Scritto da Redazione il 26/11/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
A Radiovaticana, il predicatore padre Raniero Cantalamessa, noto per la sua presenza in Rai, commenta la lettura del Vangelo di domenica 18 novembre dedicata proprio al giorno del giudizio, da cui il Papa aveva preso spunto per commentare le voci e le presunte profezie sulla fine del mondo secondo i Maya. ”E’ curioso che Gesù dica che nel momento preciso in cui ciò avverrà, chiamiamola “fine del mondo”, neppure gli angeli del cielo lo sapranno, e che invece periodicamente sorgano profeti o veggenti che annunciano – quando non addirittura con una data precisa – la fine del mondo”, commenta padre Cantalamessa. “Adesso stiamo andando verso il 21 dicembre 2012, che secondo alcuni sarebbe la data della fine del mondo perché nei calendari Maya ciò indicherebbe il termine di un ciclo”.
A tale riguardo, il predicatore cattolico ricorda che nella dottrina la fine del mondo altro non è che l’apocalisse, il giorno del giudizio a cui fa seguito la fine di tutte le cose, tempo incluso, e l’inizio dell’eternità. E invita quindi a fare una distinzione: “Gli antichi, soprattutto nella Bibbia, parlavano con termini relativi e quindi spesso, nella Bibbia, non si parla di fine del mondo, ma della fine di un mondo. Infatti, Gesù proprio nel Vangelo diceva: “Non passerà questa generazione prima che tutto ciò avvenga”: di fatto, non passò la generazione senza che un mondo finisse, quello ebraico-giudaico, con la distruzione di Gerusalemme”. E conclude: “Nel Vangelo, spesso si intrecciano questi due piani: il piano della fine di un mondo con la fine del mondo. Credo che Gesù volesse fare del primo un simbolo, un richiamo, dell’ultimo: cioè, prendere queste catastrofi, questi avvenimenti più grandi di noi, come un invito a non attaccarci a questa terra, così come mi pare sottolineasse anche il Papa ieri”.
(fonte: Radiovaticana)
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Scritto da Redazione il 16/06/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
Già pronti a fare le valigie e a comprare il primo biglietto per Bugarach, il villaggio sui Pirenei francesi che, secondo leggende popolari, si salverà dalla fine del mondo nel dicembre 2012? Non tanta fretta. Sembra infatti che non ci sia bisogno di andare così lontano per salvarsi dall’apocalisse. Voci dal web raccolte dal Corriere della Sera vogliono che a scamparla sia anche il misconosciuto paese di Pradeltorno, frazione di Angrogna, Val Pellice, in Piemonte, abbarbicato alle pendici delle Alpi Cozie. La ragione? I riti esoterici praticati a suo tempo dai Valdesi e la presenza temporanea del Santo Graal, che avrebbe sostato in questi luoghi nel suo viaggio verso una meta misteriosa, garantirebbero una protezione al villaggio piemontese. Per la verità, lì non ci crede proprio nessuno. Il cronista del Corriere inviato sul posto per indagare si è visto sbeffeggiare dai villeggiani, che non hanno nemmeno molta voglia di trasformare Pradeltorno nell’attrazione turistica del prossimo Natale, come già Bugarach, che sarà meta di migliaia e migliaia di fanatici. Il sindaco di Angrogna, anzi, taglia corto: “Se turisti ce ne saranno, dovranno arrangiarsi: a Pradeltorno non ci sono alberghi”. Diffusa inizialmente solo da un quotidiano locale, probabilmente per vendere qualche copia in più, ora la voce è destinata a diffondersi a macchia d’olio, soprattutto da quando qualche bontempone ha ben pensato di scrivere la notizia anche su Wikipedia, dove gli internauti prendono tutto per oro colato.
