Harold Camping getta la spugna: niente fine del mondo

Ci aveva provato più volte nel corso degli anni, le ultime due nel 2011. Parliamo di Harold Camping, l’ormai celebre predicatore californiano che aveva profetizzato il Giorno del Giudizio per lo scorso 21 maggio e quindi la fine del mondo per il 21 ottobre. Non ci aveva azzeccato in nessuno dei due casi, e l’ultima volta aveva promesso ai suoi seguaci che avrebbe rifatto i calcoli. Ma ormai, oggetto di publico ludibrio, ha deciso di gettare la spugna e smettere di baloccarsi con la numerologia della Bibbia per scoprire quando Dio si degnerà di dire la parola “fine”. “Dobbiamo umilmente riconoscere di aver sbagliato”, ha candidamente riconosciuto Camping e il suo staff in una lettera ai sostenitori postata sul sito web di Family Radio, l’emittente di cui Camping è stato fondatore.

Ma non solo: nella lettera, Camping chiarisce di non essere più interessato a predire nuove date per la fine del mondo, e che anche Family Radio cesserà di discuterne. “Dobbiamo anche apertamente riconoscere di non avere alcuna nuova prova evidenza di un’altra data per la fine del mondo. Per quanto molte date stiano circolando, Family Radio non ha alcun interesse a prendere in considerazione un’altra data. Dio ci ha spinti a essere più umili attraverso la lezione del 21 maggio, per continuare anche più ferventemente nel cercare nella Bibbia, non per trovare date, ma per essere più fedeli nella nostra comprensione”.

Un’ammissione definitiva che chiude l’imbarazzante parabola delle profezie del 2011 di Camping, colpito tra l’altro da un ictus lo scorso giugno e in lento recupero. Family Radio aveva già cancellato mesi fa il suo programma quotidiano e preso le distanze dagli annunci apocalittici del predicatore.

(fonte: CNN)


Continua a leggere..

Harold Camping ammette l’errore sulla fine del mondo, ma non chiede scusa

Per arginare le voci insistenti di un suo imminente abbandono della conduzione di Family Radio, il predicatore americano Harold Camping, che aveva erroneamente previsto la fine del mondo per il 21 maggio e quindi per il 21 ottobre scorsi, ha rotto il silenzio con un intervento di cinque minuti sulla sua radio. “Il mancato ritorno di Gesù Cristo lo scorso 21 ottobre può sembrare imbarazzante per Family Radio”, ha ammesso. Ma nessuna richiesta di perdono sulle sue previsioni sballate. Camping si è scusato tuttavia per aver dichiarato, alcuni mesi fa, che tutti coloro che non avessero creduto al giorno del giudizio del 21 maggio non sarebbero stati salvati da Dio. “Decisamente, non avrei dovuto dire una cosa del genere”, si è rammaricato. Camping ha tenuto a precisare che la sua ricerca personale sulla Bibbia è lontana dall’essere conclusa: “Dobbiamo essere molto pazienti sul tema della fine del mondo”, avverte. “Dio possiede la verità, non noi”: con queste parole, Camping ha concluso il suo breve intervento, senza chiedere nuovi fondi per la sua radio, come invece uno speaker aveva fatto all’indomani della mancata fine del mondo del 21 ottobre. Secondo un report della CNN, dal 2005 al 2009 Family Radio ha intascato 80 milioni di dollari di donazioni, e probabilmente altrettanti sono arrivati tra il 2010 e oggi, sull’onda emotiva delle profezie di Camping. Un business enorme a cui Harold Camping non ha alcuna intenzione di rinunciare. Un portavoce dell’emittente californiana ha smentito decisamente le voci di un possibile ritiro di Camping dalla presidenza della radio.

(fonte: Washington PostSFGate.com)


Continua a leggere..

