Scritto da Redazione il 18/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 2 Commenti »
Non c’è molto da dire. La storia è questa: domenica 16 ottobre quel che resta della cometa Elenin è giunto al perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole. Era il giorno più temuto dai catastrofisti che da mesi avevano puntato gli occhi su questa innocua cometa, piccola e lontana, al punto che anche al suo massimo splendore difficilmente sarebbe stata vista dalla Terra senza un buon cannocchiale. Ma, come ormai è noto ai nostri lettori, la cometa è stata investita alla fine di agosto da un getto solare che ha avviato l’inevitabile processo di scioglimento del suo nucleo composto prevalentemente di ghiaccio. Così, come già l’astronomo Leonid Elenin – il suo scopritore russo – aveva predetto, all’appuntamento del 16 ottobre non c’era altro che un po’ di polvere.
Anche dopo la notizia della distruzione della cometa, i catastrofisti e i complottisti non avevano sotterrato l’ascia del malaugurio, elaborando nuove e ancora più improbabile teorie. Tra queste, l’asserzione che in realtà la cometa avesse “parato” il getto solare con uno scudo termico, o che gli alieni che in realtà erano nascosti dietro la chioma di Elenin fossero entrati in modalità di occultamento, per giungere non visti sulla Terra. Probabilmente, c’è chi ha visto davvero troppe puntate di Star Trek! Supportate dal già inattuale video di Adam Kadmon su Mistero di due settimane fa, altre teorie propendevano per una pioggia di meteoriti che avrebbe colpito la Terra allorquando questa fosse entrata all’interno della chioma della cometa. Non solo quest’ipotesi non poteva verificarsi data l’orbita di Elenin, ma in nessun caso i residui della cometa sarebbero sopravvissuti all’attrito atmosferico. Nel migliore dei casi avremmo avuto un nuovo spettacolo di stelle cadenti. Ma comunque nulla di tutto questo è ovviamente avvenuto.
Chi si aspettava l’ennesimo mega-terremoto dovuto all’allineamento di Elenin al perielio si è dovuto ricredere. Né la cometa integra né tantomeno i suoi innocui frammenti possiedono una massa tale da poter esercitare una qualche forza gravitazionale sulla Terra. E comunque, ancora nessuna teoria riguardo il rapporto tra terremoti e influenze gravitazionali dai corpi del sistema solare è fino stata dimostrata. Al termine di questa lunga storia, non resta ci che sperare che abbia avuto ragione Leonid Elenin: e cioè che la cometa abbia avvicinato molta gente allo studio dell’astronomia, della fisica e della geologia, migliorandone le cognizioni e la passione per la scienza.
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Scritto da Redazione il 29/09/11 , Pubblicato in Approfondimenti , 0 Commenti »
Il quotidiano online IlSussidiario.Net ha dato ampia copertura alla vicenda della cometa Elenin e ha chiesto all’Osservatorio Apocalittico di commentare l’evoluzione della storia, terminata clamorosamente con lo scioglimento della cometa. Occasione per parlare degli obiettivi dell’Osservatorio e delle bufale apocalittiche passate, presenti e future.
In occasione dell’annunciato terremoto che lo scorso maggio avrebbe dovuto distruggere Roma, alcuni studiosi e appassionati hanno fondato una associazione con un sito apposito: si chiama Osservatorio Apocalittico e intende fare luce sui tanti annunci di catastrofi spiegando invece la realtà dei fatti scientifici. IlSussidiario.net ha parlato con loro per saperne di più sulla cometa Elenin e sulle teorie apocalittiche.
Il link all’intervista è su http://www.ilsussidiario.net/News/Curiosita/2011/9/29/COMETA-ELENIN-Le-teorie-dei-catastrofisti-si-sono-disintegrate-Il-commento-dell-Osservatorio-Apocalittico/210395/.
