Scritto da Redazione il 24/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Come prevedibile, l’ennesimo caso di una Madonna piangente, quella di un quadro a olio acquistato da due coniugi della cittadina siciliana di Licata, si è rivelato una frode. A stabilirlo è stato il Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Messina, al quale l’Arcivescovo aveva affidato in consegna il dipinto. Gli esperti della scientifica hanno analizzato la sostanza colante dagli occhi della Madonna dipinta nel quadro esposto nella camera da letto dei signori Amato, i primi ad annunciare il miracoloso evento che aveva scatenato l’attenzione della Curia, degli scettici e di frotte di curiosi, al punto che – scrive il Corriere della Sera – Licata era divenuta una nuova meta del turismo religioso italiano. Secondo i Ris, le “lacrime” della Madonna sono davvero sangue. Ma il profilo ematico corrisponde a quello di uno dei due coniugi. All’arrivo della notizia, il signor Amato ha subito chiarito che né lui né la moglie “sarebbero stati sottoposti ad alcun esame del sangue né sarebbe stato chiesto loro nessun prelievo ematico per comparare i dati”. Ora su di loro pende l’accusa di abuso della credulità popolare, secondo quanto si apprende dalla Procura di Agrigento, che sul caso ha aperto un’inchiesta.
(fonte: UAAR – CanicattiWeb)
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Scritto da Roberto Paura il 13/09/11 , Pubblicato in Approfondimenti , 1 Commento »
Nella prima puntata della nuova stagione di Voyager, il programma televisivo di Rai 2 sui misteri condotto da Roberto Giacobbo, si è tornati a parlare di inversione dei poli magnetici della Terra. Un evento che scatena periodicamente paure apocalittiche e che molti catastrofisti associano al 2012, l’anno in cui il calendario Maya giungerebbe alla fine. Sull’argomento se ne dicono di tutti i colori ed è il caso di fare un po’ di chiarezza.
L’inversione dei poli magnetici terrestri è una verità scientifica acquisita nel corso del secolo scorso. Il campo magnetico prodotto dal nucleo liquido del nostro pianeta non è stabile, ma varia sia in intensità che in polarità. Il paleomagnetismo è la branca della geofisica che studia, appunto, l’evolversi nel tempo del nostro campo magnetico. Nel 1906 un fisico francese, Bernard Brunhes, scoprì che alcune rocce vulcaniche cristalline erano magnetizzate in direzione opposta a quella che consideriamo normale. Queste rocce sono indicatori fondamentali per ricostruire la storia del campo magnetico. Come funzionano? Nel corso delle eruzioni vulcaniche, insieme alla lava vengono eruttati anche minerali debolmente magnetici, le cui molecole si orientano lungo le linee di forza del campo magnetico terrestre. Quando la lava si raffredda questi minerali si solidificano a formano cristalli con due poli rivolti rispettivamente verso il polo nord magnetico e il polo sud magnetico. Analizzando l’orientamento dei cristalli più antichi, risalenti anche a diversi milioni di anni fa, in buona parte oggi sotto i fondali oceanici, è stato possibile scoprire quindi che diversi cristalli hanno il polo nord magnetico (indicato dalla bussola) in direzione del nostro attuale polo sud, e viceversa.
Dopo aver preso in considerazione diverse ipotesi, gli studiosi oggi concordano sulla teoria della periodica inversione dei poli magnetici della Terra. È stata ricostruita in dettaglio la storia di queste polarizzazioni negli ultimi 76 milioni di anni, identificando 171 inversioni del campo magnetico. Ora, risulta evidente che non esiste nessuna periodicità di questi fenomeni, che avvengono in maniera del tutto casuale. È vero che, facendo una media, si può stimare un intervallo medio di tempo fra le inversioni di circa 450.000 anni, ma la media ci dice ben poco: ci sono stati intervalli di ‘appena’ 50.000 anni e altri ben più lunghi, fino a 3 milioni di anni. Dunque, per quanto sia vero che l’ultima inversione del campo magnetico risalga a 780.000 anni fa, non è affatto vero che la prossima inversione sia in forte ritardo: lo sarebbe se tali fenomeni avvenissero ogni 450.000 anni. Ma non è così. Nulla impedisce che l’attuale polarità prosegua per altri due milioni di anni, e magari anche di più.
