La Corea del Nord farà scoppiare la Terza Guerra Mondiale?

Buonasera, vorrei fare una domanda su questa presunta “Terza Guerra Mondiale” tra Corea Del Nord e Stati Uniti. Da vari giorni tutti ne stanno parlando ed io ho una paura tremenda, vorrei sapere solo se accadrà la Terza Guerra Mondiale (Atomica) per favore rispondetemi al più presto, ho una paura tremenda!!!

Rossella D.

Cara Rossella,

sull’Osservatorio Apocalittico abbiamo parlato spesso della paura della III Guerra Mondiale: fino a pochi mesi fa le paure si concentravano sull’Iran, oggi torna di attualità la Corea del Nord. In entrambi i casi si tratta di paesi che stanno sviluppando un proprio arsenale nucleare in spregio alle sanzioni della comunità internazionale. Le folli minacce della Corea del Nord non devono destare eccessiva preoccupazione. Il regime nordcoreano, a differenza dell’Iran, ha effettivamente prodotto delle bombe atomiche, ma di potenza molto scarsa, inferiore a quella che distrusse Hiroshima nel 1945. Quello che importa, tuttavia, in questo caso, non è tanto il potenziale distruttivo della testata, quanto la portata di un vettore. Se la testata non può essere portata su un obiettivo, non è una minaccia. Nel caso nordcoreano, il regime non possiede missili balistici intercontinentali. I suoi missili più a lungo raggio non sono, probabilmente, in grado di trasportare testate nucleari, e in ogni caso non raggiungerebbero la costa USA. Possibili target sono unicamente la Corea del Sud e le basi americane di Guam e quelle giapponesi.
Al di là di queste considerazioni militari, vale la pena ricordare che la Corea del Nord è uno stato isolato. Non possiede alleati interessati a scendere in guerra per difenderla. In caso di aggressione agli USA o alla Corea del Sud, il regime nordcoreano verrebbe rovesciato dalle forze americane di stanza nel Pacifico senza l’opposizione di nessuno, nemmeno della Cina o della Russia, che sono considerate le potenze più vicine a Pyongyang. Le guerre mondiali non esplodono così: sono il prodotto di tensioni enormi a livello generalizzato tra grandi potenze, non tra piccoli stati. La minaccia nucleare nordcoreana è limitata e circoscritta, e in ogni caso il suo utilizzo sarebbe un esempio unico nella storia di suicidio deliberato da parte di una nazione.


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Pioggia di meteoriti e asteroide 2012 DA14

Per la redazione: siamo sicuro che questa pioggia di meteoriti non sia da attribuire al passaggio del asteroide 2012 DA14??? Presumo sia una domanda posta da molta gente…quest’asteroide passerà senza conseguenze o dobbiamo aspettarci altro? Sollecito una risposta alquanto rapida. Stavolta mi ha scosso un pò sta notizia. Grazie.

Claudio U.

Caro Claudio,

la NASA, l’ESA e in Italia l’INAF hanno categoricamente escluso quest’ipotesi. Al momento della pioggia meteorica l’asteroide 2012 DA14 aveva appena passato l’orbita della Luna. Si tratta di una coincidenza cosmica, come ha detto qualcuno. Le coincidenze esistono per ricordarci che la natura è molto più imprevedibile di quanto immaginiamo. A ogni buon conto, ti riporto il commento di Giovanni Valsecchi dell’INAF, l’Istituto nazionale di astrofisica:

“E’ un fenomeno che accade continuamente che la Terra sia bombardata da piccoli oggetti che si frantumano in atmosfera. Grosso modo una volta all’anno si verifica in atmosfera un evento che libera un’energia pari a quella della bomba di Hiroshima. E grosso modo una volta al mese un evento che libera un’energia pari a circa un kiloton. Però noi non vediamo quasi mai gli effetti di questi eventi perché’ la Terra e’ sostanzialmente spopolata. Questa volta, invece, il fenomeno si è verificato sopra una regione abitata, vicino a una città. Con alta probabilità, tra l’altro, di essere ripreso, contribuendo così anche al suo studio scientifico. I dati delle telecamere contribuiranno a ricostruire l’orbita del meteorite con una discreta approssimazione. I parametri più importanti si possono verificare semplicemente già osservando dalla direzione di volo”.  (Fonte: AGI)