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Scritto da Redazione il 22/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 15 Commenti »
La discussa trasmissione di Italia 1 “Mistero” torna a ospitare nei suoi servizi il misterioso Adam Kadmon, pseudonimo che in ebraico vuole dire “uomo primigenio”, noto nel mondo del complottismo e dell’ufologia per le sue teorie sugli alieni. Nella puntata dello scorso 18 settembre, Kadmon ha riciclato l’ormai abusata storia della cometa Elenin, in un servizio dal titolo “Elenin: impatto imminente”. Nulla di meno rassicurante. L’uomo, il cui viso è parzialmente nascosto da una maschera, ha fortunatamente smentito la stragrande maggioranza delle bislacche teorie fiorite intorno alla famigerata cometa, tra cui quella che vorrebbe nascondesse dietro la sua chioma nientemeno che un’astronave aliena, o il ruolo nello scatenamento di devastanti terremoti sulla Terra. Elenin non è che una cometa, sottolinea Kadmon, che però poi lancia allarmi sui possibili effetti disastrosi di un impatto. Ignorando il fatto che Elenin sia ormai quasi completamente sublimata, lasciando solo residui di insignificanti dimensioni, Kadmon ricorda la spettacolare collissione tra la cometa Shoemaker-Levy 9 e il pianeta Giove, che nel 1994 garantì agli astrofili straordinarie immagini delle “ferite” prodotte dal potentissimo impatto dei vari frammenti. Peccato che Elenin sia di dimensioni significativamente inferiori a quelle di Shoemaker-Levy: circa 200 metri rispetto ai 5 chilometri del mostro che sfregiò il più grande pianeta del Sistema Solare. Come se non bastasse, Kadmon conferma sì che il punto di maggior avvicinamento alla Terra (il prossimo 16 ottobre) sarà a più di 30 milioni di chilometri, ma non chiarisce agli spettatori quando sia enorme questa distanza, tale da non aver minimamente impensierito nessun astronomo riguardo anche la più minima probabilità di una collisione: al perielio, Elenin non sarà più vicina alla Terra del pianeta Venere! Insomma, un servizio catastrofista che giunge ormai fuori tempo massimo: la già innocua cometa è diventata ormai del tutto inoffensiva, come testimonierà tra qualche giorno la sonda della NASA Soho, quando ciò che resta di Elenin entrerà nel suo campo visivo.
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Scritto da Redazione il 16/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 6 Commenti »
È di dominio pubblico la notizia che il presidente americano Barack Obama sarà impegnato, tra dieci giorni, in una visita in Colorado e il 27 settembre sarà a Denver. Avvicinandosi le elezioni presidenziali, previste per il prossimo anno, Obama sta iniziando a farsi vedere più spesso nei diversi Stati del paese: il presidente USA sarà prima a Seattle il 25 e poi in California il 26, visitando invece Denver il 27 settembre.
A chi importa? A diversi catastrofisti, che ricordano che il 27 di questo mese avverrà il massimo allineamento della cometa Elenin con la Terra, un fenomeno che, secondo i loro ragionamenti, ha già prodotto disastrosi terremoti, il più notevole dei quali l’11 marzo scorso in Giappone. In realtà, anche volendo ammettere che una cometa di massa insignificante possa produrre effetti gravitazionali sulla Terra, e non è vero (come dimostra il Blog Fuffologia qui), resta da dire che nei precedenti allineamenti non è successo assolutamente nulla. Non solo: anche se i catastrofisti si rifiutano di ammetterlo, la cometa Elenin si è ormai quasi completamente sciolta sotto l’effetto del Sole e ormai di lei non sono rimasti che frammenti di ghiaccio.
Eppure, c’è chi ricorda che a Denver, sotto l’aeroporto cittadino, seconda alcune teorie complottiste, si dipana un vasto bunker sotterraneo costruito proprio per evenienze catastrofiche. Ecco quindi che Obama, consigliato dai militari, per evitare spaventosi terremoti e possibili tsunami, avrebbe inscenato il tour nel Colorado al solo scopo di potersi rifugiare nel bunker al momento opportuno. Il Pentagono avrebbe informato la controparte russa, in base all’accordo SALT-1, che per il 27 settembre il livello di guardia negli Stati Uniti salirà a DEFCON-1: chi ha visto Wargames ricorderà che si tratta dello scenario di emergenza più grave in assoluto.
Si spera almeno che gli Stati Uniti abbiano avuto l’accortezza di informare i loro partner della NATO: non si capisce altrimenti perché a Obama sia concesso di sopravvivere e agli altri leader occidentali no. L’appuntamento dunque è per il 27 settembre, per verificare l’ennesima profezia apocalittica.