L’inversione dipende da fenomeni ancora non del tutto chiariti che avvengono all’interno del nucleo della Terra, che funziona come una dinamo e produce quindi il nostro campo magnetico. Non c’è quindi alcun rapporto con fenomeni cosmici. Gli scienziati non concordano invece ancora del tutto su come avvenga questa inversione. La teoria oggi dominante ritiene che l’inversione non avvenga in maniera rapida, ma lungo un periodo di tempo di circa 5000 anni. Secondo alcuni studi, i poli magnetici non si scambierebbero repentinamente di posizione, ma transiterebbero lungo il pianeta: il polo nord magnetico potrebbe spuntare sull’equatore, ad esempio. In questo caso, il campo magnetico, durante l’inversione, resterebbe stabile. Dunque, nessun problema: ci sarebbe certo da correggere continuamente i sistemi elettronici che si basano sul campo magnetico, cosa che già oggi viene fatta a causa dello slittamento annuale dei poli (che si spostano di alcuni metri l’anno), ma le conseguenze sulla nostra vita sarebbero ben poche.
Qualcosa di diverso avverrebbe se l’inversione dei poli comportasse la graduale riduzione dell’intensità del campo magnetico fino a una sua scomparsa, preludio appunto all’inversione. In quel caso, la diminuzione di intensità e la scomparsa – pur per un brevissimo periodo di tempo – del campo magnetico, creerebbe qualche problema. Perché? Il campo magnetico di un pianeta difende la sua superficie dall’effetto potenzialmente letale dei raggi cosmici. I raggi cosmici provenienti dallo spazio interagiscono con il DNA e posso produrre mutazioni alla lunga mortali per gli esseri viventi. Marte è un pianeta senza campo magnetico. Non è detto che sia sempre stato così; ma qualora non ci fosse mai stato, assai difficilmente avrebbe potuto ospitare la vita. Gli astronauti in orbita intorno alla Terra restano su per un periodo che non supera solitamente i 6 mesi, per ridurre al minimo le conseguenze dei raggi cosmici. Una futura colonia spaziale, anche su Marte, dovrà risolvere questo problema, altrimenti l’abitabilità dello spazio resterà una chimera. Ora, se il campo magnetico scompare, i raggi cosmici possono colpire la superficie, limitati solo tenuamente dall’atmosfera. I catastrofisti ritengono che ciò possa produrre un’estinzione di massa. Non è vero: se fosse vero, durante gli ultimi 76 milioni di anni si sarebbero avute, per ogni inversione, estinzioni di massa. Invece, i nostri progenitori ominidi sono sopravvissuti a numerose inversioni di polarità proseguendo indisturbati lungo il cammino dell’evoluzione. Dunque, delle due l’una: o il campo magnetico non scompare durante l’inversione, oppure lo fa ma per un periodo di tempo limitato, tale da non comportare seri problemi alla specie umana. Per colmo della sfortuna, un’eventuale esplosione di una supernova molto vicina in un momento di assenza del campo magnetico potrebbe comportare una ‘pioggia’ di raggi cosmici letale per l’intera biosfera. Ma dato che si tratta, per entrambi i casi, di fenomeni assai rari, la loro contemporaneità sarebbe davvero sorprendente, perciò l’ipotesi può essere tranquillamente ignorata.
È noto che l’intensità del campo magnetico si sia ridotta, negli ultimi decenni, di circa il 15%. Non è chiaro se questo sia l’indizio di una graduale riduzione dell’intensità fino a zero, oppure se sia un fenomeno casuale e transitorio. Gli scienziati, in maggioranza, propendono per l’ultima ipotesi. Se la prima fosse vera, comunque, ci sarebbe poco di cui preoccuparsi, come si è detto. Una cosa è certa: in entrambi i casi, l’inversione non avverrà né domani né nel 2012. E dopo tutto, se tali inversioni avvengono in maniera del tutto casuale, senza seguire uno schema, come avrebbero fatto i Maya a prevederle? Mistero.
