Ora Astrotime cambia versione: “Accadrà nel Montefeltro…”

Sono le cinque e tutto va bene… no, questa frase non dev’essere proprio piaciuta all’amministratore del sito “Astrotime”, che negli ultimi giorni sta purtroppo godendo (lo ammettiamo, anche per colpa nostra!) di un’indebita notorietà. Ora Antonio Alessi ha emanato un aggiornamento poco dopo le 17 invitando a guardare non più al Mediterraneo ma al centro della penisola, nel distretto sismico del Montefeltro, da giorni caratterizzato da un intenso sciame sismico. Come se non bastassero le continue scosse, per fortuna tutte di bassa intensità, ad allarmare la popolazione, ora arriva quindi la nuova profezia del guru-astrologo, che sposta di poco avanti l’orario previsto per il “big one”. Inutile dire agli interessati: niente paura! Ma ecco il ‘comunicato’:

Sono passate le ore 17 del 10 Giugno e molte persone osservano che la giornata è trascorsa senza inconvenienti (magari!), non senza un colpo d’occhio alla situazione di Montefeltro, scossa da giorni con insistenza. Ne avevo già documentato un intenso sciame il giorno 4, più che altro per interesse di stu­dio, intento e concentrato sulla questione seria nell’area indicata nel Sud, pur con una certa approssimazione dalla previsione Bendandi, secondo Giuliani. Tanto per non lasciar niente al caso, ho voluto ricontrollare Montefeltro, la cui latitudine è molto più a Nord. Per meglio dire, non si deve mai dare nulla per scontato.
Ebbene, questa località è ben lontana dall’esser “fuori”! Ho ricostruito i passaggi che la interessano nell’ora serale, posta come il momento più indicativo dell´evento a partire da quanto è successo a Creta il 27/05; Le diverse coordinate lo spostano in avanti di 15-20 minuti e, per farla breve e ren­der­la leggibile, è stata tracciata la sequenza dei 18 diagrammi dalle 18:30 (UTC) alle 19:04, con una scansione ogni 2 minuti. I tratti circolari in verde indicano i 28 settori dell’orbita lunare con velocità di moto differenziata: i più prossimi al centro (o Terra) sono di moto più rapido ed indicano il perigeo, punto di massimo avvicinamento del satellite; gli altri il contrario (apogeo). Ne riproduco uno, ma invito chi ama i dettagli a visionarla per intero, poiché per certi versi è più secca e precisa di quelle al Sud. In tali casi viene meno l´influsso di Quadratura di Plutone al meridiano, ma là i vulcani non c´entrano…


Continua a leggere..

10 giugno, una nuova profezia alla prova dei fatti

Nuova data, nuove verifiche. Quella di oggi, 10 giugno, non ha fortunatamente avuto la stessa risonanza di quella scorsa dell’11 maggio e nemmeno di quella del 21 maggio prevista dall’americano Harold Camping. Anche i media sembra si siano stufati. Ma i catastrofisti questa mattina si sono svegliati di buon’ora (alcuni avevano addirittura collegato le loro sveglie ai siti sismologici, di modo da essere svegliati al primo segnale “fuori scala”) per verificare le proprie teorie, o meglio quelle di Raffaele Bendandi che nei suoi incomprensibili fogli aveva indicato appunto la data del 10 giugno 2011 (insieme a molte altre non verificatesi). Mentre c’è chi già mette le mano avanti, avvertendo che il ‘big one’ potrebbe verificarsi anche 24-36 ore dopo, potrebbe essere non tanto forte e potrebbe avvenire praticamente in ogni parte del mondo – quindi rendendo del tutto vana la ‘profezia’ – noi verificheremo la validità della previsione degli astrologi di Astrotime che prevedono intorno alle 20 italiane di stasera un sisma di almeno 7° Richter nel Mediterraneo centrale e orientale, tra la Sicilia e l’isola di Creta. Giampaolo Giuliani, il guru dei sismologi dilettanti che aveva messo in guardia da possibili scosse catastrofiche nel Centro Italia per oggi, ha messo a sua volta le mani avanti pubblicando sulla sua pagina Facebook questo annuncio:

Anomalie Radon in evoluzione osservate dalle 4 stazioni in Abruzzo e da stazioni EM (Elettromagnetiche). Al momento solo incremento strumentale centro Italia (come numero eventi). E’ buona norma essere sempre preparati. Ripeto: non sono evidenti forti eventi.Le anomalie annunciate, non sono riconducibili alla situazione sulla nostra area abruzzese monitorata. Bacino aquilano e per un raggio pari a 25-50-70Km solo attività strumentale. Possibilità di eventi fuori dal nostro territorio nazionale. Pertanto si osservano anomalie relative a grande distanza.