Family Radio ammette la mancata fine del mondo ma torna a battere cassa

La fine del mondo, ancora una volta, non c’è stata. Ma Harold Camping, che aveva profetizzato l’apocalisse per lo scorso 21 ottobre, non ha rilasciato commenti al riguardo, diversamente da quanto fece all’indomani del 21 maggio, data in cui aveva previsto il giorno del giudizio. Tuttavia, l’emittente radio di cui Camping è fondatore e presidente, Family Radio, ha incoraggiato gli ascoltatori a non perdere la speranza e la fede e a mantenere saldo il sostegno alla radio con nuove donazioni. Proprio le donazioni fatte dai fedeli di Camping, alcuni dei quali avevano ceduto al predicatore fondamentalista buona parte delle proprie sostanze, avevano finanziato l’imponente campagna pubblicitaria in vista della data del 21 maggio.

Sabato mattina uno speaker di Family Radio ha affrontato l’argomento sostenendo che, per quanto molti fedeli possano essersi sentiti presi in giro, i cristiani devono restare saldi e pronti a essere giudicati da Dio quando il giorno del giudizio avverrà. “So che molti di noi sono profondamente delusi per la mancata venuta di Cristo. E io avevo sostenuto che qualcosa del genere sarebbe avvenuto a maggio. Ma vi prego di tenere a mente che tutti noi che siamo credenti, tutti noi che siamo cristiani, dobbiamo continuare a vivere pregando con l’apostolo Giovanni: ‘Vieni presto Signore Gesù’”.

“Abbiamo ancora uno strumento unico e questo strumento è la nostra radio con la quale possiamo portare conforto e incoraggiamento”, ha continuato lo speaker di Family Radio. “Ogni giorno noi che siamo cristiani viviamo restando vigili. Dobbiamo vivere in modo da essere pronti per il ritorno di Cristo, e pregare affinché ciò avvenga. Ma dobbiamo anche gioire per ogni nuovo giorno, poiché ci è stato regalato un nuovo giorno per servire nostro Signore”.

Ma subito dopo ecco che la voce annuncia che potrebbero esserci nuove difficoltà finanziarie per Family Radio: “Vi prego di pregare per noi e di pregare per continuare a sostenere il nostro network cristiano che è totalmente sponsorizzato dagli ascoltatori. Abbiamo un grande bisogno di fondi per le attività quotidiane. Senza il vostro generoso sostegno in questo momento potremmo essere costretti ad affrontare alcune decisioni molto importanti. Confido che quelli di voi che apprezzano la nostra programmazione giornaliera saranno capaci di condividere generosamente nei mesi a venire”.

Nonostante la radio abbia evitato qualsiasi riferimento a Harold Camping, sarà necessario che s’inventi qualcosa di ugualmente clamoroso per riuscire a raccogliere i fondi di cui ha bisogno per continuare a diffondere nel mondo il suo verbo fondamentalista.

(fonte: Christan Post)


Continua a leggere..

Diamo i numeri: la fine del mondo e la numerologia della Bibbia

Nella foto, il manoscritto originale di Isaac Newton (conservato a Gerusalemme) in cui la data della fine del mondo è calcolata per il 2060.

