: l’11% crede che gli attentati del 2001 sino frutto di un complotto del governo americano. In tutti i casi, le risposte positive sono maggiori negli elettori repubblicani rispetto agli elettori democratici e a quelli indipendenti.

(fonte: The Guardian)


Continua a leggere..

Meteoriti, la psicosi degli avvistamenti

bolideDopo il fenomeno avvenuto nella regione degli Urali, in Russia, in tutto il mondo è psicosi per presunti avvistamenti di meteoriti. Si rincorrono le voci di scie luminose apparse a Cuba, in Estonia, poi in California e infine un po’ dappertutto nel mondo. Non si tratta, inutile dirlo, di fenomeni collegati tra loro. Le classiche stelle cadenti, piccoli meteoriti che ardono nell’atmosfera producendo una brevissima scia nel cielo, sono comunissime e ogni giorno ne cadono a migliaia. Nessuno ci fa caso, tranne a cavallo della notte di San Lorenzo quando arriva il tradizionale sciame meteorico delle Perseidi (non il più rilevante, ma quello più visibile perché ad agosto le condizioni di visibilità sono generalmente ottime e la gente passa più tempo in spiaggia a guardare le stelle). Negli altri casi si tratta di “bolidi”, meteore più grandi che lasciano una scia molto più visibile, tale da illuminare il cielo per qualche secondo. Anche in questo caso si tratta di un fenomeno comune: se ne osservano a centinaia nel corso dell’anno in più zone del mondo.

Quello disintegratosi sui cieli degli Urali era tutt’altra cosa. Un asteroide vero e proprio, non una meteora insomma, rientrante nella categoria degli “Apollo”, oggetti osservati a partire dagli anni ’30 del secolo scorso noti per avvicinarsi spesso alla Terra. Per intenderci, l’ultimo evento della stessa portata fu quello che avvenne nel 1908 a Tunguska, in Siberia. Secondo gli astronomi, impatti del genere avverrebbero una volta ogni secolo, in media. Non c’è dunque nulla di cui preoccuparsi: non è in corso un bombardamento cosmico sul nostro pianeta. Un lettore dell’Osservatorio ci ha segnalato un video del bolide avvistato in California, che un cronista avrebbe definito “un fenomeno astronomico decisamente insolito”. Naturalmente il cronista ha tutto l’interesse a creare uno scoop, nonostante i bolidi generalmente non facciano notizia: e questo perché avvenuto poco dopo l’evento dell’asteroide in Russia. 

Un’altra nostra lettrice, Alice, scrive: “Appena letto dell’avvistamento di un meteorite in Lettonia… ed è già almeno il terzo episodio in pochi giorni… che probabilità ci sono che sia del tutto normale? E com’è possibile che non possano essere avvistati prima? Qualcuno non ci sta comunicando un certo tipo di situazione pericolosa?”. E’ il classico effetto prodotto dall’attenzione mediatica verso un determinato evento: fenomeni del tutto diversi tra loro e senza alcun collegamento vengono riportati di continuo per tenere alta l’audience legata all’evento principale, quello negli Urali. Mike Hankey, della Meteor Society negli Stati Uniti, getta acqua sul fuoco: “Quello in California non era un avvistamento importante, era un bolide. Può capitare di vederne ogni  notte in tutto il mondo”, ha spiegato al quotidiano The Indipendent. “Il caso avvenuto in Russia ha fatto sì che la gente sia più propensa a notare le cose in cielo”, che in realtà avvengono continuamente senza che ci facciamo caso. 


Continua a leggere..

CICAP, obiettivo raggiunto: ora si punta ai 2000 iscritti

piero_angelaSe cresce la paura della fine del mondo, cresce allo stesso tempo – per fortuna – la voglia di rivolgersi a fonti attendibili e scientifiche in grado di smentire le tante bufale e false profezie che sono tornate a girare negli ultimi giorni, a partire da quelle che riguarderebbero il presunto “ultimo papa”, senza contare quelle legate alla pioggia di frammenti dell’asteroide esploso sui cieli della Russia. Non solo l’Osservatorio Apocalittico nelle ultime settimane è stato visitato da decine di migliaia di utenti in cerca di notizie veritiere su queste vicende, ma anche il CICAP, che da anni lavora nel settore della corretta informazione scientifica, ha ottenuto in poco più di un mese un importante risultato arrivando a 500 nuove adesioni al comitato fondato nel 1989 da Piero Angela. E proprio Piero Angela, “padre fondatore” del CICAP oggi diretto da Massimo Polidoro in qualità di segretario generale, rivolge un appello per un nuovo sforzo: arrivare a 2000 nuovi soci entro la fine dell’anno. L’Osservatorio Apocalittico, che fin dall’inizio della sua attività collabora con il CICAP nell’indagine e nel controllo delle “storie apocalittiche”, si unisce all’appello di Piero Angela che riportiamo di seguito.

