Scritto da Redazione il 20/11/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 2 Commenti »
Negli ultimi mesi intorno alla data fatidica del 2012 è cominciato a emergere un nuovo leit-motiv, che questa volta prevede per il prossimo anno una serie di super-eruzioni vulcaniche. Una serie di potenti eruzioni vulcaniche di per sé non ucciderebbero direttamente molte persone, laddove le contromisure venissero prese per tempo, dato che tutti i grandi vulcani sono costantemente monitorati e che, a differenza dei terremoti, le eruzioni possono essere previste con un anticipo anche abbastanza largo. Tuttavia, una serie di potenti eruzioni sottomarine potrebbero provocare tsunami devastanti, mente eruzioni più superficiali potrebbero gettare nell’atmosfera milioni di tonnellate di cenere, oscurando per anni la luce solare, in misura tale da provocare la morte di numerose specie vegetali, la perdita dei raccolti e una conseguente carestia mondiale. Uno scenario del genere potrebbe produrre, a seconda della durata di questo “lungo inverno”, da molte centinaia di milioni ad alcuni miliardi di vittime: davvero una fine del mondo.
Ma non c’è ragione di credere che qualcosa del genere stia per verificarsi. Recentemente, i catastrofisti hanno lanciato una serie di allarmi sostenendo che alcuni dei più potenti vulcani del mondo si stessero risvegliando. Certo, alcuni vulcani dormienti da tempo hanno dato qualche segno di vita negli ultimi tempi, ma non tali da prospettare un’imminente eruzione. Il risveglio del vulcano El Hierro nelle Canarie ha fatto molta paura, tanto che alcuni avevano parlato di uno tsunami che si sarebbe potuto abbattere anche sulla costa orientale degli Stati Uniti. Ma una tale super-eruzione non è avvenuta e la situazione di El Hierro è ora sotto controllo. Gli occhi dei catastrofisti sono attualmente puntati su Yellowstone, il famoso parco naturale americano che in realtà nasconde uno tra i più pericolosi giganti addormentati del mondo. Se Yellowstone eruttasse, il Nord America si coprirebbe di ceneri, con conseguenze difficilmente immaginabili. Ma non c’è alcun segnale di un imminente risveglio dello Yellowstone. Anche in Italia l’area dei Campi Flegrei, tra Napoli e Pozzuoli, nasconde un supervulcano la cui eruzione avrebbe conseguenze di gran lunga superiori a quelle di un risveglio del Vesuvio. Ma l’ultima eruzione devastante risale a oltre 30.000 anni fa e l’ultima in ordine di tempo, nel XVI secolo, successiva a un lungo sonno durato tremila anni, è stata relativamente modesta. In entrambi i casi, lo sfogo costituito da gayser e caldere riduce la pressione interna del supervulcano, posticipando nel tempo un’eruzione.
Ora la NASA, che al 2012 sta dedicando grande attenzione allo scopo di tranquillizzare le migliaia di lettori che continuamente chiedono all’Agenzia spaziale americana delucidazioni sulle “profezie” apocalittiche, rassicura sull’argomento smentendo recisamente che per il 2012 siano previste super-eruzioni. Questi fenomeni, abbastanza consueti in epoche preistoriche, sono naturalmente molto rari oggi, dato che nel corso del tempo la Terra si raffredda e il magma al suo interno non ha più la spinta di prima verso l’esterno. Nel corso di tali eruzioni, il magma eruttato arrivava fino a un paio di migliaia di chilometri cubici, laddove le più potenti eruzioni note in epoche storiche raramente hanno superato i 10 km cubici. Questo basta a comprenderne la pericolosità. L’ultima di questo tipo è avvenuta in Nuova Zelanda 26.000 anni fa: in media, secondo i geologi, una di queste eruzioni “apocalittiche” avviene ogni 700.000 anni circa. Un bel lasso di tempo considerando che si tratta di un valore medio: il che vuol dire che possono passare anche alcuni milioni di anni senza supervulcani in attività. Ciò smentisce le tesi di molti catastrofisti, rilanciate di recente anche dal sito Meteoweb, che da tempo cavalca l’onda dell paura di mega-eruzioni con articoli allarmistici ingiustificati.