Staremo a vedere, ancora una volta!


Continua a leggere..

Aprite gli ombrelli: è in arrivo una tempesta solare

Le tempeste solari non sono un fenomeno nuovo né di grande interesse per l’uomo della strada. Eppure, negli ultimi mesi stanno attirando sempre più l’attenzione dei catastrofisti, convinti che ogni tempesta solare sia l’avvisaglia della “tempesta perfetta” che distruggerà la Terra nel fatidico 2012. In realtà gli effetti di questi fenomeni sono limitati e praticamente nulli per la salute umana. La NASA ha fatto sapere che una tempesta solare di notevole intensità si abbatterà oggi sul nostro pianeta, con la possibilità di perturbazioni nelle attività dei satelliti e delle reti elettriche. Insomma, se avete problemi a ricevere il segnale Sky o il vostro navigatore satellitare fa le bizze, non è il caso di gridare alla fine del mondo.

Roma, 8 giu. (TMNews) – Un’eruzione solare dalle caratteristiche insolite, individuata da un osservatorio spaziale della Nasa (Solar Dynamics Observatory – Sdo), ha provocato una tempesta geomagnetica che potrebbe perturbare l’attività dei satelliti di telecomunicazione e le reti elettriche terrestri.

E’ dal 2006 che non si osservano eruzioni solari di simile intensità, secondo l’Agenzia meteorologica nazionale americana (NWS). “Il Sole ha avuto un’eruzione di media intensità (M-2) il 7 giugno scorso con un’espulsione di massa coronale (CME) assolutamente spettacolare”, ha precisato l’Osservatorio di dinamica solare della Nasa, citato da Le Matin.

“L’enorme nube di particelle che si è innalzata rapidamente e poi è ricaduta sembrerebbe ricoprire un’area che rappresenta circa la metà della superficie solare”, si legge nel comunicato.  I suoi effetti sulla Terra dovrebbero essere “relativamente deboli”, secondo la Nasa. Ma la tempesta geomagnetica, oltre alle pertruabazioni sui satelliti Gps e sulle reti elettriche terrestri, potrebbe anche costringere gli aerei di linea a modificare il loro itinerario nelle regioni polari.

(fonte afp)


Continua a leggere..

Gruppo astrologico avverte il Governo italiano: il 10 giugno terremoto e tsunami

Con una lettera indirizzata al Consiglio dei Ministri e al Presidente della Repubblica, il gruppo astrologico Astrotime.org, tra i tanti attivi nel tentativo di decifrare gli scarabocchi del sismologo dilettante Raffaele Bendandi, avvisa dell’imminente catastrofe prevista per il prossimo 10 giugno. Un’altra data sì, questa facente parte degli appunti di Bendandi. Perché proprio questa dovrebbe imbroccare laddove le altre centinaia sono rimaste lettera morta, non è dato di capirlo. Ma Astrotime, nella persona del suo amministratore Antonio Alessi, non ha dubbi e prevede un sisma con conseguente maremoto “o a partire dalla piana abissale Tirrenica (Ustica-Lipari), o dal Mare di Sicilia o lo stesso Ionio (Grecia) o anche l’Isola di Creta”. Prevede anche l’orario: 18:09 UTC, nel momento in cui si verificherà un qualche allineamento planetario. Il comunicato può essere letto cliccando qui. Per tutti i dettagli astrologici, non vi resta che andare al link indicato sotto e aspettare l’ennesimo disastro annunciato e non avvenuto.

(fonte: Astrotime.org)

 


Continua a leggere..