Qualche secolo fa, quando il metodo scientifico non si era ancora affermato e si era lontani dall’immaginare che la Terra avesse 4,5 miliardi di anni e l’universo oltre 13, l’unico modo per cercare di capire quando Dio si era degnato di dire “sia la luce!” si basava sulla lettura della Bibbia. Nella Genesi non c’era nessuna data specifica, ma esiste una precisa genealogia che permette di calcolare quanti anni sono passati da Adamo fino, più o meno, alla nascita di Gesù. E poiché era opinione comune che Gesù fosse stato crocifisso nell’anno 33, c’erano i presupposti per riuscire a datare con esattezza il momento della Creazione. Nel 1650 il vescovo irlandese James Ussher convinse buona parte del mondo protestante che Dio aveva creato il mondo il 23 ottobre del 4004 a.C., alle nove del mattino. Gli ebrei non erano però dello stesso avviso: secondo i loro calcoli, il mondo era stato creato il 7 ottobre del 3761 a.C. Qualcuno azzardò anche una data più indietro nel tempo: il 5509 a.C. Fatto sta che la data di Ussher è oggi quella più accettata dai creazionisti, un gruppo di fondamentalisti cristiani degli Stati Uniti d’America che ancora oggi rifiutano le teorie darwiniane e le evidenze geologiche di un’origine del mondo datata oltre quattro miliardi di anni fa. Qualcuno però pensò bene che, se tramite la Bibbia era possibile calcolare la data della Creazione, poteva essere analogamente individuata la data della fine del mondo, dell’Armageddon (secondo la tradizione giudaica) o “Giudizio Universale” (secondo la tradizione cristiana). Certo, nel Vangelo di Marco Gesù Cristo, parlando del giorno del giudizio, era stato chiaro: “In quanto alla data e all’ora, nessuno la conosce, né gli angeli nel cielo né il Figlio, ma solo il Padre”. Ma gli esegeti della Bibbia non erano convinti: Gesù, dopotutto, intendeva probabilmente che non era possibile indovinare il giorno e l’ora esatti, ma nulla impediva che si riuscisse a calcolare l’anno e magari anche il mese della fine del mondo. Già all’epoca del tardo Impero romano e nell’alto medioevo, le teorie fioccarono.

Buona parte delle interpretazioni escatologiche (escatologia è un termine che viene dal greco éskhatos, “ultimo”, e si riferisce alle teorie sulla fine dei tempi) si fondavano sul Libro dell’Apocalisse di Giovanni. Qui si legge che Satana sarebbe stato imprigionato “per mille anni”, scaduti i quali il diavolo sarebbe tornato a essere “libero per un po’”. Ipotizzando che i mille anni avessero inizio dalla nascita di Cristo, intorno all’anno 1000 si diffuse in diverse parti dell’Europa una certa apprensione riguardo l’imminente giudizio finale. Ma non accadde nulla. Ancora prima, alcuni esegeti del primo cristianesimo avevano sostenuto che il mondo sarebbe durato 6000 anni: ciascuno dei sette giorni della Creazione durava mille anni, cosicché appariva ovvio che analogamente sarebbero passati 6000 anni prima del giudizio universale, a cui avrebbe fatto seguito la discesa sulla Terra della Gerusalemme celeste, per un altro millennio, al termine del quale ci sarebbe stata la fine del mondo. All’epoca era invalsa la tesi che fossero passati 5500 anni circa dalla Creazione, per cui l’apocalisse era fissata nel 500 d.C. Non accadde nulla, così Eusebio di Cesarea ricalcolò la nascita di Cristo stabilendo che fosse avvenuta 5199 anni dopo la Creazione: quindi, la fine del mondo venne prevista al termine dei seimila anni, intorno all’anno 800 (mese più mese meno).

Ma, oltre all’Apocalisse, c’è anche un altro riferimento nella Bibbia, questa volta nel Vecchio Testamento. Nel Libro di Daniele c’è una celebre profezia riguardo i regni che si sarebbero succeduti sulla terra. Il re babilonese Nabucodonosor, che all’epoca teneva in cattività gli ebrei, fece un sogno: una grande statua con la testa d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe e i piedi in argilla e in ferro. Daniele, un ebreo molto considerato per la sua saggezza, fu invitato a interpretare il sogno. Egli stabilì che l’impero babilonese era la testa d’oro, a cui avrebbe fatto seguito un regno d’argento, uno di bronzo (“che dominerà su tutta la terra”), un quarto regno “duro come il ferro”, ma che alfine si sarebbe diviso in due, di cui una parte più debole (l’argilla). Ma il sogno non finiva lì: il re aveva visto anche una pietra caduta dal cielo che colpiva i piedi della statua, facendola crollare: secondo Daniele, all’epoca del regno d’argilla Dio avrebbe messo fine ai regni degli uomini e instaurato il suo Regno, che sarebbe durato per sempre. Nel primo medioevo ci si convinse che il regno d’argento era quello persiano, il regno di bronzo quello di Alessandro Magno e dei greci, il regno di ferro l’Impero romano. Essendosi ormai diviso e indebolito, all’Impero romano erano seguiti i regni d’argilla, che pertanto sarebbero stati spazzati via molto presto. Non c’era che da attendere.