(fonte: Corriere della Sera)
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Scritto da Redazione il 15/03/12 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Anche in Brasile si parla di 2012 e “profezia” Maya, e qualcuno sembra crederci davvero. E’ il caso di Decio Colla, sindaco della città di Sao Francisco de Paula, nello stato di Rio Grande do Sul, nell’estremo sud del paese. La sua città è a oltre 900 metri sul livello del mare, una posizione invidiabile contro eventuali tsunami che potrebbero scatenari allorquando giungerà la catastrofe – quale che sia – attribuita (erroneamente) ai Maya. “Non possiamo restare seduti mangiando gelati, dobbiamo agire”, sostiene il sindaco Colla, che invita i cittadini a prepararsi anche in vista di un grande afflusso di profughi all’indomani del 21 dicembre 2012. Sale, riso, fagioli e acqua sono i beni di prima necessità che andrebbero accumulati nelle abitazioni fin da subito, per mettersi al riparo dall’interruzione degli approviggionamenti. “In casa mia sarò pronto a restare due o tre mesi senza rifornimenti. Almeno avrò da mangiare”, ha tenuto a precisare Colla.
(fonte: Notiziein.it)
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Scritto da Roberto Paura il 22/12/11 , Pubblicato in Approfondimenti , 3 Commenti »
Se tra di voi c’è qualcuno che coltiva una seppur vaga paura su quello che potrebbe succedere nel 2012, sappia che in fondo è in buona compagnia. Di persone che si sono preoccupate di ipotetiche fini del mondo solo negli ultimi cento anni, ce ne sono state parecchie. Curiosamente, con il crescere delle conoscenze scientifiche queste paure non si sono ridimensionate, tutt’altro: la scienza ci offre ogni giorno un quadro sempre più imprevedibile della natura, e poiché si teme soprattutto quello che non si conosce, ecco che per il 2012 – anno in cui finisce uno dei cicli del calendario dei Maya – si prospettano numerose apocalissi provenienti dallo spazio.
I “profeti” del 2012 sono parecchi, ma non hanno una teoria condivisa. L’unica cosa su cui concordano è la data: entro il 21 dicembre 2012 (giorno del solstizio d’inverno), cioè tra un anno esatto, avverrà un grande cambiamento cosmico. Se sia o meno catastrofico, su questo non c’è uniformità di vedute, anche se le tesi apocalittiche prevalgono. Fatto sta che quel giorno terminerà uno dei cicli del Lungo Computo dei Maya, iniziato nel 3114 a.C. Se gli antichi Maya fossero ancora qui tra noi, si limiterebbero a voltare pagina e a prepararsi a un nuovo ciclo; ma invece la data è diventata da qualche anno un leit-motiv apocalittico come già altre in precedenza, tra cui quella del 2000. E poiché i Maya avevano fama di essere grandi astronomi, la catastrofe che incombe su di noi non potrà che provenire dal cielo. Vediamo allora insieme quali sono le opzioni e cosa ci dice la scienza.
La brutta fine della cometa Elenin
Nell’ottobre scorso una piccola cometa scoperta da un astronomo russo nel dicembre 2010, e battezzata “Elenin” dal nome del suo scopritore, sarebbe giunta al perielio, il punto più vicino al Sole della sua lunga orbita aperiodica. Nonostante in quella data la sua distanza dalla Terra sarebbe stata poco meno di quella di Venere, i catastrofisti di mezzo mondo avevano previsto disastri di varia natura: allineamenti capaci di provocare terremoti, o deviazioni dell’orbita tali da portare la cometa in rotta di collisione verso la Terra. Non è accaduto nulla di tutto ciò, anzi: alla fine di agosto la cometa fu colpita da un’espulsione di massa coronale del Sole e di essa non rimasero che insignificanti frammenti. La cometa Elenin si è letteralmente sciolta e ha cessato di esistere. Affermazioni secondo cui, in coincidenza con particolari allineamenti con la Terra, sarebbero avvenuti terremoti come quello in Giappone dell’11 marzo scorso, non trovano reale fondamento. La tesi del rapporto tra allineamenti e catastrofi è del tutto anti-scientifica. L’allineamento tra corpi celesti è una costruzione immaginaria: così come un nostro ipotetico allineamento con il meridiano fondamentale di Greenwich o con l’equatore non comporta alcuna conseguenza, così l’allineamento della Terra con uno o più corpi celesti non è altro che una nostra proiezione ideale di una linea che unisce questi corpi.