(fonte: Denver Post - EUTimes.net)
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Scritto da Blog Fuffologia il 8/09/11 , Pubblicato in Domande e risposte , 16 Commenti »
Da qualche giorno, su google sky, se si cerca il pianeta Mercurio e si sceglie la modalità ad infrarossi, alle coordinate 9h47m56.0s 13° 8′ 37.2” è visibile un oggetto enorme che emana una grande energia.
Un amico catastrofista sostiene che si tratti della cometa Elenin (anzi no, del pianeta/nana bruna Nibiru) che sta avvicinandosi pericolosamente alla terra.
Vorrei sapere cos’è veramente quell’oggetto e perchè è visibile soltanto in modalità infrarossa.
Grazie
Mariachiara Paone
Ciao Mariachiara
Sono in grado di rispondere solo a metà della tua domanda.
Google Sky non visualizza il cielo in tempo reale. Le immagini all’infrarosso sono del 1983 e furono scattate durante il censimento del cielo all’infrarosso fatto dal satellite IRAS. Dunque la prima parte della risposta è che sicuramente non si tratta della Elenin o di Nibiru e non è nemmeno una nana bruna (se ti va leggi le mia FAQ sulla cometa Elenin). Qualunque cosa sia, era lì già nel 1983.
Per rendertene conto puoi dare un’occhiata qui: http://skyview.gsfc.nasa.gov/cgi-bin/skvadvanced.pl. E’ uno strumento per interrogare tutti i database pubblici di censimenti del cielo alle varie lunghezze d’onda.
Inserisci nella casella “Coordinates or source” le tue coordinate in questa forma: “9 47 56.0, 13 8 37.2″ (senza virgolette e separati da una virgola).
Poi, nella parte inferiore, seleziona dai menù a tendina le raccolte di immagini che ti interessano. Per il tuo oggetto vanno bene le IRAS e le IRIS (che sono una rielaborazione delle precedenti) dall’elenco “Infrared”. Puoi selezionarne anche diverse per volta. Eventualmente puoi impostare una scala di colori al posto del bianco e nero in “Other options“. Clicca su “Submit request” attendi qualche istante.
La cosa interessante è che quell’oggetto molto luminoso nell’infrarosso non ha una controparte ottica. Il altri casi le spiegazioni su strani intrusi nelle immagini astronomiche sono piuttosto banali (vedi “la bufala delle tre astronavi in rotta verso la terra“) ma in questo caso non sembrerebbe essere un disturbo di ricezione, visto che appare in tutte e quattro le lunghezze d’onda su cui operava IRAS e parrebbe avere un aspetto piuttosto regolare. Non so cosa sia, ma ho scritto a uno dei responsabili del progetto IRIS (l’indirizzo è disponibile sul sito). Se mi risponderà aggiornerò senz’altro questa pagina!
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Scritto da Redazione il 6/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 23 Commenti »
Ecco, in esclusiva su “Osservatorio Apocalittico”, la traduzione del nuovo intervento dell’astronomo russo Leonid Elenin su SpaceObs.org, dove conferma il fenomeno di disgregazione che sta coinvolgendo in questi giorni la cometa che porta il suo nome, fonte – secondo i catastrofisti – di immani tragedie per la Terra.
Come molti lettori già sanno, la cometa Elenin ha iniziato il suo irreversibile processo di disgregazione. Avevamo già parlato della probabilità di un simile risultato, ma ritenevo fosse meno del 50%. Sul grafico a sinistra (nella foto) potete vedere una selezione di dieci comete che si sono avvicinate al Sole a meno di 0,5 unità astronomiche. La linea rossa mostra il confine a sinistra del quale, secondo una formula di J. Bortle, c’è la zona di sicurezza, ma a destra c’è la zona di disintegrazione. Il colore giallo mostra la cometa Elenin, con la magnitudine assoluta ottenuta dalle osservazioni visive, e il colore blu è invece dai datti del JPL della NASA. Come si vede, la formula Bortle, tutto sommato, non funziona troppo male. Sebbene ci sia una brillante eccezione: il triangolo verde che appartiene all’eccezionale cometa 96P/Machlotz, di cui parlerò la prossima volta.