(fonte: Newsroom America)
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Scritto da Redazione il 16/11/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 14 Commenti »
Non è la prima volta che la NASA getta acqua sul fuoco alimentato dai catastrofisti, smentendo le tantissime bufale astronomiche a sostegno della profezia apocalittica del 2012. Questa volta sul sito della NASA è stata pubblicata una vera e propria FAQ, come in gergo si definisce la serie di domande frequenti a cui si risponde una volta per tutte. Un buon modo, per l’ufficio comunicazione dell’Agenzia spaziale americana, di evitare di rispondere quotidianamente alle preoccupazioni del pubblico, potendo rimandare ora alle risposte definitive pubblicate sul sito.
Non succederà niente di grave nel 2012, precisano dalla NASA: la Terra se l’è cavata per quattro miliardi di anni e nulla porta a credere che proprio ora debba arrivare la fine del mondo. Gli scienziati ricordano che la profezia di un pianeta chiamato Nibiru che si starebbe dirigendo verso la Terra prevedeva già il suo arrivo nel 2003 ma, essendo fallita, è stata “rimandata” al 2012, proprio come le profezie di Harold Camping. E i Maya non c’entrano: “Il calendario Maya finisce come finisce il calendario che ognuno di noi ha in cucina”, spiegano dalla NASA. “Il 21 dicembre 2012 termina il lungo computo calcolato dai Maya, ma il giorno dopo ne inizierà un altro”. Smentita anche la teoria degli allineamenti, soprattutto quella che vuole che il 21 dicembre 2012 la Terra e il Sole si allineino con il centro della Via Lattea in un evento di estrema rarità: in realtà, tale allineamento avviene ogni anno il solstizio d’inverno senza alcuna conseguenza. Inutile preoccuparsi per Nibiru o altri corpi celesti: se pianeti del genere fossero in rotta verso la terra “gli astronomi lo saprebbero da almeno dieci anni”. Stessa cosa per i meteoriti: quelli più piccoli possono sfuggire ai controlli, ma sono anche poco pericolosi. I meteoriti capaci di produrre danni catastrofici sono molto rari e nessuno di essi si avvicinerà alla Terra nel corso del 2012. Infine, una rilevante smentita riguardo l’ipotetica tempesta solare prevista per il prossimo anno. “Il prossimo periodo di massima attività solare sarà tra il 2012 e il 2014″, spiegano gli astrofisici, “ma non succederà nulla che non sia già avvenuto in passato”, in quanto l’attività solare segue un andamento ciclico che, nonostante alcune variazioni, si ripete ogni 11 anni.
(fonte: NASA – Famiglia Cristiana)
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Scritto da Redazione il 15/11/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
L’associazione astrofili centesi organizza per venerdì 25 novembre alle ore 20.30, presso l’osservatorio astronomico comunale di Cento, un incontro con Riccardo Maestri, curatore del sito www.passionescienza.it, per analizzare scientificamente tutti i possibili scenari che si profetizza possano accadere nel dicembre 2012.
L’incontro è gratuito e aperto a tutti. La conferenza trtatterà l’antica profezia Maya, balzata recentemente agli onori della cronaca, la quale indica l’anno 2012 come l’ultimo della storia dell’umanità. In questo incontro si parlerà di scienza, di profezie e di ciò che accomuna tali discipline. Ovviamente il metodo scientifico non prevede il futuro in sé ma, attraverso modelli matematici che si basano sulle esperienze passate, può calcolare la probabilità che un certo evento si verifichi.
Si esaminerà quindi, con approccio scientifico, la famosa profezia che fissa tra un anno la fine del mondo verificando statisticamente le singole probabilità di ciascun evento catastrofico che potrebbe determinarla, come potenti flares solari che si abbattono sul nostro pianeta, l’inversione dei poli magnetici e della rotazione terrestre, l’allineamento del sistema solare con il centro della galassia.
(fonte: Estense.com)
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Scritto da Redazione il 29/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 2 Commenti »
Per otterene un pò di visibilità, non c’è modo migliore oggi che predire una data della fine del mondo. E’ il turno di due anziani fratelli, Bohumil e Vladimir Bohm, che però hanno ben pensato di non commettere gli stessi errori dei loro predecessori: questa volta, infatti, la loro data è molto lontana nel tempo, più che sufficiente per far sì che nessuno di loro due, e nessuno di noi che leggiamo, potrà verificarne l’esattezza. Infatti, i Bohm sostengono che la fine del calendario Maya non è nel 2012, ma nel 2116.