Cari amici, 
il CICAP ha bisogno del vostro aiuto! 

Abbiamo scelto fin dalla nostra fondazione di essere orgogliosamente indipendenti, e di vivere solo grazie al volontariato e ai contributi dei nostri soci, senza condizionamenti di alcun tipo. E’ evidente, quindi, che le nostre attività (e anche la nostra sopravvivenza) sono legate a doppio filo all’esistenza di un numero sufficiente di soci, che aderiscano agli ideali del CICAP, ma che contribuiscano anche ai suoi essenziali bisogni materiali. 

Ora, con il raggiungimento delle 500 adesioni previste, possiamo uscire dalla fase di emergenza ma questo è proprio il minimo, la “linea del Piave” oltre la quale rischiavamo di fermarci. Adesso, è importante dare forza al CICAP per permettergli non solo di continuare con vigore la sua attività ma anche di intraprendere nuove iniziative. Per questo vogliamo puntare a raggiungere i 2000 iscritti entro la fine dell’anno. 

Quello che vi chiediamo, se condividete i nostri ideali, è dunque di aderire o di rinnovare la vostra adesione al CICAP. Ma vi chiediamo anche un aiuto per raggiungere nuovi soci: iscrivendosi, essi potranno aprire una nuova finestra su un paesaggio insolito e stimolante. E si troveranno a fianco di tanti illustri personaggi, come il Premio Nobel Carlo Rubbia o Umberto Eco; e a scienziati come Silvio Garattini, Margherita Hack, Tullio Regge, Umberto Veronesi (anche Rita Levi Montalcini ci ha sempre sostenuti con vigore) e tantissimi altri. 

Come spesso ho avuto modo di dire, diventare soci del CICAP è qualcosa di molto gratificante, perché si ha la certezza di fare qualcosa di utile tanto per gli altri quanto per se stessi. E’ una vera e propria scuola intellettuale, che arricchisce moltissimo anche dal punto di vista morale, perché offre l’occasione di sostenere in modo pulito e disinteressato i valori della scienza. 

Se non sapete cosa regalare a parenti e amici per un compleanno, un anniversario o qualsiasi altra ricorrenza, pensate a un’adesione al CICAP. E ricordate che offrire anche solo un abbonamento alla rivista 
Query, permette per un intero anno di seguire le molteplici attività (interessanti, intriganti e a volte anche divertenti) del CICAP, senza essere legati da alcun impegno formale. 

Un piccolo passo per il nuovo socio, un grande passo per il CICAP. 

Piero Angela

Tutte le modalità di iscrizione o di sostegno al CICAP sono riportate su: http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=275201. 


Continua a leggere..

Pioggia di meteoriti in Russia, 400 feriti: nessuna correlazione con 2012 DA14

meteoriti_russiaA oltre un secolo dal misterioso evento di Tunguska, qualcosa di simile ma di intensità fortunatamente molto minore sembra essere capitato nelle prime ore della mattina in Russia, nella regione degli Urali, a circa 1500 chilometri da Mosca. Nella provincia di Chelyblinsk e per un’area di circa 200 chilometri sono state alcune avvistate palle di fuoco provenienti dal cielo, che esplodendo a bassa quota per l’attrito con l’atmosfera hanno distrutto numerosi vetri, causando il ferimento superficiale di oltre 400 persone. Nessun cittadino è ferito in modo grave e non risultano vittime. Sembra che almeno un corpo sia scampato al rogo atmosferico precipitando su una fabbrica forse abbandonata, dato che non c’erano persone all’interno. Il tetto dell’edificio è crollato. Nuove segnalazioni riportano che un altro corpo sarebbe caduto in un lago. Le autorità stanno intervenendo per provare a recuperare gli eventuali frammenti caduti al suolo per un’analisi più dettagliata.

La pioggia di meteoriti, che non ha precedenti negli ultimi decenni per spettacolarità, non è collegata all’avvicinamento dell’asteroide 2012 DA14 che sfiorerà la Terra questa sera. La NASA segnala che l’asteroide è ancora lontano. Il presidente dell’INAF, Giovanni Bignami, ha escluso categoricamente ogni legame. Andrea Milani, docente di meccanica celeste all’Università di Pisa e responsabile di NeoDyS, gruppo di ricerca per il monitoraggio degli asteroidi più vicini alla Terra, sottolinea: “Tra i due fenomeni c’è una distanza di 24 ore, e per avere un’idea di cosa significhi basti pensare che in un’ora un asteroide può percorrere un milione di chilometri”.