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E per la “profezia di Malachia” il prossimo sarà l’ultimo Papa

san_malachiaLa figura affascinante e un po’ misteriosa del Papa è da sempre legata a doppio filo con profezie di ogni tipo. Il terzo segreto di Fatima, rivelato nel 2000, aveva per oggetto la possibile morte violenta di un pontefice, da Giovanni Paolo II interpretato come il presagio dell’attentato che egli subì a opera del turco Ali Agca nel 1981. Ma c’è un profezia che ricorre sempre “a ogni morte di papa”, quella attribuita a San Malachia e perciò definita profezia di Malachia. Un elenco di 112 motti che sarebbero attribuibili ad altrettanti pontefici a partire da Celestino II. Benedetto XVI era il 111°. Il prossimo, quindi, sarebbe anche l’ultimo della lista, Pietro Romano. Dopo, più niente: nell’interpretazione millenaristica della lista, il prossimo pontefice sarebbe quindi l’ultimo prima del secondo ritorno di Cristo e della successiva fine del mondo. Cosa c’è di vero?

In realtà, ben poco. Leggenda che vuole che il manoscritto, la Profethia de Summis Pontificibus, scritta sulla base di visioni avute da San Malachia nel XII secolo a Roma, fosse stato ritrovato nel 1590 negli Archivi Vaticani. Venne poi pubblicato per la prima volta cinque anni dopo dallo storico benedettino Arnold de Wyon. Il successo della presunta profezia derivava dal fatto che tutti i motti latini della lista sembravano calzare bene con i rispettivi papi a cui si riferirebbero. Se il manoscritto fosse stato davvero redatto nel XII secolo, e legato ai papi futuri, una certa dote visionaria andrebbe riconosciuta. Il primo Papa, infatti, chiamato “Ex castro Tiberis”, sarebbe ben attribuibile a Celestino II, nato a Città di Castello, sul Tevere (Tiberis). O per esempio Celestino IV, “Leo Sabinus”: prima di essere eletto pontefice, fu vescovo di Sabinia. Ma a partire da un certo momento il collegamento tra motto e pontefice si fa incerto. Proprio a partire dalla fine del XVI secolo.

Oggi tutte le fonti storiche concordano sul fatto che la profezia di San Malachia non sarebbe altro che un falso redatto proprio alla fine del Cinquecento. Nessun riferimento al santo precedente a quell’epoca, infatti, riportava riferimenti sul suo elenco dei papi. Difficile capire perché Giovanni Paolo II sarebbe “De labore solis”, anche se negli anni sono state elaborate fantasiose teorie sull’argomento (eclissi di sole, parziali e in aree lontane da Roma, avvennero il giorno della nascita e della morte di Wojtyla; oppure il fatto che fu molto attivo, quanto il sole…); ancora meno chiaro il riferimento a Benedetto XVI come “Gloria Olivae”: qualcuno ha chiamato in causa il giorno della nascita di Joseph Ratzinger, un Sabato Santo, nel periodo pasquale legato all’ulivo. O il suo impegno per la pace. Tutte teorie molto vaghe.

Il prossimo, il 113° della lista, sarà Petrus Romanus, comunemente definito Pietro II. Nessun pontefice si è mai attribuito il nome del primo pontefice, per tradizione. Nella profezia di Malachia si legge che l’ultimo Papa siederà sul soglio pontificio nel corso dell’ultima persecuzione della Chiesa. Al termine del suo papato, “la città dai sette colli cadrà, e il giudice tremendo giudicherà il suo popolo”. Il giorno del giudizio, insomma. Qualcuno parla già del prossimo pontefice come “il papa nero”, che nella profezie di Nostradamus sarebbe l’ultimo prima dell’apocalisse. Ma attenzione: in nessuna centuria di Nostradamus si parla del papa nero. E non c’è alcun riferimento a tale profezia nella lista di San Malachia. La storia del papa nero è una leggenda popolare romana, diffusasi alla vigilia del Terzo Millennio anche grazie a una popolare canzone di Sanremo. Possiamo stare tranquilli, dunque. Nessuna profezia millenaristica sta per compiersi.

