Negli USA è psicosi per l’apocalisse zombie


Quando gli agenti della polizia locale di Miami sono accorsi sulla scena del crimine, sono rimasti di sasso: alla luce delle lampade che illuminavano il sottopassaggio pedonale, un uomo completamente nudo era intento a divorare la faccia di un clochard. Nonostante la minaccia di aprire il fuoco, il cannibale ha continuato a mangiare imperterrito la faccia dello sventurato, finché i poliziotti hanno sparato, uccidendolo. Il clochard, portato in ospedale, si salverà, anche se è ormai mutilato. La notizia ha fatto rapidamente il giro degli Stati Uniti e si è aggiunta alla vicenda che ha scosso qualche giorno fa il New Jersey, dove un uomo – dopo aver chiamato la polizia – si è inflitto di fronte agli agenti attoniti oltre cinquanta coltellate, gettando le proprie interiora in faccia ai poliziotti che tentavano di fermarlo; e alla storia del giovane pornoattore canadese che ha fatto a pezzi uno studente cinese e, dopo averne mangiato alcuni resti, ha spedito le parti del corpo alle sedi di due partiti locali, prima di far perdere le tracce (è stato arrestato ieri in Germania). Notizie che hanno diffuso un’autentica psicosi su una possibile “apocalisse zombie”.

Il termine è spesso usato in America per definire in modo scherzoso uno scenario di tipo catastrofico imprevedibile. Per questo anche le agenzie federali per la prevenzione e la sicurezza, quando parlano di scenari catastrofici (terremoti, uragani, e in generale qualunque evento difficilmente prevedibile) fanno ricorso a questa singolare terminologia. Anche molti corsi di sopravvivenza al 2012, quelli frequentati dai preppers, convinti della prossima fine del mondo, fanno spesso riferimento all’apocalisse zombie, in un senso molto più letterale. Per loro, tra le tante eventualità apocalittiche c’è anche quella di un virus che trasformi le vittime in morti viventi, come nel celebre romanzo di Matheson Io sono leggenda, reso ancor più famoso dall’omonimo recente film con Will Smith. I media naturalmente hanno cavalcato l’onda della paura scatenata da questi episodi, mettendoli insieme all’interno di un’improbabile cornice esplicatoria, parlando appunto di una possibile epidemia di zombie. Tale la psicosi, che il Centro nazionale per il controllo delle malattie e la prevenzione negli USA ha dovuto smentire recisamente l’ipotesi che sia in atto un epidemia di qualche tipo che provochi casi di cannibalismo. Secondo alcuni studiosi, i recenti casi sarebbero prodotti, tra le altre cose, dall’effetto dell’assunzione di una droga sintetica che produce istinti omicidi selvaggi. Questa ipotesi, comunque, non è stata confermata. Chi si arricchierà, con questa storia, saranno tutte le aziende pronte a vendere i loro kit a prova di fine del mondo…

(fonte: GiornalettismoWired)

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