Analogamente, la possibilità che una cometa o anche un grosso pianeta possano provocare terremoti sulla Terra in particolari condizioni ignora il fatto che l’influenza gravitazionale di questi corpi – peraltro insignificante – non ha nessun effetto sui moti interni del nostro pianeta. I terremoti, infatti, non sono fenomeni come le maree, che risentono dell’influenza gravitazionale della Luna, ma derivano da moti convettivi interni al mantello terrestre. L’influenza della Luna, peraltro, deriva dalla sua vicinanza: e siccome la legge di gravitazione di Newton suppone che la forza gravitazionale di un corpo diminuisca proporzionalmente al quadrato della distanza, è chiaro che i pianeti del nostro sistema solare non hanno nessun effetto sulla Terra. Figuriamoci una piccola cometa di pochi chilometri di diametro. Difatti, un fisico della NASA, Don Yeoman, liquidò le preoccupazioni con una celebre battuta: “Ha più influenza gravitazionale la mia automobile sulle maree della Terra che la cometa Elenin”.
Nibiru e il ritorno dell’ipotesi Nemesis
Ma i timori nei riguardi di quella cometa sono legati anche a un’altra teoria, secondo la quale Elenin non sarebbe che il preludio a una grande doccia di comete e meteoriti dirette verso la Terra, attirate nel nostro sistema solare dall’attrazione di un enorme corpo celeste in rapido avvicinamento. Questo corpo è stato battezzato Nibiru, in virtù del fatto che i sumeri così chiamavano la stella del dio Marduk: in realtà, secondo il fanta-archeologo Zecharia Sitchin, Nibiru sarebbe un pianeta sul quale vivrebbero potentissimi alieni, gli Anunnaki, venerati dalle civiltà babilonesi. Questo pianeta avrebbe un’orbita estremamente eccentrica, che lo porterebbe a tornare in vista della Terra ogni 3600 anni circa. Per quanto Sitchin non abbia mai fatto nessun collegamento tra Nibiru e il 2012, la sua teoria è stata pane per i denti dei catastrofisti, i quali hanno sostenuto l’ipotesi che ogni passaggio di Niburu nel nostro sistema solare sarebbe foriero di catastrofi.
Il pianeta – secondo altri una nana bruna, cioè una stella mancata, un gigante gassoso più grosso di Giove, come tale pertanto invivibile (ma questo i catastrofisti, a digiuno di astronomia, lo ignorano) – interferirebbe con le comete della nube di Oort e con gli asteroidi della fascia tra Marte e Giove, proiettandoli verso l’interno del sistema solare. La conseguenza sarebbe un bombardamento catastrofico, che però non è finora mai stato registrato in epoche storiche. C’è da dire che se un simile pianeta fosse davvero in rotta di avvicinamento, i telescopi astronomici sarebbero riusciti a osservarlo già da tempo. Cosa che non è avvenuta
La tesi di Nibiru non è nuova. Negli anni ’80 si diffuse negli ambienti scientifici la cosiddetta “ipotesi Nemesis”: l’idea, cioè, che esistesse una “compagna oscura” del Sole, con un’orbita molto eccentrica, tale da riportarla nel nostro sistema solare solo ogni tot migliaia di anni. L’ipotesi, proposta da validi scienziati, fu attentamente vagliata, ma oggi è stata in gran parte abbandonata dalla comunità scientifica per mancanza di prove.
Tempeste solari, supernove e raggi gamma
E che dire delle tempeste solari? Si tratta di fenomeni che hanno per protagonista la nostra stella e che producono tempeste magnetiche ed espulsioni di massa dagli strati più esterni del Sole. Non sono ovviamente fenomeni prevedibili, per cui i Maya – se anche ne fossero stati a conoscenza, cosa inverosimile dato che ignoravano il magnetismo – non avrebbero in alcun modo potuto prevedere una catastrofe legata alle turbolenze del Sole nel 2012. Nei casi più gravi, tempeste magnetiche possono mettere a dura prova i satelliti in orbita e i sistemi elettronici sulla Terra. Nulla, tuttavia, che possa compromettere la nostra sopravvivenza. La NASA e le altre Agenzie spaziali sono ben consapevoli del rischio, e stimano perdite per miliardi di dollari nel caso di una “tempesta perfetta”. Tuttavia, a oggi nulla di quanto temuto si è finora verificato. E soprattutto non c’è nessuna profezia di una turbolenza particolare per il 2012. Il Sole segue un ciclo di attività lungo undici anni: raggiungerà il suo picco nel 2013 per poi tornare in quiescenza per un po’. Ma questi cicli proseguono da quattro miliardi di anni e finora non hanno avuto nessuna conseguenza per la vita sulla Terra. Altrimenti, non saremmo qui a parlarne.
