Nella città di Stephen King le autorità inscenano un’apocalisse zombie

La grande psicosi americana per l’imminente “apocalisse zombie” ha raggiunto ormai livelli da commedia. E’ il caso dell’esercitazione voluta delle autorità locali di Bangor, cittadina del Maine nota per essere la residenza del più famoso scrittore horror-thriller americano, Stephen King. Qualche giorno fa si è tenuta infatti la Giornata dell’Apocalisse Zombie: il personale degli ospedali, corpi di pubblica sicurezza e della guardia nazionale è stato completamente mobilitato per affrontare uno scenario in cui un’improvvisa pandemia virale proveniente dalla Giamaica colpisce la città trasformando gli abitanti in veri e propri zombie privi di volontà se non quella di divorare i loro concittadini. Per rendere il tutto più realistico, i cittadini di Bangor si sono travestiti da zombie anche ricorrendo a litri di ketchup per inscenare fiumi di sangue. Ad aiutarli c’era Don Wade, truccatore esperto nel simulare ferite per corsi di addestramento sanitari e militari. Quando uno dei cittadini viene morso da uno zombie, deve correre al più vicino centro d’emergenza per la vaccinazione, altrimenti è destinato a diventare zombie a sua volta. In questo modo, le autorità di sicurezza hanno potuto verificare che percentuale della popolazione verrebbe infettata prima dell’arrivo di una cura. Secondo Kathy Knight, che dirige le operazioni per la prevenzione sanitaria della zona, l’esercitazione simula un normale scenario di pandemia influenzale, solo che per coinvolgere maggiormente i riottosi cittadini è stato scelto di rendere il tutto più spettacolare e divertente.

(fonte: Daily Mail)


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Profeta dell’apocalisse evade le tasse: arrestato

Se la fine del mondo fosse dietro l’angolo, pagare le tasse diventerebbe davvero l’ultimo dei pensieri. Deve essersi detto proprio questo Ronald Weinland, noto predicatore cristiano fondamentalista di Cincinnati, in Ohio. Weinland, che guida una delle tante sette cristiane di stampo evangelico negli USA ed è celebre per i suoi sermoni apocalittici su Internet, aveva profetizzato la fine del mondo per il 30 settembre 2008 e poi, di nuovo, per il 27 maggio 2012, anche se per fortuna quest’ennesima data non ha avuto risonanza in Italia. Negli USA, però, qualcuno ha pensato bene di saperne di più sul personaggio. L’Internal Revenue Service, in pratica l’Equitalia americana, ha avviato un’indagine sul patrimonio personale di Weinland e il 13 giugno il predicatore è stato messo agli arresti domiciliari con l’accusa di evasione fiscale. Tra il 2005 e il 2010, avrebbe evaso oltre 300.000 dollari trasferendo denaro su un conto bancario all’estero e giustificando la maggior parte delle sue spese inserendole nel bilancio della propria chiesa.

Per giustificarsi di fronte alle autorità, Ronald Weinland ha candidamento dichiarato di essere convinto che il sistema finanziario USA sia prossimo al collasso e che presto Gesù Cristo tornerà sulla Terra per aprire i sette sigilli e scatenare l’apocalisse. Ciò non gli ha impedito comunque di continuare a vivere in una villa del valore di centinaia di migliaia di dollari e di indulgere in viaggi di piacere a Las Vegas, tutti  addebitati sul conto della chiesa, foraggiata dalle donazioni dei fedeli. Il prossimo 24 settembre dovrà affrontare la sentenza della corte: Weinland rischia fino a cinque anni di prigione, ma la cosa non dovrebbe angustiarlo troppo, dato che l’ultima nella sua ultima profezia ha fissato la fine del mondo assai prima della scadenza della condanna, precisamente per il 19 maggio 2013.

(fonte: Huffington Post)


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