Ora è assolutamente chiaro che la drastica diminuzione della luminosità della cometa, notata per primo da Michael Mattiazzo il 20 agosto, non è stata casuale: il processo di decadimento era già iniziato, e nel corso dei giorni successivi la cometa è cambiata notevolmente. Il suo pseudo-nucleo è diventato diffuso ed esteso, ed è poi scomparso del tutto. Nelle immagini del 1° settembre nella chioma della cometa non c’erano fenomeni visibili di condensazione, e questo voleva dire che la cometa si era già disintegrata in pezzi piuttosto piccoli, con una taglia massima di non oltre un centinaio di metri.
Una simile disgregazione di piccole comete nel loro passaggio vicino al Sole non è rara, e in ciò non c’è nulla di sorprendente. Faccio notare che si tratta di una disgregazione, non di un’esplosione. Tutti i pezzi continuano a muoversi sulla traiettoria della cometa. I frammenti di grandi dimensioni probabilmente continueranno a disintegrarsi in frammenti più piccoli. È possibile che nel mese di ottobre, quando la cometa entrerà nel cielo mattutino, non saremo più in grado di vedere quella che una volta era la cometa Elenin. È possibile che qualcosa sarà visibile ai grandi telescopi terrestri. La disgregazione di una cometa di lungo periodo piuttosto vicina alla Terra (alla scala del Sistema Solare) è un evento piuttosto raro. Nel corso di un tale fenomeno si può vedere l’interno della cometa per comprendere meglio la sua costituzione e composizione.
Nel complesso, la cosa scientificamente più interessante è il fenomeno di disgregazione, ma purtroppo in questo momento la cometa non è visibile ai grandi telescopi o addirittura al telescopio spaziale Hubble a causa della sua ravvicinata distanza angolare dal Sole (minima elongazione). D’altra parte, gli astrofili che aspettavano che la cometa fosse visibile a occhio nudo, ora non la vedranno nemmeno con i telescopi e i binocoli.
Vi aspettiamo il 23 settembre, quando la cometa dovrebbe comparire nel campo visivo del coronografo spaziale SOHO. Qualsiasi risultato ci dirà cosa dobbiamo aspettarci per l’inizio di ottobre, quando la cometa ancora una volta dovrebbe apparire nel cielo prima dell’alba. Vi aspettiamo. La fine di questa storia è vicina.
(fonte: SpaceOrbs.org)
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Scritto da Redazione il 1/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
Non è ancora una certezza, ma secondo diversi esperti è probabile che la cometa Elenin, investita lo scorso 19 agosto da un potente brillamento solare, si starebbe disintegrando. È stata infatti notata una significativa diminuzione della sua luminosità che potrebbe preannunciare un’imminente disintegrazione del nucleo. Essendo formata prevalentemente di ghiaccio, la cometa si starebbe insomma vaporizzando e presto potrebbe ridursi a solo pochi insignificanti frammenti. Secondo altri esperti, è anche possibile che il forte vento solare abbia spazzato via la chioma della coda e che il fenomeno osservato preluda alla formazione di una nuova chioma. Ma non sarebbe certo la prima volta che una cometa in visita nel nostro sistema solare non sopravviva al contatto “ravvicinato” con il Sole. Se quanto ipotizzato fosse vero, sarebbe un’autentica beffa per i catastrofisti, da tempo convinti che Elenin – in barba alle rassicurazioni della NASA – si schianterà sul nostro pianeta, oppure nasconda in realtà una nave aliena.
(fonte: MeteoWeb – Examiner.com)
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Scritto da Redazione il 27/07/11 , Pubblicato in Domande e risposte , 10 Commenti »
comincio subito con i complimenti, mi chiamo monica ho 44 anni, volevo sapere qualcosa riguardo la cometa elenein e i piccoli asteroidi di ottobre il 7 e l 8 cosa possono provocare alla terra? terremoti? grazie in anticipo per la risposta
Ciao Monica, grazie per i complimenti a nome di tutti. Mi chiamo Gabriele e sono il blogger di http://fuffologia.wordpress.com.