Negli ultimi mesi sono infine emerse nuove ipotesi apocalittiche, legate ad alcuni studi scientifici purtroppo travisati. La prima sostiene che nel 2012 (o, nel migliore dei casi, tra qualche altro annetto), saremo colpiti dall’effetto di una immane esplosione della stella Betelgeuse. Si tratta di una delle stelle più luminose del nostro firmamento, nonostante la sua elevata distanza da noi – circa 600 anni-luce – per il fatto di essere quasi mille volte più grande del Sole! In effetti è una supergigante rossa, una stella nella fase finale del suo convulso ciclo vitale, ed è probabile che esploda in supernova in tempi brevi. Ciò, in termini astronomici, vuol dire domani o anche tra un paio di milioni di anni. Betelgeuse potrebbe anche essere già esplosa seicento e rotti anni fa, e allora gli effetti della sua esplosione starebbero per arrivare da noi. Tuttavia, il pericolo è assai scarso. Gli scienziati del Goddard Space Flight Center della NASA ammettono che l’esplosione di una supernova vicina potrebbe crearci problemi, dato che la radiazione gamma emessa potrebbe danneggiare lo strato di ozono ed esporci al rischio di una doccia di raggi ultravioletti del Sole, con letali conseguenze per tutti gli organismi viventi. Tuttavia, una simile catastrofe potrebbe prodursi solo nel caso dell’esplosione di una supernova distante meno di 50 anni-luce da noi, e non è il caso di Betelgeuse. Inoltre, in media nella nostra galassia esplodono non più di due supernove per secolo; e poiché la Via Lattea è davvero molto grande, con un diametro di 100.000 anni luce, la possibilità che ci scoppi qualcosa sotto casa è davvero remota.
Un altro fenomeno che fa sempre più paura si chiama gamma-ray burst, o “lampo gamma”. Si tratta di eventi violentissimi ma quasi quotidiani, di origine finora non ancora del tutto chiarita. Le più potenti di queste esplosioni di raggi gamma, che producono getti di particelle fortemente accelerate, sarebbero prodotte dal collasso di una stella massiccia o di due stelle di neutroni in un buco nero. Questi fenomeni particolarmente violenti accadono di rado, e il più potente lampo gamma finora registrato è avvenuto a 1,3 miliardi di anni-luce di distanza. Ben più lontano dall’area di rischio stimata in 10.000 anni-luce. Ma perché un gamma-ray burst all’interno dell’area di rischio produca effetti davvero catastrofici sulla Terra è necessario che il getto sia perfettamente allineato con il nostro pianeta. Una coincidenza davvero improbabile, per fortuna.
Per concludere, vale la pena ricordare che non esiste nessuna profezia Maya sul 2012. Per quella data, ricorda Sven Gronemeyer della La Trobe University dell’Australia, esperto di archeologia mesoamericana, l’unica iscrizione (risalente a circa milletrecento anni fa) che fa riferimento a qualche evento non prevede nulla di catastrofico: solo il ritorno sulla terra di Bolon Yokte, uno degli dei del pantheon Maya. Insomma, un momento di festa; peccato che i Maya non ci saranno per rendergli il benvenuto.