(pubblicato su Scienze Fanpage dell’11 febbraio 2013)


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X-Factors: gli eventi estremi che minacciano il mondo

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Non è la nuova edizione del celebre talent-show, ma un rapporto stilato dagli editor della rivista Nature per il World Economic Forum sui rischi esistenziali che corre la nostra civiltà. Fattori X, “X-Factors” appunto, è il termine con cui gli esperti indicano quegli eventi considerati estremamente improbabili ma che, qualora avvenissero realmente, potrebbero minare alla nostra sopravvivenza sulla Terra. Non sorprende quindi che siano stati inclusi nel rapporto 2013 sui “Global Risks”, i rischi globali che corre la civiltà umana. Il primo della lista, per la verità, non è poi così improbabile: la minaccia del cambiamento climatico. Tuttavia, il grande fattore X in questo caso è dato da quelli che i climatologi definiscono “effetti moltiplicatori”. Ossia, la possibilità che, superato un certo punto di non ritorno, si inneschino ulteriori effetti di riscaldamento globale, prodotti per esempio dallo scioglimento della tundra artica con conseguente liberazione in atmosfera di quantità enormi di CO2. Tale scenario, emerso di recente, non fa dormire parecchi scienziati e sembrerebbe suggerire che anche le nostre peggiori preoccupazioni sugli effetti del cambiamento climatico sono troppo ottimistiche.

Un altro fattore X sarebbe invece capace di produrre un effetto radicalmente opposto. Circa 74.000 anni fa, il supervulcano Toba in Indonesia proiettò nell’atmosfera migliaia di tonnellate di roccia, polveri e ceneri, tali da oscurare la luce del sole per molti anni. Secondo gli storici del clima, l’eruzione del Toba favorì l’insorgere dell’ultima era glaciale che sterminò la popolazione umana riducendo i nostri antenati ad appena 10mila esemplari. Sebbene le stime indichino in appena un mero 1% la possibilità di una supereruzione del genere nei prossimi 7000 anni, non si può mi dire mai. I quattro supervulcani più giovani, costantemente monitorati, sono il Toba, il vulcano Taupo in Nuova Zelanda, lo Yellowstone negli Stati Uniti e i Campi Flegrei in Italia. I vulcanologi ritengono che quest’ultimo abbia le maggiori chance di eruttare per primo, considerato il fenomeno dell’innalzamento del suolo nell’area di Pozzuoli a partire dalla fine degli anni ’60. Il Deep Drilling Project attualmente in corso intende valutare, attraverso una perforazione fino a tre chilometri di profondità, l’effettivo rischio di una futura eruzione.

C’è poi la sempreverde minaccia proveniente dal cielo. Asteroidi a parte, per fortuna costantemente censiti e monitorati dal programma Near Earth Objects al JPL della Nasa, c’è anche qualcos’altro nel cielo. Per esempio, le supernove. Sull’argomento si è parlato molto, forse troppo, ma secondo alcuni studiosi almeno una delle cinque grandi estinzioni di massa avvenute in passato sulla Terra sarebbe attribuibile all’esplosione di una supernova vicina o comunque all’emissione di un potente gamma-ray burst, un lampo gamma capace di spazzare via la fascia di ozono del nostro pianeta privandoci di quella naturale protezione dai raggi cosmici che consente alla vita di prosperare. L’estinzione del tardo Ordoviciano circa 440 milioni di anni fa potrebbe, secondo alcune recenti ricerche, essere ricondotta all’esplosione di una supernova lontana alcune centinaia di anni luce. Anche se non conosciamo nessuna candidata supernova nel nostro vicinato galattico che possa minacciare la vita sulla Terra, ci sono molte cose in cielo che ancora non conosciamo. Fino a pochi decenni fa, non sapevamo nulla dei lampi gamma, per esempio.

