Scritto da Redazione il 26/06/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
La grande psicosi americana per l’imminente “apocalisse zombie” ha raggiunto ormai livelli da commedia. E’ il caso dell’esercitazione voluta delle autorità locali di Bangor, cittadina del Maine nota per essere la residenza del più famoso scrittore horror-thriller americano, Stephen King. Qualche giorno fa si è tenuta infatti la Giornata dell’Apocalisse Zombie: il personale degli ospedali, corpi di pubblica sicurezza e della guardia nazionale è stato completamente mobilitato per affrontare uno scenario in cui un’improvvisa pandemia virale proveniente dalla Giamaica colpisce la città trasformando gli abitanti in veri e propri zombie privi di volontà se non quella di divorare i loro concittadini. Per rendere il tutto più realistico, i cittadini di Bangor si sono travestiti da zombie anche ricorrendo a litri di ketchup per inscenare fiumi di sangue. Ad aiutarli c’era Don Wade, truccatore esperto nel simulare ferite per corsi di addestramento sanitari e militari. Quando uno dei cittadini viene morso da uno zombie, deve correre al più vicino centro d’emergenza per la vaccinazione, altrimenti è destinato a diventare zombie a sua volta. In questo modo, le autorità di sicurezza hanno potuto verificare che percentuale della popolazione verrebbe infettata prima dell’arrivo di una cura. Secondo Kathy Knight, che dirige le operazioni per la prevenzione sanitaria della zona, l’esercitazione simula un normale scenario di pandemia influenzale, solo che per coinvolgere maggiormente i riottosi cittadini è stato scelto di rendere il tutto più spettacolare e divertente.
(fonte: Daily Mail)
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Scritto da Redazione il 5/06/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Quando gli agenti della polizia locale di Miami sono accorsi sulla scena del crimine, sono rimasti di sasso: alla luce delle lampade che illuminavano il sottopassaggio pedonale, un uomo completamente nudo era intento a divorare la faccia di un clochard. Nonostante la minaccia di aprire il fuoco, il cannibale ha continuato a mangiare imperterrito la faccia dello sventurato, finché i poliziotti hanno sparato, uccidendolo. Il clochard, portato in ospedale, si salverà, anche se è ormai mutilato. La notizia ha fatto rapidamente il giro degli Stati Uniti e si è aggiunta alla vicenda che ha scosso qualche giorno fa il New Jersey, dove un uomo – dopo aver chiamato la polizia – si è inflitto di fronte agli agenti attoniti oltre cinquanta coltellate, gettando le proprie interiora in faccia ai poliziotti che tentavano di fermarlo; e alla storia del giovane pornoattore canadese che ha fatto a pezzi uno studente cinese e, dopo averne mangiato alcuni resti, ha spedito le parti del corpo alle sedi di due partiti locali, prima di far perdere le tracce (è stato arrestato ieri in Germania). Notizie che hanno diffuso un’autentica psicosi su una possibile “apocalisse zombie”.
Il termine è spesso usato in America per definire in modo scherzoso uno scenario di tipo catastrofico imprevedibile. Per questo anche le agenzie federali per la prevenzione e la sicurezza, quando parlano di scenari catastrofici (terremoti, uragani, e in generale qualunque evento difficilmente prevedibile) fanno ricorso a questa singolare terminologia. Anche molti corsi di sopravvivenza al 2012, quelli frequentati dai preppers, convinti della prossima fine del mondo, fanno spesso riferimento all’apocalisse zombie, in un senso molto più letterale. Per loro, tra le tante eventualità apocalittiche c’è anche quella di un virus che trasformi le vittime in morti viventi, come nel celebre romanzo di Matheson Io sono leggenda, reso ancor più famoso dall’omonimo recente film con Will Smith. I media naturalmente hanno cavalcato l’onda della paura scatenata da questi episodi, mettendoli insieme all’interno di un’improbabile cornice esplicatoria, parlando appunto di una possibile epidemia di zombie. Tale la psicosi, che il Centro nazionale per il controllo delle malattie e la prevenzione negli USA ha dovuto smentire recisamente l’ipotesi che sia in atto un epidemia di qualche tipo che provochi casi di cannibalismo. Secondo alcuni studiosi, i recenti casi sarebbero prodotti, tra le altre cose, dall’effetto dell’assunzione di una droga sintetica che produce istinti omicidi selvaggi. Questa ipotesi, comunque, non è stata confermata. Chi si arricchierà, con questa storia, saranno tutte le aziende pronte a vendere i loro kit a prova di fine del mondo…
(fonte: Giornalettismo – Wired)
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Scritto da Redazione il 29/04/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 2 Commenti »
La chiamano “apocalisse zombie” ed è l’ultima moda tra le manie dei survivalisti o preppers. Per quest’anno, non sono del resto poche le minacce in vista delle quali molti catastrofisti si stanno preparando. La fine del calendario Maya, l’arrivo del Pianeta X, l’invasione degli alieni, un mega-flare solare che ci arrostirà, una serie spaventosa di terremoti… Perché non aggiungere anche un classico dei b-movie degli anni ’50, un’invasione degli zombie? Recentemente Hollywood ha rispolverato questo filone, aggiornandolo alla luce delle conoscenze scientifiche, e fornendo agli spaventati spettatori ipotesi di morti viventi resi tali da pandemie virali o esperimenti biologici sfuggiti di mano. E’ a questi scenari che si preparano gli apprendisti dei corsi di sopravvivenza zombie. Esistono davvero, e non sono pochi.