Come far quadrare i conti

Una profezia non ha alcun valore se il suo senso viene svelato solo dopo l’evento che avrebbe dovuto predire. Sembra un’ovvietà, ma ancora oggi non è così. Sistematicamente, tutte le profezie che si ritengono essere corrette si basano su interpretazioni a posteriori, talvolta vere e proprie arrampicate sugli specchi. Così anche quelle di Raffaele Bendandi, il noto sismologo dilettante da tempo deceduto la cui previsione di un sisma il prossimo 10 giugno è considerata attendibilissima dai suoi supporter. Prima di arrivare a Bendandi, prendiamo il caso di Nostradamus.

La sua profezia più famosa è questa:

“Il leone giovane vincerà il vecchio,
sul campo di battaglia in singolar duello,
egli bucherà i suoi occhi in una gabbia d’oro:
due tumulti uno, poi morire, morte crudele”.

Quattro anni dopo averla pubblicata, nel 1559 il re Enrico II di Francia morì in un torneo nel corso delle celebrazioni per il duplice matrimonio tra sua figlia e il re di Spagna e tra sua sorella e il duca di Savoia. Una lancia penetrò nell’elmo di Enrico colpendolo sopra l’occhio destro; cadde e morì dieci giorni dopo. L’evento rese Nostradamus celeberrimo perché tutto sembrava coincidere: il “singolar duello”, la “gabbia d’oro” (l’elmo) trafitto fino all’occhio (che però non viene bucato), la morte violente. Eppure, nessun riferimento esplicito all’evento appare nella quartina. Il conte di Montgomery, che disgraziatamente uccide Enrico, è sì più giovane di lui, ma solo di pochi anni. Perché poi definirlo un ‘leone’, immagine che non compare nell’araldica francese? E perché definire l’elmo una “gabbia d’oro”? Non c’è alcun riferimento a una data, a un nome, a un elemento davvero decisivo che possa essere ricondotto all’evento. È un caso, fortunato per Nostradamus, di interpretazione a posteriori. Ma che senso ha una profezia se non può servire a cambiare la natura degli avvenimenti? Nostradamus era fedele al suo sovrano e aveva avuto modo di comunicare con lui. Perché non informarlo del funesto evento, se davvero era convinto si riferisse a lui?

Vediamo ora una profezia che si riferirebbe a tempi più recenti (Centuria VI Quartina 97):

“Cinque e quaranta gradi il cielo brucerà
Il fuoco si approssima alla grande città nuova
All’improvviso grande fiamma sparsa scoppierà
Quando si vorrà dei normanni far prova”

All’indomani dell’11 settembre 2001 tutti si sono convinti che Nostradamus avesse predetto i terribili attentati alle Torri Gemelle a New York, la “città nuova” al 40.5° di latitudine (“cinque e quaranta gradi”) colpita dal “fuoco”. Eppure, molti prima di allora avrebbero scommesso che Nostradamus parlasse di un’eruzione del Vesuvio che avrebbe colpito Napoli, “città nuova” come lo stesso nome suggerisce, ugualmente posta a quella latitudine. Del resto, cosa c’entrerebbero i Normanni con New York? Napoli, invece, era stata dominata dai Normanni nel XII secolo e il Regno esistente all’epoca di Nostradamus era diretta discendenza di quel dominio. La città nuova ritorna altrove nelle quartine, come in questa (Centuria X Quartina 49):

“Giardino del mondo vicino a città nuova
Nella strada delle montagne cave
Sarà catturato e immerso nel tino
Bevendo per forza acque solforose avvelenate”

Qui il riferimento a Napoli è esplicito: il “giardino del mondo” (la Campania Felix), le “montagne cave” (il Vesuvio) e le “acque solforose”, prodotto di eruzione vulcanica. Nostradamus ci giocava bene perché sapeva che le eruzioni vesuviane erano frequenti e quindi avrebbe potuto imbroccarci sempre.