E dallo spazio potrebbe venire fuori anche dell’altro. Gli editor di Nature arrivano a prendere in considerazione anche quello che definiremmo il più improbabile degli eventi X: la scoperta degli alieni. È davvero difficile credere che assisteremmo mai a un’invasione degli extraterrestri, considerando le enormi distanze che ci separano dalle altre stele. Ufo a parte, gli scienziati si chiedono piuttosto cosa accadrebbe se scoprissimo davvero la vita aliena. Per esempio, intercettando una trasmissione radio proveniente da un’altra civiltà. Il famoso sceneggiato radiofonico di Orson Welles La guerra dei mondi nel 1938 produsse un’ondata di panico in tutta l’America. Secondo alcuni sociologi, ciò dimostrerebbe che la nostra reazione alla scoperta di E.T. potrebbe essere piuttosto scomposta. Soprattutto qualora scoprissimo che i nostri compagni di viaggio in quest’universo sono molto più avanzati di noi.

Tra le altre ipotesi fantascientifiche, gli autori del rapporto citano anche lo scenario della “singolarità”, in cui l’accelerazione tecnologica porterebbe di qui a qualche decennio alla nascita di una post-umanità ibridata con le interfacce elettroniche. I post-umani, dotati di doti cognitive superiori grazie a innesti tecnologici, potrebbero finire per costituire un’élite rispetto al resto dell’umanità tagliata fuori dai limiti dello sviluppo. Il gap enorme tra Nord e Sud del mondo finirebbe per diventare davvero incolmabile. Non solo: utilizzati nei teatri di guerra, questi esseri umani potenziati si rivelerebbero pressoché invincibili. Potrebbe essere l’anticamera di una società sottoposta al dominio dispotico di pochi “super-uomini” che hanno ottenuto il massimo delle loro facoltà fisiche e intellettuali grazie all’ibridazione con le macchine.

Prima che ciò avvenga, tuttavia, potremmo trovarci ad affrontare un altro evento-X, di natura assai meno tecnologica. Oltre alle minacce di virus e batteri, infatti, ci sono i funghi. Non quelli che ci capita di raccogliere o mangiare nel risotto, benché in rari casi ci si possa imbattere in esemplari velenosi. Alcune forme di funghi hanno prodotto le peggiori estinzioni delle specie viventi, in passato. Recentemente, la famosa carestia irlandese del 1840 fu prodotta da un fungo che annientò quasi tutte le patate in Irlanda uccidendo per fame un milione di persone. Secondo le stime, un’epidemia globale di Phytophthora infestans potrebbe uccidere per carestia oltre un miliardo di persone. La globalizzazione ha avuto come conseguenza in agricoltura l’uso più o meno identico in tutte le parti del mondo degli stessi ceppi genetici per i diversi prodotti. Questa scarsa varietà genetica, se da un lato favorisce la produttività, pone un serio rischio in caso di epidemia, perché tutte le coltivazioni sul pianeta verrebbero colpite. In alcuni casi, per quanto rari, i funghi potrebbero fare un salto di specie e invadere l’organismo umano. Si diffonderebbero più lentamente di virus e batteri, ma potrebbero rivelarsi più letali.

Non è comunque il caso di farsi prendere dal panico. I fattori X citati nel rapporto restano molto improbabili, con l’eccezione del cambiamento climatico. Il World Economic Forum ha voluto commissionare agli editor di Nature questa lista “apocalittica” allo scopo di far emergere alcune minacce costantemente sottostimate dalla politica mondiale, ma che restano comunque nell’ordine delle possibilità. Anni fa, un esperto di trading e oggi filosofo di grido, il libanese Nassim Taleb, definì questi eventi “cigni neri”. Fino alla loro scoperta in Australia, nel XIX secolo, nessuno era al corrente dell’esistenza dei cigni neri. Allo stesso modo, potremmo ignorare alcune cose di questo mondo le cui conseguenze finirebbero per rivelarsi molto peggiori della scoperta dei cigni neri.