Bohumil Bohm, un matematico, e il fratello Vladimir, docente di storia e cultura Maya, hanno pubblicato le conclusioni del loro studio sulla rivista Astronomische Nachrichten/Astronomical Notes, un periodico scientifico molto prestigioso. Lo studio non è nuovo, è stato pubblicato infatti nel maggio 2008, con il titolo Correlation between the Mayan calendar and ours: Astronomy helps to answer why the most popular correlation (GMT) is wrong (“Correlazione tra il calendario Maya e i nostri: l’astronomia spiega perché la più popolare correlazione (GMT) è errata”). In realtà, è a sua volta una rielaborazione a opera di diversi studiosi della ricerca compiuta dai fratelli Bohm già nel lontano 1996. Quindi roba vecchia, che i media stanno adesso rilanciando per cavalcare la moda del 2012. Ma cosa significa la sigla GMT? Gli studiosi fanno riferimento alla correlazione tra il calendario Maya e il calendario cristiano di Godman-Martinez-Thompson, da cui le iniziali GMT. Questa correlazione, comunemente accettata, ha pemesso di datare la fine del principale calendario Maya – il Grande Computo – al 21 dicembre 2012. Ora, attraverso l’analisi del Codice di Dresda, il raro testo Maya in cui sono riportate, tra le altre cose, osservazioni precise di vari fenomeni astronomici quali eclissi, congiunzioni, elongazioni e così via, è stato possibile ricostruire con l’ausilio dei moderni simulatori astronomici quando precisamente questi fenomeni sono avvenuti in epoche storiche. I Bohm hanno scoperto l’esistenza di un errore nella correlazione GMT, a opera dell’archeologo John Eric Sidney Thompson (la “T” della sigla): l’archeologo non considerò una lunga interruzione nel conteggio dei giorni causata da una guerra che ebbe quindi l’effetto di congelare, per qualche tempo, il calendario Maya.
Da ciò è stato possibile confutare la correlazione GMT, dando credito a quella dei fratelli Bohm. In realtà, questo studio presenta non pochi problemi, secondo gli stessi autori. Sarebbe infatti necessario “riscrivere l’intera storia mesoamericana”, poiché – accettando la datazione dei Bohm – la storia dei Maya sarebbe più vicina alla nostra epoca di ben 104 anni (esattamente lo scarto che divide il 2012 dal 2116). Ma cosa avverrà nel 2116? Per fortuna, sull’argomento i due studiosi non si esprimono. Se credono a una fine del mondo, del resto, non avranno il privilegio di assistervi.
(fonte: Astronomische Nachrichten – Newnotizie.it)
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Scritto da Redazione il 13/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 2 Commenti »
Su “Mistero bUFO”, l’interessante blog ufologico del Corriere della Sera tenuto da Flavio Vanetti (che ha solo il problema di cadere a volte un po’ troppo nel “believing”), è uscito un intervento dal titolo significativo: “La Cometa Elenin, gli Alieni e i rischi del2012”. Dopo aver riassunto le varie tesi catastrofiste emerse sul tema dell’ormai defunta cometa-killer, che killer non era, Vanetti si inoltra in una riflessione sui ‘rischi del 2012’, che come Osservatorio Apocalittico condividiamo in pieno:
Anche questo è un segnale di come esista oramai una cultura del catastrofismo e del complottismo, che inspiegabilmente si radica in moltissime persone, innanzitutto attirando attenzione spasmodica ed in seguito, se ben gestito, attirando danari. Qualcuno ha detto 2012? La cometa Elenin ha più o meno volontariamente messo in evidenza (qualora ve ne fosse stato bisogno) i meccanismi che gestiscono il mito del 2012. La vera e profonda differenza è che per il 2012 c’è tempo, ed è cominciato molto prima dell’avvistamento del dicembre 2010. Inoltre, c’è un ulteriore vantaggio rispetto alla cometa: mentre i sostenitori della Elenin scudo-per-gli-alieni bene o male hanno avuto il coraggio di fronteggiare la scienza sul suo campo, i sostenitori del 2012 possono invece beffarsi di qualsiasi