Gli scienziati ritengono comunque che l’evento in Russia sia dovuto all’ingresso nell’atmosfera terrestre di un meteorite di circa un metro di diametro e del peso di alcune tonnellate, disintegratosi negli strati bassi.


Continua a leggere..

La resistenza agli antibiotici potrebbe diventare una “minaccia apocalittica”

antibiotici_batteriSecondo i dati divulgati l’anno scorso dall’Unione Europea, ogni anno nei Paesi del Vecchio Continente morirebbero circa 25 000 individui a causa delle conseguenze legate alla resistenza agli antibiotici: una resistenza che deriva, per lo più, dall’abuso prolungato nel tempo, o dal consumo scorretto e disordinato, di tali farmaci. Un fenomeno che potrebbe diventare nel giro di qualche decennio un’emergenza, stando alle considerazioni di molti scienziati e medici.

A rilanciare l’allarme è intervenuta, questa volta, Dame Sally Davies Chief Medical Officer del Department of Health del Governo del Regno Unito che ha sottolineato come la minaccia delle infezioni resistenti agli antibiotici è seria (e probabilmente in parte sottovalutata) al punto che, secondo la dottoressa, andrebbe iscritta nel National Risk Register governativo, istituito nel 2008 al fine di tenere aggiornata la popolazione britannica in merito alle emergenze nazionali che potrebbero essere fronteggiate nei prossimi anni. Per intenderci, nel registro sono inclusi i rischi di epidemie causate da ceppi influenzali particolarmente aggressivi, attacchi terroristici e alluvioni o inondazioni catastrofiche: parimenti la resistenza agli antibiotici andrebbe monitorata costantemente al fine di seguirne gli sviluppi su vasta scala.

Nel presentare nuovamente il problema al Governo britannico, tema già caro all’Unione Europea che ha lanciato l’anno scorso un piano quinquennale in dodici punti che mira a ridurre l’uso dei farmaci antimicrobici da parte dei consumatori al fine di arginare quella che un giorno potrebbe effettivamente presentarsi come un’emergenza, Dame Sally Davies descrive uno scenario apocalittico in cui, tra appena vent’anni, i medici si troveranno ad assistere alla morte di pazienti ricoverati per semplici operazioni a causa di infezioni che oggi vengono catalogate come “di routine”. Per marzo è attesa la pubblicazione di un rapporto relativo alla diffusione di infezioni sul territorio ed è probabile che, per allora, la situazione sarà definitivamente inquadrata come potenzialmente rischiosa. Come ha spiegato la dottoressa al Guardian:

Pochi sono i problemi relativi alla salute pubblica che potrebbero rivestire un’importanza così grande per la società come quello della resistenza agli antibiotici. Significa che siamo di fronte all’incremento del rischio di contrarre infezioni che non possono essere curate: ma il problema della resistenza, quello può essere gestito.

L’elaborazione di una strategia che coinvolga cittadini, medici ed enti è il solo modo per poter porre un argine ad una situazione che altrimenti rischierebbe di degenerare nelle conseguenze illustrate dalla Davies (e non solo da lei). Del resto, il problema della resistenza agli antibiotici è vecchio quanto gli stessi farmaci ed era prevedibile che, prima o poi, sarebbe emerso con maggiore urgenza: l’abuso ha favorito in maniera crescente lo sviluppo di ceppi resistenti, dando vita a quella che un giorno potrebbe diventare un’emergenza sanitaria anche, naturalmente, nel nostro Paese dove è ben radicato l’uso di prescrivere antibiotici anche quando non sarebbero strettamente indispensabili. Una speranza perché le cose non progrediscano secondo i pronostici di Dame Sally Davies c’è, in realtà, e potrebbe provenire dalla ricerca: ma se gli sviluppi non andassero nella direzione migliore, sarebbe meglio iniziare a prevenire la resistenza agli antibiotici, adottando comportamenti più corretti e responsabili nei confronti di un medicinale preziosissimo che ha migliorato l’esistenza umana in maniere che, solo pochi decenni fa, andavano oltre ogni immaginazione.

(pubblicato su Scienze fanpage del 24 gennaio 2013)


Continua a leggere..