Se vuoi una risposta veloce, la cometa Elenin è una normalissima piccola cometa, una delle centinaia che ogni anno si fanno vedere nella zona più interna del sistema solare. L’unica sua particolarità degna di nota è il fatto che proviene dal sistema solare esterno con un’orbita aperta (ossia come un oggetto destinato a passare non tornare mai più) ma probabilmente uscirà da quello interno con un’orbita chiusa (nel qual caso ritornerà tra diverse migliaia di anni) a causa dell’interazione gravitazionale dei pianeti maggiori (il contrario di quello che affermano i blog catastrofisti, insomma).
In generale, non c’è allineamento planetario/cometario/stellare che possa causare terremoti sul pianeta. Se – come qualcuno pensa – la Elenin fosse una nana bruna o una stella di neutroni, quello dei terremoti sarebbe l’ultimo dei problemi. Le orbite dei pianeti esterni sarebbero già state sconvolte e quelli interni – compreso il nostro – sarebbero già in marcia verso lo spazio profondo. Invece tutti i pianeti continuano ad orbitare pigramente intorno al Sole, non curandosi di questo bruscolino.
L’unico caso in qualche modo documentato in cui dei corpi celesti (il Sole e la Luna) possono indirettamente provocare terremoti sulla Terra sono le maree. Dove e quando queste sono molto alte, l’enorme massa d’acqua spostata può premere su faglie superficiali instabili (e solo quelle di un tipo particolare) vicine alle coste ed innescare terremoti o eruzioni. Tanto le comete quanto gli asteroidi hanno un solo modo di provocare terremoti: colpire la Terra. E in questo caso il terremoto non sarebbe dicerto il problema più grave nelle zone colpite, ma al momento non si conoscono né comete né asteroidi nati rischino di colpire il pianeta.
D’altra parte quello dei possibili impatti con asteroidi o comete è un rischio reale; tant’è che la NASA diversi anni fa ha avviato un programma per monitorare questi oggetti ed identificare quelli a rischio. La Terra, nei suoi 4,5 miliardi di anni di vita, è stata colpita innumerevoli volte nel passato da asteroidi e comete. L’ultimo di questi impatti sembra sia avvenuto nel 1908 in una regione della Siberia chiamata Tunguska. Un oggetto infuocato esplose nei cieli di questa regione sperduta spianando alberi per più di 2000 km quadrati. Non è ben chiaro se si sia trattato di un asteroide o di una piccola cometa, ma ci sono buone possibilità che sia stato un grosso frammento della cometa Enke.
Se vuoi una risposta più articolata ti consiglio di iniziare con quest’articolo. Sul mio blog c’è una serie di articoli di approfondimento su questioni simili (con la Elenin che fa da padrona).
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Scritto da Redazione il 7/07/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 3 Commenti »
Uno scienziato NASA, per un complottista che si rispetti, non è da meno a un agente della CIA: il suo compito, in altre parole, sarebbe un solo, quello di disinformare e sviare l’attenzione del grande pubblico da terribili verità. Ma a cercare di fare un po’ di chiarezza sul tema del 2012 e dell’azione nefasta di un misterioso pianeta X chiamato “Nibiru” ci ha provato, a suo rischio e pericolo, David Morrison, planetologo all’Ames Research Center e senior scientist all’Istituto di astrobiologia della NASA. In una lettera inviata al sito “Life’s Little Mysteries”, collegato al noto portale “Space.com”, Morrison rivela di ricevere in media cinque e-mail al giorno su Nibiru.