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A quando la prossima fine del mondo?

cometa_2012Se pensavate di esservi finalmente liberati da tesi catastrofiste e ansie millenariste, vi siete sbagliati. Ma non vi preoccupate, non è colpa vostra: dopo duemila anni passati a sparar date, gli appassionati dell’apocalisse sono ben lontani dall’aver deciso di appende le scarpette (o gli oroscopi) al chiodo solo perché i Maya o chi per loro non ci hanno azzeccato. Così, cominciano a spuntare nuove date alcune delle quali piuttosto vicine, altre per fortuna abbastanza lontane nel tempo da permetterci di ignorarle per un po’.

Tra una data e l’altra dovremo fare i conti con gli asteroidi, la vera minaccia alla nostra sopravvivenza, che ogni tanto – come vecchie zie sgradite – vengono a farci visita senza invito. Per il momento non è il caso di allarmarci: l’asteroide NT7 nel gennaio 2019 passerà a 60 milioni di chilometri dalla Terra, mentre 99942 Apophis, un vecchio amico – proprio ora sta passando sopra le nostre teste – farà un passaggio ravvicinato nel 2036, ma mentre qualche anno fa le possibilità di impatto erano più alte (1 su 6000 e rotti), oggi nuovi calcoli hanno abbassato la probabilità a 1 su 250mila, abbastanza da ignorarla. Più preoccupante è VK184 che ha una possibilità su tremila di colpirci il 3 giugno 2048. La più alta in assoluto finora calcolata, anche se gli astronomi aspettano il suo nuovo passaggio ravvicinato l’anno prossimo per effettuare stime più certe. Resta comunque un rischio molto basso. Nel peggiore dei casi, il suo diametro è di poco più di 100 metri: ben lontano dal produrre danni di livello estintivo, anche se farà una bella botta, simile a quella di Tunguska nel 1908.

Scientificamente parlando, c’è chi continua a preoccuparsi del Sole. Quest’anno la nostra stella entra nella fase più acuta del suo ciclo di 11 anni, per cui avremo tempeste solari più frequenti e violente di quelle (comunque ragguardevoli) che si sono avute nel 2012. Una tempesta solare non è rischiosa per la vita sulla Terra, ma un’emissione coronale piuttosto intensa e diretta verso il nostro pianeta può distruggere i sistemi elettromagnetici dei satelliti in orbita e anche molti di quelli a terra, causando danni per decine di miliardi di dollari. In un periodo di crisi economica, non è proprio l’aiuto che ci aspettiamo dal cielo. Il rischio c’è, ma resta basso.

Alcuni temono che il lento risveglio del Sole nel corso dell’ultimo ciclo iniziato undici anni fa sia il campanello d’allarme di un suo ingresso in una fase di minimo di attività. Un minimo di attività è stato registrato tra il 1645 e il 1715, noto come “minimo di Maunder”, dal nome di un astronomo che alla fine del XIX secolo scoprì che la riduzione delle temperature in quel periodo doveva essere collegata al ridottissimo numero di macchie solari registrato dagli astronomi dell’epoca (una cinquantina in trent’anni rispetto alle decine di migliaia di norma). Ci fu una sorta di piccola era glaciale con inverni particolarmente rigidi e grandi danni alle coltivazioni. In tempi di riscaldamento globale, può sembrare la panacea a tutti i mali, ma in realtà presto scopriremmo che una piccola era glaciale non è così piacevole. Si tratta comunque di un’ipotesi remota, anche se uno pseudo-scienziato russo dal nome impronunciabile ha previsto il suo inizio nel 2014, senza fornire solide argomentazioni al riguardo.