Articolo pubblicato su Fanpage del 21 gennaio 2011 - http://www.fanpage.it/apocalissi-cosmiche-le-paure-astronomiche-infondate-sul-2012/
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Scritto da Redazione il 9/11/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 5 Commenti »
fonte: ADNKronos
Il Giorno del Grande Uno, com’è già stato battezzato, in effetti ricorda un po’ il Giorno del Grande Cocomero di Charlie Brown, il protagonista delle celebri strisce a fumetti dei Peanuts di Charles Schulz. L’11-11-11, ‘data palindromo’ che ha una simmetria assoluta nella lettura (sia da sinistra a destra, che viceversa), è ora in arrivo per giunta di venerdì, elettrizzando proprio tutti: superstiziosi, appassionati di numerologia, cultori di discipline esoteriche, navigatori del web e scienziati, oltre che noi, comuni mortali che assisteremo (inevitabilmente) al singolare evento. Tanto più se si pensa che la strana sequenza numerica si è verificata una volta sola nella storia del mondo occidentale, con un’ancora maggiore perfezione, quando cioé nel Medioevo cadde l’11 novembre del 1111. Né capiterà mai più nel corso del tempo, a meno di imprevedibili mutamenti nel calendario gregoriano. L’ora x scoccherà alle 11 e 11 minuti e 11 secondi. Secondo alcuni, la serie numerica contiene temibili minacce: tanto da ispirare anche un film dell’orrore omonimo, del regista Darren Lynn Bousman, quello di ‘Saw’ per intendersi, visto che il numero 1111 potrebbe mettere gli uomini, a detta di alcuni, in contatto col mondo soprannaturale.
Per prepararsi come si deve Torino, città ‘magica’ per eccellenza, ospiterà nel prossimo fine settimana “I conti non tornano. Il fascino dei numeri tra scienza e mistero”, grande convegno internazionale organizzato dal Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, all’ombra della Mole, tra l’11 e il 13 novembre. “I numeri rappresentano il noto e il razionale per eccellenza -spiega all’Adnkronos Massimo Polidoro, tra i principali animatori del Cicap-Eppure, dai numeri irrazionali dei pitagorici alla sezione aurea, sono tantissimi i misteri della matematica, che affascinano e incuriosiscono”.
Ricordiamo che nell’ambito del Convegno CICAP si terrà anche una presentazione delle attività dell’Osservatorio Apocalittico. L’appuntamento è per domenica 13 novembre: per tutti i dettagli, scoprite il programma cliccando qui.
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Scritto da Redazione il 5/11/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 23 Commenti »
Si avvicina una nuova data-cult: l’11 novembre 2011. Data palindroma, poiché nella sua forma abbreviata, 11/11/11, è identica leggendola da sinistra a destra o viceversa. A molti sfugge che una data simile ma sicuramente più “perfetta” cadde già mille anni fa, l’11/11/1111, per quanto all’epoca la notazione della data da noi usata oggi non era impiegata, pertanto la peculiarità della data sfuggì a tutti i contemporanei. Cosa dovrebbe avvenire il prossimo 11 novembre secondo i soliti noti? C’è un profeta ghanese, di cui abbiamo parlato, che prevede il giorno del giudizio e spera di trarre da questa storia un pò di profitti. Ma per fortuna la maggior parte delle profezie ha questa volta un tono ottimistico. Secodo alcuni, l’ora 11:11 dell’11 novembre sarà un momento catartico. Quest’ora particolare ricorrerà anche il 21 dicembre 2012, ovviamente, ma secondo alcune teorie New Age sarà il momento in cui il solstizio d’inverno coinciderà con l’intersecazione dell’Equatore Galattico con l’Eclittica, cioè l’orbita del Sole. Per questo, dal prossimo 11 novembre fino al 21 dicembre 2012 dovrebbe avvenire un grane mutamento spiritule che ci preparerà a entrare nell’Età dell’Acquario.
Altre teorie sostengono che 11:11 sia un codice inserito nei meandri della nostra “memoria cellulare”, una sorta di firma del fabbricante inserita nella materia nell’atto della creazione. Secondo quest’ipotesi fantastica, ogni volta che sugli orologi appare l’orario 11:11 si aprirebbe un portale con una dimensione superiore. L’11 novembre alle ore 11:11 ci sarà perciò il grande risveglio dell’umanità. Non è chiaro perché ciò dovrebbe valere solo per i cristiani, che adottano questo calendario. Inoltre, il fatto di ricordare spesso la coincidenza di guardare l’ora proprio quando sono le 11:11, dipende da un fenomeno noto agli psicologici come “myside bias”, cioè un pregiudizio proveniente dalla propria esperienza personale. Per dirla semplicemente, è facile che dobbiate ricontrollare l’ora dopo pochi istanti se sono le 15:43, perché è un orario che difficilmente s’imprime nel vostro cervello; ma se, controllando l’ora, vedete che l’orologio segna le 11:11, potete stare certi di ricordarlo. E di memorizzare la cosa come una curiosa coincidenza, sorprendendovi quando la riscontrerete un’altra volta, anche a distanza di mesi.