scienza, non avendo la loro teoria nessuna base, appiglio o alito che sappia anche vagamente di scienza. Una partita facile, quindi, una macchina ben congeniata e oliata da film, libri, riviste, convegni… parecchi soldi scorrono da tasca a tasca… la caratura dei sostenitori del 2012 è identica a quella dei sostenitori di Elenin-nano-stella-di-neutroni (è stato detto anche questo), pronti a beffarsi dei dati scientifici (là dove ottenibili) a favore della pura fuffa. Il2012 mispaventa, a suo modo sta generando una forte sottocultura e la curva di estremizzazione (necessaria a mantenere vivo il fenomeno) è già parecchio avanzata rispetto al tempo che manca al non evento. Temo che la gente possa lasciarsi andare ad isterie collettive e a comportamenti anomali se i media tutti, invece di cavalcare il sensazionalismo, non si uniranno nel dare il giusto peso a teorie come queste, anziché rischiare di giocare con la pelle delle persone in cambio di qualche tallero. Grazie alla Elenin quindi, benché non fosse nulla di particolare (piccola, lontana: la sua distanza minima dalla Terra sarebbe stata di poco inferiore a quella di Venere), è diventata il centro dell’attenzione di molti creduloni e di altrettanti fomentatori, magari regalandoci una chiave per leggere meglio le future sciagure che inevitabilmente i corvi gracchieranno (sempre che un frammento impazzito non ci distrugga tutti).
Per l’intervento integrale: http://misterobufo.corriere.it/2011/10/12/la-cometa-elenin-gli-alieni-e-i-rischi-del-2012/
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Scritto da Redazione il 7/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Alfonso Biondi su http://www.fanpage.it/cosa-accadra-il-21-dicembre-2012-lo-spiega-lo-sciamano-quetzasha/.
Cosa succederà il 21 dicembre 2012? A farsi questa domanda non sono certamente in pochi, timorosi e non. In quella fatidica data- dalla quale siamo lontani solamente 14 mesi- i maya avrebbero previsto un radicale cambiamento del pianeta, un cambiamento che letteratura, cinema e televisione hanno spesso immaginato come apocalittico. Ma le famose scritture parlavano davvero di fine del mondo? A cosa si riferiva il popolo precolombiano? Le risposte ha provato a darle Quetzasha, sciamano maya e atzeco, guida spirituale, oltre che abile decifratore di codici contenuti nelle antiche scritture di quei popoli.
Lo sciamano, che si trova in Italia per un evento curato dalla Michele Giannoni Empowerment, è stato raggiunto dai cronisti del quotidiano Libero cui ha concesso un’intervista. E da lui sono arrivate delle rassicurazioni: “Nessuna paura. Ci vuole riflessione, meditazione e preparazione interiore per quello che avverrà“. Già, ma cosa avverrà? Quetzasha spiega che “il calendario maya non è una divinazione”, ma solamente “un’informazione che segna una trasformazione dell’umanità”. E, forse, l’accezione totalmente negativa che è andata assumendo la data incriminata non ha nulla a che vedere con questa trasformazione. Lo sciamano fa infatti notare che “la data del 21 dicembre segna la fine di un ciclo vibratorio che l’umanità ha vissuto e si genera un nuovo movimento. Non un momento di distruzione, ma il mondo si avvierà verso un’evoluzione di tipo spirituale. Che non coincide con la fine fisica dell’universo, ma con una coscienza nuova di come vivere, in sintonia con la terra e con le forze della natura“. Insomma, una trasformazione e non una distruzione
I problemi veri sono altri e non bisogna certo aspettare il 21 dicembre del 2012 per metterli a fuoco. Quetzasha parla delle guerre continue, dell’odio religioso, del disastro nucleare in Giappone, di interi popoli, in Africa, spazzati via dalle carestie e dai genocidi. “Ma poi- aggiunge- ci sono le catastrofi quotidiane. Perché il primo vero disastro, la prima distruzione è quella della famiglia“. Parole che faranno riflettere anche i più superstiziosi.