Quando la profezia non si avvera

profezia_non_avveraQuasi tutte le persone che nei mesi scorsi nutrivano forti preoccupazioni per la profezia della fine del mondo il 21 dicembre 2012 oggi hanno già dimenticato le loro paure, un po’ si vergognano e un po’ ci ridono su. C’è però chi in vista di questo evento si era preparato per anni. Un famoso forum online in Italia, “Nibiru 2012″, per esempio, ha per anni calamitato migliaia di utenti impegnati a dibattere e discutere a lungo il modo in cui la presunta profezia dei Maya si sarebbe potuta realizzare. Di per sé, la discussione non è deleteria, anche perché spesso aiuta a studiare alcune materie – astronomia, geologia, religioni, storia – che altrimenti non si toccherebbero mai. Ma molti di quegli utenti hanno creato gruppi di sopravvivenza, speso migliaia di euro in cibo in scatola e kit per affrontare nel migliore dei modi la catastrofe apocalittica. Ognuno ha la libertà di spendere i soldi come meglio crede, e certo è sempre utile avere un piccolo kit di emergenza nell’armadio, come fanno i giapponesi, abituati ai terremoti; ma spendere cifre ragguardevoli in tempi di crisi per una profezia attribuita a un popolo scomparso centinaia di anni fa deve far riflettere.

In America, c’è chi sta peggio. Migliaia di persone, due anni fa, donarono ingenti quantità di denaro, in alcuni casi tutte le loro sostanze, a un predicatore cristiano-evangelico chiamato Harold Camping, che per l’ennesima volta aveva profetizzato la fine del mondo nel 2011. Negli ultimi anni, centinaia di persone hanno speso cifre incredibili per costruire bunker sotto la propria abitazione o in luoghi disabitati (cosa che in Italia non è possibile) al fine di avere un rifugio dove attendere la fine del mondo. In tutti questi casi, la domanda è: cosa faranno ora? Per avere un’idea è utile leggere un libro uscito qualche mese fa, che non può mancare nelle librerie di un utente dell’Osservatorio Apocalittico: Quando la profezia non si avvera. Il resoconto di una ricerca condotta negli anni ’50 da tre psicologi sociali americani, Leon Festinger della Stanford University, Henry W. Riecken dell’Università del Minnesota e Stanley Schachter della Columbia University (il primo e l’ultimo ormai non più in vita). E’ interessante scoprire che i tre studiosi analizzarono il caso di un gruppo di seguaci di un profeta apocalittico che fissò come data della fine del mondo un 21 dicembre! Non era il 2012, ma il 1954.

Quell’estate, in una cittadina del Kansas, Marian Keech affermò di aver ricevuto un messaggio dagli abitanti del pianeta Clarion: un diluvio avrebbe devastato la Terra il 21 dicembre, ma quanti avrebbero creduto a quel messaggio sarebbero stati portati in salvo dagli alieni sui loro dischi volanti. Gli autori dello studio si mescolarono al gruppo di adepti riuniti con Marian in attesa della fine del mondo e ne osservarono le dinamiche psicologiche, prima e dopo il 21 dicembre, quando la profezia (ovviamente) non si avverò. Un esperimento grazie al quale il professor Fe­stinger mise a punto, come si legge nella presentazione del libro edito da “Il Mulino”, un concetto fondamentale della psicologia s­o­ciale, quello di “dissonanza cognitiva”, che spiega cosa accade quando le nostre convinzioni vengono smentite dai fatti e perché in certe condizioni, anziché ab­bandonarle, le abbracciamo con maggior fervore. (Potete acquistare il libro nella nostra area “Bibliografia” nel menu in alto.)

Basti pensare a tutte le persone raggirate dalle truffe di Vanna Marchi o di altri sedicenti indovini e fattucchieri. Molte persone, dopo il 21 dicembre 2012, non si sono rassegnate: credono che la fine del mondo sia già in corso, anche se non ce ne accorgiamo. Il cambiamento climatico, le guerre, la crisi economica sarebbero solo alcuni segnali. Altri citano terremoti e vulcani. La solita routine. Ma c’è anche chi davvero non si è rassegnato e non solo crede che la fine arriverà, ma lo spera fermamente. Il numero degli “apocalittici”, insomma, non si è affatto ridotto. Molti di essi fanno il tifo per la fine del mondo, sperando che rovesci lo stato di cose attuale, senza considerare che le prime persone a venire spazzate via da tale rovesciamento sarebbero proprio loro, i più deboli. Mentre ad avvantaggiarsene sarebbero sempre gli stessi, i più forti. Veri casi patologici di dissonanza cognitiva, queste persone dovrebbero piuttosto fermarsi e riflettere sul fatto che, se davvero il mondo così com’è non funziona, l’unico modo per cambiarlo è impegnarsi attivamente a trasformarlo dall’interno, non sperare che una nuova profezia riavvii il conto alla rovescia.

 


Continua a leggere..
 
Page 1 of 3312345»102030...Last »