Ci sono poi i consueti scenari pessimisti e catastrofisti di esperti di economia. L’anno scorso il libro 2030. La tempesta perfetta di Gianluca Comin e Donato Speroni, due economisti italiani, ha prodotto un certo dibattito. A loro dire, la crisi energetica con la graduale riduzione delle riserve petrolifere, insieme alla riduzione delle scorte d’acqua dolce, all’aumento della popolazione e alle conseguenze del riscaldamento globale innescherà una violenta crisi su scala planetaria (la “Grande Crisi”: e se quella di oggi ci fa paura, figuriamoci questa qui). Altri spostano la data-clue al 2045: secondo alcuni futurologi come Ray Kurzweil, sarà il momento della singolarità tecnologica, l’avvento di intelligenze artificiali che supereranno gli esseri umani. I singolaristi sono persone molto ottimiste su questa prospettiva, ma c’è chi all’idea di essere surclassato dai computer prova un brivido di terrore. Secondo il fisico Martin Rees e il filosofo Nick Bostrom, le nanotecnologie e le intelligenze artificiali potrebbero condurci a uno scenario alla Terminator, o alla Matrix, con l’umanità resa schiava dalle macchine. Per questo hanno fondato a Cambridge un centro di studio sul rischio esistenziale, mentre Martin Rees ha simpaticamente annunciato che l’umanità ha una possibilità su due di non sopravvivere al XXI secolo.

Dopodiché, ci sono le care vecchie profezie di una volta che non scadono mai. La prima, il 2033. Saranno duemila anni dalla data della crocifissione di Gesù, almeno stando alla cronologia ufficiale che però fior di studiosi hanno da tempo smentito, e così lo stesso papa Ratzinger. In realtà questo bi-millenario dovrebbe cadere tra i sette e i tre anni prima, a seconda delle fonti, quindi tra il 2026 e il 2030. Ricordate il vecchio adagio “mille e non più mille”? Chi ci dice che non valesse per la data della crocifissione e non per quella della nascita di Gesù? Meditate, gente… Se tutto andasse bene, ci penseranno gli Elohim. Nel 2035 i nostri padri celesti extraterrestri, almeno stando al culto Raeliano, torneranno a prenderci alla fine di questa lunga giornata trascorsa all’asilo nido chiamato “Terra”. I Raeliani stanno già approntando ambasciate per accoglierli, ma avvertono che se non faremo i bravi probabilmente non avremo nessun premio, ma anzi saremo tutti spazzati via dal cosmo.

Ancora un passo oltre e arriviamo al 2060, data del Giorno del Giudizio secondo i calcoli di Isaac Newton. Il grande scienziato inglese, attento studioso della Bibbia, aveva passato molti anni nel tentativo di individuare dei riferimenti nascosti nella Scrittura, indizi lasciati dall’Altissimo per conoscere in anticipo la data della fine del mondo. Sulla scorta della criptica affermazione che si legge nel libro di Daniele (“un tempo, due tempi e la metà di un tempo”), Newton immagina si parli di anni, quindi tre anni e mezzo: circa 1260 giorni. E poiché, a suo dire, nella Bibbia il termine “giorno” equivale a un anno, la fine del mondo avverrà dopo 1260 anni. Ma da cosa? Essendo violentemente anti-papista, Newton calcola questa data dall’anno 800, l’incoronazione di Carlo Magno a opera del papa che segna l’avvento del Sacro Romano Impero. È da allora, a suo dire, che il papato, ossia l’Anticristo, ha assunto il potere nel mondo. E dopo 1260 anni sarà distrutto, quindi nel 2060. Peccato che Napoleone Bonaparte sciolse il Sacro Romano Impero nel 1805. Ma tant’è.

(pubblicato su Scienze fanpage del 9 gennaio 2013)


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Ma perché perdiamo tempo…?

Ma perché perdiamo tempo con cazzate? Il pianeta terra esiste da 4 miliardi di anni, e tra un caos e l’altro, ancòra è qui con tuuta la sua imbecille umanità! Il “Creatore” ha tentato 2 volte a distruggere l’umanità, ma se siamo ancòra qui, vuol dire che non gli è andata come voleva ( anche Lui sbaglia ), e così ha lasciato perdere, tanto con gli esseri umani non c’è santo che tenga. Comunque il vero pericolo sapete chi sono: i fanatici della new age!