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Scritto da Roberto Paura il 13/09/11 , Pubblicato in Approfondimenti , 1 Commento »
Nella prima puntata della nuova stagione di Voyager, il programma televisivo di Rai 2 sui misteri condotto da Roberto Giacobbo, si è tornati a parlare di inversione dei poli magnetici della Terra. Un evento che scatena periodicamente paure apocalittiche e che molti catastrofisti associano al 2012, l’anno in cui il calendario Maya giungerebbe alla fine. Sull’argomento se ne dicono di tutti i colori ed è il caso di fare un po’ di chiarezza.
L’inversione dei poli magnetici terrestri è una verità scientifica acquisita nel corso del secolo scorso. Il campo magnetico prodotto dal nucleo liquido del nostro pianeta non è stabile, ma varia sia in intensità che in polarità. Il paleomagnetismo è la branca della geofisica che studia, appunto, l’evolversi nel tempo del nostro campo magnetico. Nel 1906 un fisico francese, Bernard Brunhes, scoprì che alcune rocce vulcaniche cristalline erano magnetizzate in direzione opposta a quella che consideriamo normale. Queste rocce sono indicatori fondamentali per ricostruire la storia del campo magnetico. Come funzionano? Nel corso delle eruzioni vulcaniche, insieme alla lava vengono eruttati anche minerali debolmente magnetici, le cui molecole si orientano lungo le linee di forza del campo magnetico terrestre. Quando la lava si raffredda questi minerali si solidificano a formano cristalli con due poli rivolti rispettivamente verso il polo nord magnetico e il polo sud magnetico. Analizzando l’orientamento dei cristalli più antichi, risalenti anche a diversi milioni di anni fa, in buona parte oggi sotto i fondali oceanici, è stato possibile scoprire quindi che diversi cristalli hanno il polo nord magnetico (indicato dalla bussola) in direzione del nostro attuale polo sud, e viceversa.
Dopo aver preso in considerazione diverse ipotesi, gli studiosi oggi concordano sulla teoria della periodica inversione dei poli magnetici della Terra. È stata ricostruita in dettaglio la storia di queste polarizzazioni negli ultimi 76 milioni di anni, identificando 171 inversioni del campo magnetico. Ora, risulta evidente che non esiste nessuna periodicità di questi fenomeni, che avvengono in maniera del tutto casuale. È vero che, facendo una media, si può stimare un intervallo medio di tempo fra le inversioni di circa 450.000 anni, ma la media ci dice ben poco: ci sono stati intervalli di ‘appena’ 50.000 anni e altri ben più lunghi, fino a 3 milioni di anni. Dunque, per quanto sia vero che l’ultima inversione del campo magnetico risalga a 780.000 anni fa, non è affatto vero che la prossima inversione sia in forte ritardo: lo sarebbe se tali fenomeni avvenissero ogni 450.000 anni. Ma non è così. Nulla impedisce che l’attuale polarità prosegua per altri due milioni di anni, e magari anche di più.
L’inversione dipende da fenomeni ancora non del tutto chiariti che avvengono all’interno del nucleo della Terra, che funziona come una dinamo e produce quindi il nostro campo magnetico. Non c’è quindi alcun rapporto con fenomeni cosmici. Gli scienziati non concordano invece ancora del tutto su come avvenga questa inversione. La teoria oggi dominante ritiene che l’inversione non avvenga in maniera rapida, ma lungo un periodo di tempo di circa 5000 anni. Secondo alcuni studi, i poli magnetici non si scambierebbero repentinamente di posizione, ma transiterebbero lungo il pianeta: il polo nord magnetico potrebbe spuntare sull’equatore, ad esempio. In questo caso, il campo magnetico, durante l’inversione, resterebbe stabile. Dunque, nessun problema: ci sarebbe certo da correggere continuamente i sistemi elettronici che si basano sul campo magnetico, cosa che già oggi viene fatta a causa dello slittamento annuale dei poli (che si spostano di alcuni metri l’anno), ma le conseguenze sulla nostra vita sarebbero ben poche.