Ma l’attesa è proseguita fino a oggi. E, nonostante tutte le date ipotizzate siano passate senza problemi, c’è ancora chi continua a provarci. Nella prima metà del XIX secolo un ufficiale americano, William Miller, calcolò sulla base del Libro di Daniele e dell’Apocalisse che Cristo sarebbe tornato sulla Terra il 21 marzo 1844. Non accadde nulla, e Miller rifece i calcoli, fissando la data al 22 ottobre 1844. Nemmeno in quel caso ebbe fortuna. Ma, certamente, William Miller fece scuola. Harold Camping, un predicatore cristiano appartenente alla corrente evangelica fondamentalista, ha fatto gli stessi calcoli di Miller sostenendo che il Giorno del Giudizio sarebbe avvenuto il 21 maggio 2011. Camping, ottantanovenne ex ingegnere riciclatosi predicatore per l’emittente radio californiana “Family Radio”, è riuscito a racimolare ingenti fondi per pubblicizzare la data del 21 maggio: cartelloni pubblicitari al riguardo sono comparsi in tutta l’America e alcuni addirittura in Italia. Camping aveva previsto che, dopo il 21 maggio, sarebbero seguiti cinque mesi al termine dei quali, il 21 ottobre 2011, l’universo sarebbe stato distrutto in un Armageddon finale. Le date sono molto simili a quelle di Miller. Ma perché proprio queste? Seguiamo il suo ragionamento.

Harold Camping, pur essendo protestante, non accetta la data del 4004 a.C. fissata dal vescovo Ussher. Nel suo The Biblical Calendar of History del 1970, Camping datava la Creazione all’11013 a.C. e il Diluvio Universale al 4990 (secondo Ussher il Diluvio era invece avvenuto nel 2348 a.C.). Sostenne quindi che il mondo sarebbe finito nel settembre 1994. Ma, quando la data passò, la ricalcolò al 25 dicembre dello stesso anno. Per un po’, dopo la brutta figura, ebbe il buon gusto di non riprovarci. Ma circa un anno fa è tornato alla carica. Il folle calcolo di Camping è il seguente: Gesù è spirato sulla croce il 1° aprile del 33 (con buona pace dei biblisti oggi concordi nel retrodatare quest’avvenimento di alcuni anni), e quindi nel 2011 sono passati 1978 anni. Moltiplicando questo numero per la media dei giorni dell’anno (considerando anche gli anni bisestili), cioè per 365,2422, viene fuori 722.449. Aggiunte ora 51 a questa cifra, poiché dal 1° aprile (giorno dalla morte di Cristo) al 21 maggio passano 51 giorni. Viene fuori 722.500. Ebbene, questo numero è pari a 5 x 10 x 17 elevato al quadrato. Se la cosa non vi sconfinfera, è perché non avete la passione di Camping per la numerologia biblica. Secondo questa dottrina di dubbia origine, il numero 5 sta a indicare la redenzione, il numero 10 la completezza e il numero 17 il Regno di Dio. Dunque, 5 x 10 x 17 sta a significare la “completezza della redenzione”, cioè il Giorno del Giudizio, a cui fa seguito l’instaurazione del Regno di Dio in Terra. Non solo: se il Diluvio è avvenuto nel 4990, sono passati esattamente 7000 anni da allora! E dato che 7000 sono anche gli anni della Creazione (riprendendo la tesi per cui ogni “giorno del Signore” è pari a 1000 anni umani), tutto tornerebbe.