Del resto, un modo discutibile di far quadrare i calcoli proviene dalla celeberrima (Centuria X Quartina 72):

“L’anno millenovecentonovantanove al settimo mese
Verrà dal cielo un gran re di terrore
Resusciterà il grande re d’Angolmois
Prima e dopo Marte regnerà con fortuna”

Qui la data è chiara: luglio 1999. Non si è visto nessun re del terrore e non sono scoppiati conflitti. Dopo i fatti del settembre 2001, ancora una volta, si è voluto distorcere la quartina, sostenendo che Nostradamus calcolasse gli anni partendo da una diversa datazione della nascita di Cristo, per cui l’anno sarebbe stato non il 1999 ma il 2001 e il “settimo mese” sarebbe stato letteralmente settembre, non luglio. Ecco allora spiegato il terrore che viene dal cielo (ma non il re d’Angolmois, anagramma indecifrabile). Ma giocare così con una profezia, una delle poche dove tra l’altro il riferimento temporale è esplicito, vuol dire barare.

Prendiamo il caso della celebre profezia di Malachia. Si tratta della profezia in cui sono elencati tutti i Papi presenti e futuri fino all’ultimo, Pietro II, che assisterà alla distruzione della Chiesa e al Giorno del Giudizio. Attribuita all’omonimo santo che visse nel XII secolo, fu invece un falso del XVI secolo. Ciò spiega perché tutto l’elenco dei papi precedenti alla fine del Cinquecento calzi a pennello con la realtà storica, mentre per tutti i papi successivi l’interpretazione sia a dir poco tirata per i capelli. Il papa ex eremo celsus, per esempio, è proprio Celestino V, l’eremita chiamato al pontificato suo malgrado; tutte queste definizioni sono perfettamente azzeccate. Va peggio superato il XVI secolo. Per limitarci ai giorni nostri, perché Giovanni XXIII doveva essere pastor et nauta, pastore e marinaio? Solo perché era nato a Venezia, vecchia repubblica marinara? Il de medietate lunae, che letteralmente sarebbe “della mezzaluna”, e avrebbe fatto ipotizzare un papa proveniente dal Medio Oriente, sarebbe invece Giovanni Paolo I, morto dopo un mese di pontificato: allora ecco che si modifica la profezia parlando di media aetate lunae, liberamente interpretata come “il periodo medio di una luna”, cioè un mese. Giovanni Paolo II de labore solis (“il lavoro del sole”), su cui si sono spese fior di teorie imbarazzanti, nessuna delle quali accettabile. Benedetto XVI de gloria olivae (“la gloria degli olivi”), anche qui senza nessuno straccio di possibile interpretazione. Vedremo se il prossimo papa sarà Pietro II, l’ultimo pontefice del mondo.

Ma ora arriviamo a Raffaele Bendandi. Egli doveva aver imparato a fondo la lezione di Nostradamus se effettivamente le sue carte sono così indecifrabili e dicono tutto e il contrario di tutto. Andiamo subito alla profezia del 10 giugno 2011. I documenti originali sono visionabili cliccando qui. Nessun dubbio: si parla di 10 giugno. Ma ci sono anche altre date. E soprattutto linee di cui nessuno ha saputo finora fornire una chiara interpretazione. Senza andare troppo indietro, i fogli prevedevano un forte terremoto lo scorso 27 maggio. Non è successo nulla. Ciò ha scoraggiato, per poco più di un giorno, i fan di Bendandi; ma poi si è tornati alla ribalta suggerendo nuove possibilità. I numeri a casaccio sui fogli di Bendandi si prestano a ogni interpretazione. Chi ci vede coordinate, chi magnitudo, chi il numero delle macchie solari di quel giorno, chi calcoli astrali di allineamento. Qualcuno rilegge a modo suo anche i numeri scritti sui fogli, per far quadrare il tutto. Niente. Ma anche se alla fine ci uscisse qualcosa, il risultato sarebbe del tutto sballato: per ottenerlo si sono modificati i dati di partenza, le teorie sono state piegate alle evidenze empiriche, e in un’ultima analisi è stata prodotta una falsificazione. Chi non s’intende di metodo scientifico non arriva a comprendere tutto ciò. Ma chi s’intende di metodo scientifico non si azzarderebbe mai a fare previsioni sulla base dello zodiaco e dei moti planetari.

Così, all’indomani del 10 giugno, aspettiamoci un’altra trovata: un piccolo sisma nelle Vanuatu sarà considerato una prova della validità della tesi di Bendandi, benché l’altro sismologo popolare Giampaolo Giuliani preveda che il sisma si verificherà nell’Italia centro-meridionale. Su quali basi, non è dato saperlo a noi comuni mortali.


Continua a leggere..