Qualcosa di diverso avverrebbe se l’inversione dei poli comportasse la graduale riduzione dell’intensità del campo magnetico fino a una sua scomparsa, preludio appunto all’inversione. In quel caso, la diminuzione di intensità e la scomparsa – pur per un brevissimo periodo di tempo – del campo magnetico, creerebbe qualche problema. Perché? Il campo magnetico di un pianeta difende la sua superficie dall’effetto potenzialmente letale dei raggi cosmici. I raggi cosmici provenienti dallo spazio interagiscono con il DNA e posso produrre mutazioni alla lunga mortali per gli esseri viventi. Marte è un pianeta senza campo magnetico. Non è detto che sia sempre stato così; ma qualora non ci fosse mai stato, assai difficilmente avrebbe potuto ospitare la vita. Gli astronauti in orbita intorno alla Terra restano su per un periodo che non supera solitamente i 6 mesi, per ridurre al minimo le conseguenze dei raggi cosmici. Una futura colonia spaziale, anche su Marte, dovrà risolvere questo problema, altrimenti l’abitabilità dello spazio resterà una chimera. Ora, se il campo magnetico scompare, i raggi cosmici possono colpire la superficie, limitati solo tenuamente dall’atmosfera. I catastrofisti ritengono che ciò possa produrre un’estinzione di massa. Non è vero: se fosse vero, durante gli ultimi 76 milioni di anni si sarebbero avute, per ogni inversione, estinzioni di massa. Invece, i nostri progenitori ominidi sono sopravvissuti a numerose inversioni di polarità proseguendo indisturbati lungo il cammino dell’evoluzione. Dunque, delle due l’una: o il campo magnetico non scompare durante l’inversione, oppure lo fa ma per un periodo di tempo limitato, tale da non comportare seri problemi alla specie umana. Per colmo della sfortuna, un’eventuale esplosione di una supernova molto vicina in un momento di assenza del campo magnetico potrebbe comportare una ‘pioggia’ di raggi cosmici letale per l’intera biosfera. Ma dato che si tratta, per entrambi i casi, di fenomeni assai rari, la loro contemporaneità sarebbe davvero sorprendente, perciò l’ipotesi può essere tranquillamente ignorata.
È noto che l’intensità del campo magnetico si sia ridotta, negli ultimi decenni, di circa il 15%. Non è chiaro se questo sia l’indizio di una graduale riduzione dell’intensità fino a zero, oppure se sia un fenomeno casuale e transitorio. Gli scienziati, in maggioranza, propendono per l’ultima ipotesi. Se la prima fosse vera, comunque, ci sarebbe poco di cui preoccuparsi, come si è detto. Una cosa è certa: in entrambi i casi, l’inversione non avverrà né domani né nel 2012. E dopo tutto, se tali inversioni avvengono in maniera del tutto casuale, senza seguire uno schema, come avrebbero fatto i Maya a prevederle? Mistero.
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Scritto da Blog Fuffologia il 8/09/11 , Pubblicato in Domande e risposte , 16 Commenti »
Da qualche giorno, su google sky, se si cerca il pianeta Mercurio e si sceglie la modalità ad infrarossi, alle coordinate 9h47m56.0s 13° 8′ 37.2” è visibile un oggetto enorme che emana una grande energia.
Un amico catastrofista sostiene che si tratti della cometa Elenin (anzi no, del pianeta/nana bruna Nibiru) che sta avvicinandosi pericolosamente alla terra.
Vorrei sapere cos’è veramente quell’oggetto e perchè è visibile soltanto in modalità infrarossa.
Grazie
Mariachiara Paone
Ciao Mariachiara
Sono in grado di rispondere solo a metà della tua domanda.
Google Sky non visualizza il cielo in tempo reale. Le immagini all’infrarosso sono del 1983 e furono scattate durante il censimento del cielo all’infrarosso fatto dal satellite IRAS. Dunque la prima parte della risposta è che sicuramente non si tratta della Elenin o di Nibiru e non è nemmeno una nana bruna (se ti va leggi le mia FAQ sulla cometa Elenin). Qualunque cosa sia, era lì già nel 1983.
Per rendertene conto puoi dare un’occhiata qui: http://skyview.gsfc.nasa.gov/cgi-bin/skvadvanced.pl. E’ uno strumento per interrogare tutti i database pubblici di censimenti del cielo alle varie lunghezze d’onda.
Inserisci nella casella “Coordinates or source” le tue coordinate in questa forma: “9 47 56.0, 13 8 37.2″ (senza virgolette e separati da una virgola).
