Nei mesi scorsi, in due diversi casi, le autorità del comune di Menifee, città di oltre 70.000 abitanti nel sud della California, si sono viste chiedere un’autorizzazione per la costruzione di bunker privati. Codice urbanistico alla mano, non hanno trovato nulla in proposito. Così, il consiglio comunale ha dovuto riunirsi per esaminare la questione. A una prima moratoria sulla costruzione di nuovi bunker, che sarebbe scaduta il 22 luglio, ha fatto quindi seguito un paio di giorni fa una estensione che impedirà ai fanatici dell’apocalisse di costruire rifugi sotterranei per sfuggire alla fine del mondo che, secondo loro, giungerà implacabile il 21 dicembre 2012.
In un paese come gli Stati Uniti d’America in cui la libertà è un principio fondativo, la questione ha subito scatenato un acceso dibattito. Secondo un consigliere comunale, “se qualcuno vuole costruire un bunker per dinfedersi da un’invasione dei marziani, non penso sia saggio, ma ne ha il diritto”. E le aziende costruttrici di bunker, che in questi ultimissimi anni stanno facendo affari d’oro in America, insorgono: se ogni loro cliente dovesse passare per una lunga trafila burocratica per ottenere i permessi di costruzione, sarebbe la fine. A Menifee, le autorità vogliono solo evitare che la costruzione avvenga in aree che potrebbero creare problemi di ordine pubblico. Inoltre, i clienti non vogliono affatto rendere nota l’ubicazione dei loro bunker. Ciò permetterebbe ai sopravvissuti all’apocalisse rimasti in superficie di trovare e assediare i bunker per ottenere viveri e medicinali.
(fonte: Press Enteprise)