Michael

Come giustamente ricordi, il nostro mondo esiste da 4 miliardi di anni e dovrebbe continuare a esistere per almeno altrettanti, finché non verrà arso dal Sole trasformatosi in gigante rossa negli ultimi stadi della sua esistenza. La vita, quella può estinguersi. Ci sono state già cinque estinzioni di massa nella storia della Terra, l’ultima quella che ha portato all’ascesa dei mammiferi e quindi dell’Uomo. Tutto può succedere, ma solo la scienza ci dirà quali sono i rischi che correremo in futuro, non certo i Maya, i profeti o i fanatici della New Age che, come ben affermi, costituiscono il vero pericolo della società occidentale.


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Cosa produrrà l’allineamento con il centro della galassia?

21 Dicembre ore 11:11, ci sarà l’allineamento Terra sole e centro della galassia che avviene ogni 26.000 anni,noi ci troviamo al 33° allineamento a partire dal 1980.A quell’ora l’allineamento sarà preciso,ma è vero?
A parte che l’intersecazione è apparente,ma anche se fosse?

Veronika.

Innanzitutto, come hai già detto, questo è il 33° allineamento e non certo il più “perfetto”, con il centro della galassia, in anni recenti. Avviene tutti gli anni al solstizio d’inverno. Perché il 2012 dovrebbe essere diverso? L’ora poi, le 11:11, da dove escono fuori? Le 11:11 di quale fuso orario, soprattutto? L’allineamento avviene quel giorno e l’ora non ha alcun significato. Detto ciò, anche se fosse, come dici, non succederebbe proprio nulla, esattamente come non è successo nulla le altre volte, esattamente come non succede nulla ogni qualvolta Terra, Luna e Sole si allineano – di continuo – o avvengono altri allineamenti, che sono semplici curiosità astronomiche prive di effetti fisici.


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Ho paura della fine, cosa devo fare?

Buongiorno,so che questo non è un sito per malati di mente o un centro psichiatrico,ma ho bisogno di uno sfogo.
Sono un ragazzo,figlio unico,i miei genitori sono divorziati,non ho amici,poiché mi sono trasferito tante,troppe volte da un posto all’altro e sono sempre il nuovo arrivato,ma una cosa mi rassicura,il fatto che il giorno dopo avrei potuto diventare più maturo,più accettato,ora mi direte cosa c’entra con la fine del mondo?Purtroppo si.C’entra.
Un mese fa quando mi informai di più,forse da siti sbagliati.la paura diventò atroce,tanto da pensare di uccidermi,la mia famiglia è distrutta,ma mi rincuorava che forse un giorno i miei genitori avrebbero potuto essere più felici,il pensiero che tra pochi giorni succederà qualcosa di catastrofico mi squarcia il cuore,quando sento la tv,o programmi che annunciano una puntata speciale il giorno prima mi viene un’ansia tremenda.Forse sono egoista,ma voglio continuare la mia adolescenza,16 sono pochi per morire,sono un ragazzo la cui vita è diventata una emerita merda,a volte penso che non sarei dovuto nascere,che la colpa è mia se la mia famiglia è distrutta,questi giorni sono un’agonia,i miei mi hanno visto ogni giorno sempre più magro e depresso.Poi ho scoperto questo sito,ma ogni volta sento cose diverse…

Scusate,forse non avrei dovuto mettermi in ridicolo su un sito,ma non ce la faccio,perché l’uomo ha bisogno di porsi una fine?la vita può essere brutta,piena di problemi come la mia,ma c’è sempre il pensiero del domani,di un domani più bello,un domani in cui pensi forse sarà tutto migliore,forse anch’io potrò essere felice,ma pensare che il domani non ci sarà che forse solo in pochi si salveranno,ho paura.

Scusate ancora,scusate il tempo che vi ho fatto perdere.