Difficile farsi convincere da questo ragionamento. Non foss’altro perché i calcoli di Camping vanno contro ogni evidenza scientifica e archeologica. Anche Isaac Newton si dilettava in questi calcoli, ma potrebbe anche essere giustificato tenendo conto che all’epoca nessuno sapeva che il mondo aveva oltre quattro miliardi di anni e l’universo circa quattordici miliardi. Newton riprendeva il Libro di Daniele e la profezia per cui l’Anticristo sarebbe giunto sulla Terra dopo “un tempo, più tempi e la metà di un tempo”. La tradizionale interpretazione medievale sosteneva che questa criptica formula significasse “un anno, due anni e metà di un anno”, ossia tre anni e mezzo, o meglio 42 mesi, o meglio ancora 1260 giorni. Nella profezia della statua dai piedi d’argilla, i deboli regni succeduti all’Impero romano sarebbero stati riuniti poco prima della fine. A capo di questo restaurato Impero romano sarebbe poi giunto l’Anticristo. Newton fissava la restaurazione dell’Impero romano all’anno 800, quando Carlo Magno si fece incoronare come sovrano del Sacro Romano Impero. E riprendendo la tesi per cui ogni giorno biblico in realtà è un anno, Newton calcolava 1260 anni dopo l’anno 800: 2060. Nel 2060, dunque, il Sacro Romano Impero crollerebbe e al regno dell’Anticristo seguirebbe il Giudizio universale. Peccato che Newton non poteva sapere che nel 1806 Napoleone avrebbe decretato lo scioglimento del Sacro Romano Impero. Per cui, l’intera tesi perde di consistenza (semmai ne avesse avuto una).

Ma aspettate. Un certo David Flynn ha pensato di tirar fuori qualcosa di buono dalla teoria di Newton. Flynn, un nome noto nel mondo del cospirazionismo e del catastrofismo americano, ricorda che Roma venne fondata, secondo la leggenda, nel 753 a.C. E, non si sa bene perché, la sua ri-fondazione spirituale dovrebbe essere fissata al 753 d.C. Sommando a questa data 1260, viene fuori il 2013. Suona familiare? Ma sì, dato che i Maya avrebbero predetto la fine del Grande Computo per il 21 dicembre 2012. Ed ecco che tutto torna, almeno se volessimo credere a questi calcoli. Ma la matematica non è un’opinione: lo sanno bene gli scienziati che qualche giorno fa hanno insignito Harold Camping e altri profeti di sventura del premio IgNobel 2011 per la matematica, il riconoscimento per le ricerche più inutili e improbabili. La motivazione? “Aver insegnato al mondo l’importanza di essere cauti quando si fanno previsioni e calcoli matematici”. Eppure, Harold Camping e i suoi emuli continuano a dare i numeri.

Prima edizione su Fanpage.it del 20 ottobre 2011


Continua a leggere..

La stampa italiana riscopre Harold Camping

I media hanno la memoria corta, nonostante ci si aspetti il contrario. Così, la stampa italiana ha improvvisamente riscoperto Harold Camping, il quasi-novantenne predicatore evangelico fondamentalista americano pochi giorni fa “insignito”, insieme ad altri profeti di sventura, del premio IgNobel 2011 per la matematica. Con i numeri, Camping continua a non andare d’accordo. Dopo aver più volte previsto apocalissi mai avvenute, era tornato alla carica quest’anno con un’imponente campagna pubblicitaria finanziata dalle donazioni degli ascoltatori di Family Radio, la potente emittente californiana che per anni ha funto da cassa di risonanza dei deliri di Camping. Questi, del resto, era stato chiaro: il 21 maggio 2011 ci sarebbe stato il giorno del giudizio. Ma la vera fine del mondo sarebbe avvenuta soltanto cinque mesi dopo, il 21 ottobre (anche se “Donna10.it”, facendo confusione, scrive che Camping avrebbe previsto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012: ma no, signore, quelli erano i Maya!)

Il 21 maggio è ormai passato senza nessun evento di rilievo. Camping, dopo alcune perplessità, aveva dichiarato che il giorno del giudizio da lui profetizzato era avvenuto in maniera spirituale, quindi non evidente ai nostri sensi. Ma Dio avrebbe già preso la sua decisione. Per tutti quelli che non sono stati pre-selezionati per il salvataggio in extremis, il 21 ottobre non ci sarà altro che la fine. Un terremoto finale distruggerà la Terra e infine l’intero universo deflagrerà.