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Scritto da Roberto Paura il 6/09/11 , Pubblicato in Domande e risposte , 4 Commenti »
Cosa ne pensate di questi “bambini indaco”? Aldilà dell’aura e cose varie…intendo a livello genetico…
Volevo premettere una cosa…Tutto quello che noi riteniamo inspiegabile io la ritengo una nuova opportunità di studio. Ovviamente ci sono cose “inspiegabili” che invece sono spiegabilissime in termini scientifici, solo che la grandissima ignoranza a livello scientifico anche di base che vegeta rigogliosa oggi, fa si che tutto possa diventare sensazionale. Forse anche io ero così, ma ho voluto comincaire a studiare e ad affidarmi alla scienza per capire meglio il mondo e quello che ci offre…ho deciso d’iscrivermi all’università, in una facoltà scientifica. Sicuramente mi farò altre mille domande ma…con la differenza che cercherò le risposte prima di tutto da un punto di vista scientifico e razionale…
Grazie mille
Carlo F.
Gentile Carlo,
il tuo è senz’altro il giusto atteggiamento da adottare nei confronti di questo tipo di notizie. Per quanto si possa spesso essere tentati dal rifiutarle a priori, si tratta pur sempre di storie che attirano l’interesse di molte persone. Perché? L’idea che esistano “bambini indaco” (molti dei quali ora, evidentemente, non sono più bambini) nasce con il sorgere del movimento New Age negli anni ’80 ma è un topos vecchio che risale al secondo dopoguerra, quando molte persone ritenevano che tra gli effetti dell’esposizione alle radiazioni nucleari prodotte dagli esperimenti atomici ci sarebbe stato anche il sorgere di diversi tipi di fenomeni “sovrannaturali”. Un esempio nel cinema è il bambino che, al termine del film di Takovskij Stalker, usa poteri telepatici: il film (del 1979) è ambientato in un’area, la Zona, che sembra di tipo radioattivo. In un libro che possiedo, del 1973, intitolato I figli innaturali, si discute della possibilità di creare bambini-Einstein grazie alla manipolazione genetica. E tanti romanzi di fantascienza sono ricchi di queste possibilità (per esempio Nascita del superuomo di Theodor Sturgeon del 1953).
L’idea che le persone possiedano un’aura, e che questa possa per esempio essere di colore indaco (da cui il nome di questi ‘bambini’) non ha mai ottenuto dimostrazioni scientifiche convincenti, ma è un classico della teoria New Age. Speso si sente di “bambini indaco” in Russia. Perché? L’opinione pubblica, o meglio la cultura di massa, ritiene generalmente che in Russia siano avvenute, durante il regime sovietico, tantissime cose che non sapremo mai, a differenza degli esperimenti scientifici in Occidente, i quali prima o poi saltano sempre fuori. Per cui se una notizia stravagante viene dalla Russia, che tra l’altro è un paese enorme e con molte aree dimenticate da Dio, la si ritiene più credibile che se provenisse dagli Stati Uniti.
Fino a oggi non è stata fornita nessuna prova convincente di persone dotate di poteri paranormali. La teoria New Age dei bambini indaco fa tendenza perché rientra tra le aspirazioni recondite dell’essere umano, il quale spera di poter un giorno entrare in possesso di poteri ancora nascosti al suo interno (come la vecchia teoria secondo la quale useremmo solo il 10% del nostro cervello, una leggenda metropolitana smentita da tempo). Non mi sento di escludere a priori la possibilità che esistano facoltà che oggi potremmo definire paranormali ma che, in futuro, potranno essere spiegate grazie a una più ampia comprensione della natura. Tuttavia queste facoltà, finché non saranno controllate e confermate attraverso un metodo scientifico (per esempio un’analisi del codice genetico di tali presunti soggetti), non meritano di essere prese in considerazione. Ci piacerebbe che, nella cosiddetta Età dell’Acquario, che per molti inizierebbe nel 2012, l’umanità acquisisca nuove conoscenze, magari in grado di migliorare questo mondo. Ma questa speranza non è tanto diversa da quella che vuole il prossimo sorgere del Regno di Dio sulla terra. Una speranza e niente di più.
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