Matt

Caro lettore,

innanzitutto mi fa piacere che tu abbia trovato nell’Osservatorio Apocalittico un punto di riferimento per contrastare l’ansia che ti assale quando si parla di queste storie. Il tuo non è un “caso” raro: negli ultimi mesi molti ragazzi come te ci hanno scritto presentandoci situazioni estremamente simili a quelle che descrivi tu. Non siamo psicologi, ma siamo certi che queste paure della fine del mondo colpiscono principalmente adolescenti, che si trovano spesso in situazioni di disagio emotivo già di per sé normali in questa fase della vita, acuite magari da problemi personali o familiari. La paura della morte, l’ansia che ci assale quando pensiamo al momento della fine, è normale, ma in alcune persone diventa quasi patologica. Non credo che sia il tuo caso, non penso che tu abbia bisogno di psicologi o altro, solo di rilassarti e renderti conto che innanzitutto hai appena 16 anni e hai tutta la vita davanti, e che in secondo luogo – ma sarebbe inutile ribadirlo ancora – il 21 dicembre non sarà che un altro giorno della tua vita. Cerca piuttosto di impegnarti per fare in modo, come dici tu, che il domani sia più bello e migliore dell’oggi. Sicuramente il destino dipende da te, non certo di presunte (e false!) profezie del passato o di personaggi privi di qualsiasi credibilità.


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Perché i governi smentiscono le voci sul 21 dicembre?

Grazie al vostro sito mi sono molto tranquillizata sul discorso 21/12/2012 , ora il fatto che anche i governi inizino a fare smentite mi provoca un po di ansia , daltra pate penso che se cui fosse qlc di vero non farebbero nulla e lascerebbero vivere tutto con tranquillità 
voi cosa pensate ?

Sara G.

Da un lato c’è chi dice che se le autorità non smentissero clamorose bufale come quella girata recentemente dell’asteroide Nibiru, allora si tratta di un atteggiamento sbagliato perché si alimentano paure e incomprensioni. Dall’altro c’è chi sostiene che queste smentite dimostrano che c’è qualcosa di grosso in ballo. La realtà è semplicemente questa: se i governi non avessero tra le mani rapporti che mettono in guardia dal rischio di atteggiamenti pericolosi, suicidi di massa e cose del genere previste per il 21 dicembre, non perderebbero il tempo a smentire e rassicurare. Lo fanno perché, come l’Osservatorio Apocalittico ha già più volte riportato, la “sindrome del day-after” mette a rischio molte persone convinte delle voci sulla fine del mondo. Già in precedenza, in concomitanza con presunti eventi apocalittici, si sono registrati suicidi individuali o di massa (da parte di membri di sette o gruppi apocalittici). Questo, non certo la fine del mondo, è il rischio più grave connesso al 21 dicembre 2012.


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Terza guerra mondiale e cambiamenti climatici sono una minaccia imminente?

Ciao a tutti, volevo chiedervi, dopo aver capito che le profezie sono tutte false, cosa ne pensate della questione ‘Medio Oriente’ e possibile terza guerra mondiale?
E dei cambiamenti climatici ?
Grazie Rossana

Cara Rossana,

sicuramente questi sono scenari di gran lunga più preoccupanti delle profezie Maya o di quelle di Nostradamus o che dir si voglia. Qui non siamo nel campo delle profezie, ma delle predizioni, che nel settore della politica internazionale lasciano il tempo che trovano: i politologi dicono tutto e il contrario di tutto e raramente sono in grado di prevedere una crisi internazionale. La situazione in Medio Oriente è sempre molto critica ma è difficile credere che vi sia interesse da parte dei grandi attori internazionali – Usa, Europa, Cina, Russia – a essere trascinati in un conflitto mondiale per difendere i propri alleati nella regione. I forti legami economici tra le grandi potenze rendono oggi molto più improbabile lo scenario di una guerra mondiale rispetto a cinquant’anni fa.

Più grave sicuramente la situazione dei cambiamenti climatici. Ormai abbiamo superato il punto di non ritorno e dobbiamo abituarci all’idea che il secolo in corso sarà caratterizzato da fenomeni meteorologici violenti, ondate di calore, inverni rigidi e un innalzamento del livello dei mari che comprometterà la vivibilità di diversi paesi costieri. Bisogna sperare che, nel corso di questo secolo, l’avvento di nuove fonti di energia – rinnovabili o nucleare sicuro – possano azzerare o significativamente ridimensionare il ricorso ai combustibili fossili, avviando un’inversione di tendenza che a ogni modo produrrà i suoi frutti solo a partire dal prossimo secolo. Ci aspettano quindi tempi duri, senza dubbio.


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