Suonerebbe spaventoso se non fosse una storia vecchia. È noto che Camping abbia calcolato queste date attraverso incomprensibili circonvoluzioni matematiche basata su una lettura letterale della Bibbia, secondo la quale il mondo ha avuto inizio il 23 ottobre del 4004 a.C. Questo tipo di esercizio pseudo-matematico è già stato tentato da molti altri profeti di sventura, fino a oggi senza esiti di sorta. Non è quindi chiaro perché proprio Harold Camping, un ex ingegnere che si è poi riciclato nel ruolo di predicatore (che in America frutta parecchi soldi), debba azzeccarci. Anche perché, con buona pace dei teocon americani, il mondo non è iniziato nel4004 a.C. ma quattro miliardi e mezzo di anni fa (e l’universo “appena” 13,7 miliardi di anni fa).

Se tutto va bene, comunque, questa dovrebbe essere davvero l’ultima sparata di Harold Camping. Colpito da un ictus agli inizi di giugno, è ora ritornato a casa dopo un lungo ricovero ma la sua situazione sanitaria resta precaria. Anche augurandogli di campare a lungo, resta il fatto che Family Radio ha deciso di non mandare più in onda le sue quotidiane predicazioni. E dopo il 21 ottobre è auspicabile che Harold Camping non abbia più un microfono con cui far risuonare le sue assurde profezie.  


Continua a leggere..

Harold Camping torna a parlare: “Il 21 ottobre sarà davvero la fine”

Torna a farsi sentire Harold Camping, il predicatore cristiano fondamentalista che aveva annunciato il giorno del giudizio per lo scorso 21 maggio. Colpito da un ictus subito dopo, Camping è rimasto ricoverato a lungo e ora la sua voce è tornata sul sito dell’emittente californiana “Family Radio” dalla quale in precedenza aveva diffuso le sue apocalittiche previsioni: “C’è stato un grande cambiamento, ed è che ho potuto lasciare l’ospedale e vivere di nuovo adesso con la mia cara moglie a casa e ciò è davvero molto, molto confortante e piacevole per me”, annuncia Camping, che chiarisce la necessità di continuare la difficile riabilitazione nei prossimi mesi.

Ma essere scampato alla morte non ha impedito al novantenne predicatore di restare fermo nelle sue convinzioni: “Credo che ci stiamo davvero avvicinando alla fine”, comincia. E non è difficile capire dove voglia arrivare: “… l’evento tremendo che è avvenuto il 21 maggio di quest’anno finirà probabilmente il 21 ottobre, che verrà molto presto”. Questa data “sarà la fine definitiva di tutto”, precisa. Dopo una serie di chiacchiere bibliche, Camping ci tiene a confortare gli ascoltatori: “I vostri bambini e i vostri cari moriranno tranquillamente” e “i veri credenti conquisteranno il nuovo cielo e la nuova terra”.

Camping precisa di aver rifatto i calcoli e di non aver cambiato idea: “La fine sta davvero arrivando, probabilmente entro il prossimo mese [ottobre]. Se avverrà, sarà il 21 ottobre”. Dopodiché, annuncia che probabilmente non seguiranno altri messaggi prima della fine: “So che il mio lavoro è stato fatto. Addio e che Dio benedica tutti voi”.

Harold Camping, ‘insignito’ qualche giorno fa del Premio IgNobel 2011 per la matematica, insieme ad altri profeti di sventura, per le sue predizioni apocalittiche mai avverate, ha insomma deciso di candidarsi anche per l’edizione 2012. Resta da vedere se sopravvivrà.


Continua a leggere..

Le profezie sulla fine del mondo sono veramente dannose?

Traduciamo in esclusiva per “Osservatorio Apocalittico” questo articolo apparso il 25 luglio su Health News Digest: “Do End of the World Prophecies Cause Real Harm?“.