“Almeno una volta a settimana ricevo messaggi da ragazzini – al di sotto degli 11 anni – che dicono di essere malati e/o di contemplare l’ipotesi di suicidarsi a causa dell’imminente apocalisse”. Nella sua lettera, Morrison rivela di aver studiato a fondo la tesi catastrofista di Nibiru, a cui – secondo un suo calcolo – sono dedicati almeno due milioni di siti web. “Il fatto è che queste persone cambiano continuamente la loro storia”, nota lo scienziato. “Per alcuni, Nibiru non è più il dio sumero o il pianeta che si suppone ritornerà verso la Terra alla fine del 2012. E’ diventato piuttosto lo slogan per qualsivoglia tipo di catastrofe cosmica”. La cometa Elenin, per esempio: non avendo trovato traccia di nane brune o grossi pianeti in avvicinamento al sistema solare, i catastrofisti hanno quindi ipotizzato che Nibiru sarebbe la piccola e innocua cometa scoperta da un astronomo russo. “Ignorando la teoria della tettonica a placche come causa dei terremoti, queste persone sostengono che la cometa eserciti potenti effetti gravitazioni o elettromagnetici sul nostro pianeta”, osserva Morrison. “Per le persone che sono convinte che la cometa causi i terremoti, [la sua scarsa visibilità] proverebbe che Elenin non sia affatto una cometa, ma un ben più massiccio e pericoloso intruso”. Ma, se si trattasse di una nana bruna, aggiunge lo scienziato, “non avrebbe una coda, perché i gas non possono sfuggire da un oggetto con una notevole gravità. Inoltre, se fosse un corpo massiccio dovremmo star osservando la sua influenza gravitazione sulle orbite dei pianeti, specialmente di Marte e della Terra, ma non c’è stato nessun cambiamento in queste orbite. Infine, se fosse una nana bruna sarebbe stata facilmente rilevata nel corso di precedenti osservazioni astronomiche, inclusa la recente missione a infrarossi Wise, anche quando questa fosse ancora stata al di fuori del sistema solare”.
In conclusione, lo scienziato americano mette in guardia da coloro “che sostengono su YouTube di essere scienziati o impiegati della NASA” sostenendo l’ipotesi Nibiru: nessuno di loro lo è veramente. E il rischio è che le persone più sensibili a credere a questo tipo di storie si lascino impressionare: “Questo è un problema specialmente per i ragazzini, ed è per questo che sono così arrabbiato con queste persone che prendono di mira i bambini”, conclude.
(fonte: Space.com)
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Scritto da Redazione il 24/06/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Traduciamo in esclusiva la lettera dell’astronomo Leonid Elenin, scopritore nel dicembre 2010 della cometa che oggi porta il suo nome e desta tante preoccupazioni tra le gente male informata. La lettera è stata pubblicata dallo stesso Elenin sul sito SpaceOrbs.org.
La cometa Elenin a mezzo anno dalla sua scoperta
Oggi, 10 giugno 2011, sono sei mesi dalla scoperta della prima cometa nella storia moderna della Russia. Nel corso di questo periodo le nostre conoscenze sulla cometa sono notevolmente cambiate. Nei primi giorni dopo la scoperta della cometa, l’orbita della cometa non sembrava ispirare interesse; C/2010 X1 (Elenin) si mostrava come una cometa di debole luminosità, visibile solo con telescopi equipaggiati con camere CCD. Ma dopo appena una settimana di osservazioni, stava crescendo la speranza che questa cometa potesse avere un perielio vicino, cosa che è stata successivamente confermata.
Oggi sappiamo che la cometa si avvicinerà a una distanza pari a quella dell’orbita di Mercurio dal Sole e diventerà forse visibile a occhio nudo. Non diventerà una grande cometa, ma per me, in qualità di suo scopritore, questo è già diventato un evento importantissimo. I miei sogni di tanti anni sono stati realizzati.
Negli ultimi sei mesi la cometa ha suscitato grande interesse tra la popolazione della Terra; tra il gran numero di lettere riguardo la fine del mondo, ricevo anche quelle di persone che hanno iniziato a interessarsi all’astronomia e all’osservazione, che hanno comprato telescopi e scoperto da sé la bellezza del cielo notturno. Questo è probabilmente il più importante effetto causato dalla mia cometa. Naturalmente la cometa non pone nessuna minaccia alla Terra e tutte le voci finiranno quando inizierà ad allontanarsi dalla Terra e dal Sole. La stessa cosa accadde con la famosa cometa di Hale-Bopp e si ripeterà molte volte ancora in futuro.
Ho elaborato i calcoli dell’orbita per il periodo dal 2011 all’anno 15.000. Naturalmente, in un tale lasso di tempo, l’accuratezza dei calcoli sarà limitata ma abbastanza accettabile per una comprensione generale dei parametri orbitali della cometa C/2010 X1. All’afelio la cometa sarà a circa 1030 unità astronomiche dal Sole e non ritornerà dalle nostre parti fino all’VIII secolo del quattordicesimo millennio…
Perciò correte a vederla!
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