Poi, nella parte inferiore, seleziona dai menù a tendina le raccolte di immagini che ti interessano. Per il tuo oggetto vanno bene le IRAS e le IRIS (che sono una rielaborazione delle precedenti) dall’elenco “Infrared”. Puoi selezionarne anche diverse per volta. Eventualmente puoi impostare una scala di colori al posto del bianco e nero in “Other options“. Clicca su “Submit request” attendi qualche istante.
La cosa interessante è che quell’oggetto molto luminoso nell’infrarosso non ha una controparte ottica. Il altri casi le spiegazioni su strani intrusi nelle immagini astronomiche sono piuttosto banali (vedi “la bufala delle tre astronavi in rotta verso la terra“) ma in questo caso non sembrerebbe essere un disturbo di ricezione, visto che appare in tutte e quattro le lunghezze d’onda su cui operava IRAS e parrebbe avere un aspetto piuttosto regolare. Non so cosa sia, ma ho scritto a uno dei responsabili del progetto IRIS (l’indirizzo è disponibile sul sito). Se mi risponderà aggiornerò senz’altro questa pagina!
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Scritto da Roberto Paura il 1/08/11 , Pubblicato in Domande e risposte , 1 Commento »
mi devo preoccupare per il 2012 o posso stare tranquillo? Ormai sono 2 o 3 mesi che mi ossessiono con questa cosa
Alessandro F.
Caro Alessandro, è un peccato che ti debba ossessionare l’idea di una fine del mondo nel 2012! Certo, purtroppo sei in (buona?) compagnia… ogni giorno su Internet leggiamo di persone preoccupate da questa storia, alcune addirittura ossessionate fino all’esaurimento. Pensa alle persone che temevano la stessa cosa nell’anno 1000, o nel 2000, e nelle tantissime dati ricorrenti su un’ipotizzata ma mai realizzata fine del mondo. Puoi trovare tante informazioni proprio sul nostro sito! Perché poi il 2012 dovrebbe essere diverso? Perché l’ha predetto una civiltà estinta secoli fa? Ma non è assolutamente vero, dato che i Maya non hanno mai predetto una fine del mondo e nemmeno un qualche cambiamento epocale come si sente dire in giro. Semplicemente, finiva un’era del loro calendario così come capita a noi ogni anno, secolo o millennio. Il business apoalittico è tale che qualcuno ha giustamente pensato di costruire intorno a ciò una storia da vendere – e si vende bene! Nostradamus ormai è roba vecchia, i Maya tirano di più, per via anche della loro “misteriosa” fine… Insomma, stai tranquillo: preoccuparsi per l’ennesima bufala mediatica significa fare il gioco di questa gente. Continua a informarti in maniera corretta ed equilibrata su “Osservatorio Apocalittico” e, se hai dubbi specifici, chiedi pure ai nostri esperti.
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Scritto da Redazione il 30/07/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
Uno scherzo di cattivo gusto, un avvertimento della mafia americana o una trovata pubblicitaria? Sono tante le ipotesi fatte dai residenti di un condominio californiano che lo scorso 18 luglio si sono ritrovati una misteriosa lapide nel parco. L’iscrizione apparentemente innocua: “Jeffrey Lang, marito e padre affettuoso, fisico”. Colpiscono le date: 1976-2012. Lo sfortunato Lang, destinato a morire nel 2012 ad appena trentasei anni, non è tuttavia un residente della zona. A nulla sono valse indagini approfondite: nessun uomo con quel nome e cognome nato nel 1976 è stato individuato in California, e non risultano fisici noti con quel nome. Insomma, una lapide per un perfetto sconosciuto con una profezia inquietante: chiunque egli sia, gli resta poco da vivere. E allora ecco che si è pensato di tirare fuori la storia della fine del mondo. E’ un avvertimento? Non sarà solo Jeffrey Lang, ma tutta l’umanità a perire nel 2012? Allora il misteriose autore della lapide ha forse provveduto fin da ora a prepararsi la tomba sulla quale nessuno andrà a deporre i fiori? Nell’attesa di risolvere il mistero, l’amministrazione condominiale ha fatto spostare la lapide sotto alcuni alberi per non inquietare i passanti.
(fonte: Daily Mail)
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