Come professore di fisica, il dottor Christopher Keating* sa che il mondo non finirà tanto presto. Ma ciò non vuol dire che il mito dell’apocalisse non possa causare danni.

“Ho sentito la tesi secondo cui le predizioni fatte da profeti dell’apocalisse come Harold Camping sono innocue perché la maggioranza delle persone le ignorerebbe. Eppure, molte persone si sono dissanguate finanziariamente a causa della profezia di Camping sul giorno del giudizio che sarebbe avvenuto il 21 maggio. In passato, simili predizioni hanno anche portato gente al suicidio. È difficile stare a guardare mentre la gente viene danneggiata da persone come Camping”, sostiene Keating, autore di Dialogues on 2012: Why The World Will Not End (“Dialoghi sul 2012: perché il mondo non finirà”), www.dialogueson2012.com. “Scienza e religione sono state entrambe sfruttate in modo indebito da parte dei profeti di sventure per promuovere l’idea che il mondo finirà in ottobre, nel 2012 o nella prossima immancabile data. C’è sempre un nuovo pazzo che pensa di avere tutte le grandi risposte. Vorrei ci fosse un modo per convincere il pubblico che queste persone stanno mettendo in giro queste idee soltanto per ottenere fama e profitti. Basta guardare Camping. Egli aveva originariamente predetto che il giorno del giudizio sarebbe avvenuto nel 1993, e le persone gli crederono. Ora, sebbene avesse sbagliato la volta scorsa, la gente stupidamente lo ha seguito di nuovo!”.

La prossima grande profezia ruota intorno all’antica predizione dei Maya secondo la quale il 21 dicembre 2012 sarà il giorno della fine del mondo. Keating ritiene che la data sia sbagliata alla stregua di quella di Camping. “Le dichiarazioni riguardo il 21 dicembre 2012 sono invenzioni senza nessuna evidenza o fondamento scientifico”, dice Keating. “Il mondo sarà ancora qui il 22 dicembre 2012. La base per la profezia del 2012 proviene da un calendario attribuito ai Maya, ma il calendario non è dei Maya. Fu sviluppato più di mille anni prima dell’ascesa della civiltà Maya ed era già ben consolidato prima che i Maya comparissero sulla scena”.

Inoltre, Keating sottolinea che i Maya non erano necessariamente le persone più qualificate per fare qualsiasi tipo di predizioni. Benché il mistero della fine della civiltà Maya sia affascinante, i Maya non erano la civiltà avanzata che qualcuno descrive. “I Maya non possedevano nessun potere o conoscenza speciale che avrebbe permesso loro di fare qualsiasi tipo di predizione. Non erano una civiltà illuminata. Ricorrevano a violenze terribili, inclusi orribili sacrifici umani, frequentemente preceduti da torture. I corpi delle vittime erano gettati nelle loro sorgenti di acqua potabile. Non avevano nemmeno la ruota. Com’è possibile che questa cultura sia considerata tanto intelligente da essere stata capace di predire la fine del mondo?”.

La differenza tra l’ultima debacle di Camping e la profezia sul 2012 sta nel fatto che Keating ritiene che i profeti di sventure del 2012 stiano manipolando la scienza per sostenere le loro folli dichiarazioni. “Camping usava bizzarre tesi numerologiche per ottenere la sua data. I sostenitori del 2012 stanno utilizzando false argomentazioni e cattiva scienza. A titolo di esempio, le recenti notizie riguardo la cometa Elenin hanno messo in agitazione tutti i catastrofisti. La cometa Elenin è una piccola cometa che è attualmente oltre due volte più lontana dalla Terra del Sole, ma alcuni sostenitori della profezia dichiarano che sarà responsabile di terremoti e di uno spostamento dell’asse terrestre. Fondamentalmente, la gente ha bisogno solo di usare un po’ di buon senso quando sente queste storie sulla fine del mondo. Se le persone facessero solo una piccola ricerca per conto proprio, potremmo presto mandare in fallimento i profeti di sventure e prevenire molti danni. Sarebbe bello se la scienza ricevesse dal pubblico la stessa attenzione di queste false predizioni”.