Per l’occasione, il prossimo 11 novembre si aprirà a Torino il convegno del CICAP “I conti non tornano”, dedicato proprio alla numerologia, con lo scopo di smentire le teorie che vedono nei numeri significati umani. La sera dell’11 il famoso matematico Piergiorgio Odifreddi terrà una lectio magistral per aprire il covegno, che domenica 13 vedrà anche la partecipazione dell’Osservatorio Apocalittico. Presenteremo infatti in quella sede i numeri della fine del mondo, tutte le date del 2011 in cui il mondo sarebbe dovuto finire, ovviamente senza mai azzeccarci.
(fonte: Nextme.it – Cicap.org)
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Scritto da Redazione il 23/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 4 Commenti »
La fine del mondo, ancora una volta, non c’è stata. Ma Harold Camping, che aveva profetizzato l’apocalisse per lo scorso 21 ottobre, non ha rilasciato commenti al riguardo, diversamente da quanto fece all’indomani del 21 maggio, data in cui aveva previsto il giorno del giudizio. Tuttavia, l’emittente radio di cui Camping è fondatore e presidente, Family Radio, ha incoraggiato gli ascoltatori a non perdere la speranza e la fede e a mantenere saldo il sostegno alla radio con nuove donazioni. Proprio le donazioni fatte dai fedeli di Camping, alcuni dei quali avevano ceduto al predicatore fondamentalista buona parte delle proprie sostanze, avevano finanziato l’imponente campagna pubblicitaria in vista della data del 21 maggio.
Sabato mattina uno speaker di Family Radio ha affrontato l’argomento sostenendo che, per quanto molti fedeli possano essersi sentiti presi in giro, i cristiani devono restare saldi e pronti a essere giudicati da Dio quando il giorno del giudizio avverrà. “So che molti di noi sono profondamente delusi per la mancata venuta di Cristo. E io avevo sostenuto che qualcosa del genere sarebbe avvenuto a maggio. Ma vi prego di tenere a mente che tutti noi che siamo credenti, tutti noi che siamo cristiani, dobbiamo continuare a vivere pregando con l’apostolo Giovanni: ‘Vieni presto Signore Gesù’”.
“Abbiamo ancora uno strumento unico e questo strumento è la nostra radio con la quale possiamo portare conforto e incoraggiamento”, ha continuato lo speaker di Family Radio. “Ogni giorno noi che siamo cristiani viviamo restando vigili. Dobbiamo vivere in modo da essere pronti per il ritorno di Cristo, e pregare affinché ciò avvenga. Ma dobbiamo anche gioire per ogni nuovo giorno, poiché ci è stato regalato un nuovo giorno per servire nostro Signore”.
Ma subito dopo ecco che la voce annuncia che potrebbero esserci nuove difficoltà finanziarie per Family Radio: “Vi prego di pregare per noi e di pregare per continuare a sostenere il nostro network cristiano che è totalmente sponsorizzato dagli ascoltatori. Abbiamo un grande bisogno di fondi per le attività quotidiane. Senza il vostro generoso sostegno in questo momento potremmo essere costretti ad affrontare alcune decisioni molto importanti. Confido che quelli di voi che apprezzano la nostra programmazione giornaliera saranno capaci di condividere generosamente nei mesi a venire”.
Nonostante la radio abbia evitato qualsiasi riferimento a Harold Camping, sarà necessario che s’inventi qualcosa di ugualmente clamoroso per riuscire a raccogliere i fondi di cui ha bisogno per continuare a diffondere nel mondo il suo verbo fondamentalista.