Glenn Stutzky, professore all’Università del Michigan, presenta quest’anno una summer school dal titolo “Sopravvivere all’imminente apocalisse zombie: catastrofi e comportamento umano”. D’accordo, Stutzky è interessato all’insegnamento dei modelli comportamentali – una branca della psicologia – attraverso la cultura popolare; ma molti iscritti, all’imminente apocalisse zombie ci credono davvero. Più concreto è il corso che si tiene nel Worcestershire, in Inghilterra, dove la difesa contro gli zombie viene praticata con armi simulate. E nel New Jersey, USA, un circolo di caccia si è riciclato in un corso di sopravvivenza zombie, diretto da Sue Scelza e dal marito Mark.
Qui agli studenti si danno in mano armi vere: pistole 9-mm e calibro 45 insieme a fucili M4 e mitragliette. La fisioterapista Laura Legaspi, newyorkese, picchia il marito con bastoni da allenamento, per addestrarlo al corpo a corpo. Ed, soprannominato “il reverendo”, per non rivelare il suo cognome, lavorando per il governo, insegna a lavorare sui circuiti elettrici per sopravvivere ai black-out. Qualcuno chiede ragguagli sugli impulsi EMP, impulsi elettromagnetici che distruggono i circuiti elettronici. Gli istruttori ricordano che gli zombie sono solo un richiamo, un modo per ironizzare su cose reali e importanti come la sopravvivenza a eventi catastrofici. Così, tra una risata all’altra, si impara a fornire i rudimenti del primo soccorso e a prendere la mira con i fucili.
Secondo Eri Schneyder, falegmane 37enne, muscoloso survivalista ricoperto di tatuaggi, sono tutte sciocchezze. Nessuna di quelle persone, se davvero capitasse qualcosa, si salverebbero. Tornate a casa, riprenderebbero la loro vita normale dimenticando tutto. Per molti di loro, è solo un gioco. Per lui no: lui, all’apocalisse prossima ventura, ci crede davvero. E ritiene di essere preparato per sopravvivere a ciò che lo attende.
(fonte: Toronto Sun)
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Scritto da Redazione il 7/04/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
Possedere armi per difesa personale è un diritto sancito dalla Costituzione, negli Stati Uniti d’America. Un diritto che non piace al presidente Barack Obama, il quale non ha mai nascosto la sua intenzione di limitare il porto d’armi negli USA, soprattutto tenendo conto della facilità con cui periodicamente vengono compiute autentiche stragi, come quelle che insanguinano i college americani. Secondo le stime rese note dai rivenditori, negli ultimi mesi si assiste a un vero e proprio boom di acquisti di armi. Secondo gli opinionisti, oltre al timore di una restrizione del possesso di armi da parte dell’amministrazione Obama, che potrebbe attuarsi nell’eventuale secondo mandato presidenziale, la corsa all’acquisto di pistole e fucili dipende molto dalla popolarità degli show televisivi che parlano di fine del mondo e “apocalissi zombie”. Un termine coniato in America che indica un qualsiasi imprevedibile scenario apocalittico in cui ci si potrebbe venire a trovare nel prossimo futuro. Non necessariamente un’invasione di zombie, insomma, come suggerisce il termine, ma in generale una qualsiasi minaccia tale da compromettere la tenuta della civiltà.
L’azienda produttrice di pistole Sturm dichiara di aver ricevuto nel primo trimestre dell’anno ordini per oltre un milione di armi da fuoco, un numero superiore alle proprie capacità di produzione, al punto da aver dovuto interrompere l’accettazione di nuovi ordini fino alla fine di maggio. Secondo alcuni esperti, il programma del National Geographic Doomsday Preppers, una serie di documentari che mostra la vita di alcune comunità di americani che si preparano a ipotetici scenari da fine del mondo, ha fatto schizzare verso l’alto gli ordini di armi per difesa personale. E la mania dell’apocalisse zombie ha portato alla nascita di una linea di munizioni per armi da fuoco chiamata Zombie Max, con lo slogan just in case, vendute in una scatola colorata decorata con la faccia di uno zombie. Diverse altre compagnie si stanno preparando a lanciare le loro linee di armi e munizioni in vista di una possibile “apocalisse zombie”. Agli americani la cosa piace, e le vendite – nonostante la crisi economica – sono in costante aumento.
(fonte: ABC News)
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