* Christopher Keating è docente di fisica con vent’anni di esperienza nella fisica del plasma spaziale con diverse pubblicazioni scientifiche all’attivo. La sua esperienza come insegnante comprende corsi universitari di fisica, astrofisica e astronomia. È stato impiegato per oltre trent’anni nella Marina USA, lavorando principalmente come analista per l’intelligence navale.


Continua a leggere..

Spara al collega che non credeva nel giorno del giudizio

Un operaio dell’Oregon di 39 anni, in carcere dopo aver sparato a un suo collega di lavoro lo scorso 24 giugno, avrebbe compiuto l’insano gesto per punire la vittima rea di aver sbeffeggiato la sua fede nella profezia di Harold Camping sul giorno del giudizio. Dale O’Callaghan aveva sparato al collega 33enne della LHM Hydraulics, Jerry Andrews, ferendolo a una spalla e definendolo “un seguace di Satana”. Ora gli inquirenti stanno seguendo la pista che porta alle farneticanti convinzioni religiose di O’Callaghan. La madre dell’uomo ha infatti confermato che il figlio era convinto di essere tra i pochi prescelti da Dio per essere salvati e portati in cielo il 21 maggio scorso, di moda da sfuggire alle tribolazioni che avrebbero anticipato l’apocalisse finale. Dopo che la previsione di Camping si è rivelata falsa, O’Callaghan è stato oggetto di sberleffi da parte di altri operai della sua compagnia. Da qui, l’improvviso alterco finito male: per fortuna la vittima è stata giudicata guaribile in poche settimane.

(fonte: Christian Post)

 

 


Continua a leggere..

Chiude il programma radio di Harold Camping

Il predicatore Harold Camping, ancora ricoverato per un ictus che lo ha colpito agli inizi del mese, chiuderà la trasmissione del suo programma radio Open Forum sull’emittente “Family Radio” alla fine di giugno. Ogni sera nel suo programma Camping rispondeva alle domande dei suoi ascoltatori, su temi legati a una lettura fondamentalista della Bibbia. Lo scorso 9 giugno l’ottantanovenne annunciatore del giorno del giudizio è stato colpito da un ictus, ma le trasmissioni sono continuate mandando in onda le puntate già registrate da Camping tra il 23 maggio e, appunto, il 9 giugno. Dopodiché, ha annunciato Judi Rathbone di “Family Radio”, in quella fascia oraria sarà trasmesso un altro programma. Secondo quanto si apprende, Harold Camping starebbe migliorando ma le sue capacità di espressione orali sarebbero state parzialmente compromesse dall’ictus. Ora è stato trasferito dall’ospedale di Oakland in una casa di cura dove ha iniziato la riabilitazione. A renderlo noto è stato il presidente di “Family Radio” con un post sul sito Internet dell’emittente.

(fonte: Christian Post)

 


Continua a leggere..

Harold Camping colpito da un ictus: presto il suo giorno del giudizio?

Un ictus ha colpito l’ottantanovenne Harold Camping, fondatore di “Family Radio”, dalle cui antenne era iniziata la campagna del giorno del giudizio prevista per lo scorso 21 maggio. Nella sera di giovedì scorso Camping si è sentito male nella propria casa di Alameda, vicino Oakland, in California, dove si trova l’emittente radiofonica, ed è stato portato al più vicino ospedale. La notizia è stata resa nota da Charlie Menut, manager di “Family Radio” sul suo gruppo Yahoo! Un anonimo vicino di casa di Harold Camping, che ha confermato il ricovero ospedaliero d’urgenza nella notte di giovedì, avrebbe parlato con la moglie di Camping, Shirley, il giorno dopo: la donna avrebbe rassicurato su un leggero miglioramento del marito, che resta comunque ricoverato in prognosi riservata.

(fonte: CBS News - San Francisco Chronicle)

 


Continua a leggere..
 
Page 1 of 3123»