(fonte: Christan Post)
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Scritto da Redazione il 18/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 7 Commenti »
I media hanno la memoria corta, nonostante ci si aspetti il contrario. Così, la stampa italiana ha improvvisamente riscoperto Harold Camping, il quasi-novantenne predicatore evangelico fondamentalista americano pochi giorni fa “insignito”, insieme ad altri profeti di sventura, del premio IgNobel 2011 per la matematica. Con i numeri, Camping continua a non andare d’accordo. Dopo aver più volte previsto apocalissi mai avvenute, era tornato alla carica quest’anno con un’imponente campagna pubblicitaria finanziata dalle donazioni degli ascoltatori di Family Radio, la potente emittente californiana che per anni ha funto da cassa di risonanza dei deliri di Camping. Questi, del resto, era stato chiaro: il 21 maggio 2011 ci sarebbe stato il giorno del giudizio. Ma la vera fine del mondo sarebbe avvenuta soltanto cinque mesi dopo, il 21 ottobre (anche se “Donna10.it”, facendo confusione, scrive che Camping avrebbe previsto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012: ma no, signore, quelli erano i Maya!)
Il 21 maggio è ormai passato senza nessun evento di rilievo. Camping, dopo alcune perplessità, aveva dichiarato che il giorno del giudizio da lui profetizzato era avvenuto in maniera spirituale, quindi non evidente ai nostri sensi. Ma Dio avrebbe già preso la sua decisione. Per tutti quelli che non sono stati pre-selezionati per il salvataggio in extremis, il 21 ottobre non ci sarà altro che la fine. Un terremoto finale distruggerà la Terra e infine l’intero universo deflagrerà.
Suonerebbe spaventoso se non fosse una storia vecchia. È noto che Camping abbia calcolato queste date attraverso incomprensibili circonvoluzioni matematiche basata su una lettura letterale della Bibbia, secondo la quale il mondo ha avuto inizio il 23 ottobre del 4004 a.C. Questo tipo di esercizio pseudo-matematico è già stato tentato da molti altri profeti di sventura, fino a oggi senza esiti di sorta. Non è quindi chiaro perché proprio Harold Camping, un ex ingegnere che si è poi riciclato nel ruolo di predicatore (che in America frutta parecchi soldi), debba azzeccarci. Anche perché, con buona pace dei teocon americani, il mondo non è iniziato nel4004 a.C. ma quattro miliardi e mezzo di anni fa (e l’universo “appena” 13,7 miliardi di anni fa).
Se tutto va bene, comunque, questa dovrebbe essere davvero l’ultima sparata di Harold Camping. Colpito da un ictus agli inizi di giugno, è ora ritornato a casa dopo un lungo ricovero ma la sua situazione sanitaria resta precaria. Anche augurandogli di campare a lungo, resta il fatto che Family Radio ha deciso di non mandare più in onda le sue quotidiane predicazioni. E dopo il 21 ottobre è auspicabile che Harold Camping non abbia più un microfono con cui far risuonare le sue assurde profezie.
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Scritto da Redazione il 2/10/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 3 Commenti »
Dal 2001 aoggi, ogni anno ha una data palindroma, in cui le due cifre di giorno, mese e anno sono uguali: sarà così anche quest’anno, quando l’11 novembre il nostro calendario segnerà 11/11/11. Inevitabile quindi che, come sempre, compaiano profezie apocalittiche per la data in questione. Tra le tante, c’è da segnalare Peter Anamoh, profeta del Ghana, con tanto di sito Internet, www.prophetpeteranamoh.com. Ex imprenditore, Anamoh ha ben pensato di trarre profitto dalle paure apocalittiche tanto diffuse nei circoli evangelici a cui appartiene anche la sua Machaira Community Church. Così, ha profetizzato la fine del mondo per il prossimo 11 novembre avviando una campagna di raccolta fondi anche attraverso il suo sito web, dove il conto alla rovescia prosegue inesorabile. Secondo il quotidiano “Ghana Palaver”, Anamoh chiederebbe un biglietto d’ingresso per il Paradiso di cinque milioni di cedi (la moneta locale), poco più di 230 euro – ma una bella cifra per gli africani. Il profeta ha ribattuto negando recisamente di chiedere denaro in cambio della salvezza, ammettendo soltanto di chiedere donazioni per finanziare la sua campagna d’informazione, al fine di salvare quanta più gente possibile.
“Quello che la gente dovrebbe sapere è che non è la prima volta che un tale disastro si abbatterà sul mondo. E’ già accaduto ai tempi di Noè, quando perirono 24 miliardi (sic) di persone. È accaduto anche a Sodoma e Gomorra e a una città chiamata Gerico. La quarta e ultima volta sta per accadere nella nostra epoca, nel novembre di quest’anno”. Secondo il profeta, segni dell’imminente disastro sarebbero i terremoti in Giappone, Australia e Stati Uniti, e le alluvioni che hanno colpito alcune regioni del Ghana. Per tutti coloro che, come ai tempi di Noè, Sodoma e Gomorra, e Gerico, non crederanno nelle parole di chi li aveva messi in guardia, il destino sarà identico: la morte e la dannazione eterna. Inutile aggiungere che a salvarsi saranno solo coloro che appoggeranno – finanziariamente, s’intende – le parole di Anamoh.
(fonte: GhanaWeb.com)
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Scritto da Redazione il 30/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 3 Commenti »
La 21° edizione degli spassosissimi Premi IgNobel, attribuiti alle ricerche scientifiche più improbabili e inutili, ha deciso quest’anno di premiare anche una serie di profeti di sventura che a più riprese avevano predetto – senza successo, ça va sans dire – la fine del mondo. Così, il Premio IgNobel 2011 per la matematica, assegnato ieri sera nell’austera hall dell’Università di Harvard alla presenza di sette ‘veri’ premi Nobel, è andato a ben sei bizzarri personaggi con la motivazione di “aver insegnato al mondo a essere cauti quando si fanno previsioni e calcoli matematici”.
Chi sono i premiati? La prima è Dorothy Martin, una casalinga americana che nel 1954 fece scalpore per le sue incredibili dichiarazioni riguardo messaggi a lei diretti dallo spazio, che mettevano in guardia l’umanità dall’imminente fine del mondo per l’anno successivo. Il secondo è Pat Robertson, famosissimo telepredicatore americano molto influente alla corte di Ronald Reagan, che nel 1976 predisse con assoluta certezza la fine del mondo tra l’ottobre e il novembre 1982 (non contento, anni dopo profetizzò con altrettanto insuccesso uno tsunami sulle coste americane nel 2006 e un attentato terroristico spaventoso sul territorio statunitense nel 2007). Segue Elizabeth Clare Prophet, scrittrice New Age di grande successo e spiritualista, convinta di essere la reincarnazione di diversi personaggi storici tra cui Nefertiti, Ginevra e Maria Antonietta, autrice di una profezia che fissava l’apocalisse nel 1990. C’è spazio anche per esponenti di altri paesi: Lee Jang Rim, fondamentalista cristiano sudcoreano, che annunciò la seconda venuta di Gesù Cristo per il 28 ottobre 1992; e Credonia Mwerinde, fondatrice e alta sacerdotessa della setta ugandese per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti, che predisse la fine del mondo il 31 dicembre 1999. Inquel caso, la profezia ebbe un tragico epilogo: la sua mancata realizzazione provocò forti malumori tra i fedeli della setta, e oltre 500 di loro vennero uccisi nel rogo doloso della chiesa principale del culto. Da allora, Mwerinde – latitante – è ricercata da un mandato di cattura internazionale. Infine, last but not least, Harold Camping, celebre predicatore evangelista dell’emittente Family Radio, già autore di una profezia che fissava il giorno del giudizio nel 1994, rilanciata per il 21 maggio del 2011 e di nuovo per il prossimo 21 ottobre.
Ovviamente, nessuno degli “ignobili” premiati si è presentato alla cerimonia, anche perché alcuni sono ormai defunti. Vale la pena ribadire che, diversamente da quanto dichiarato da tutti i media italiani, i profeti IgNobel non sono matematici, ma fondamentalisti cristiani che hanno basato le loro fasulle predizioni su improbabili calcoli derivanti da una lettura integralista della Bibbia.
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