Dietro il mito del 2012: come nasce il marketing dell’apocalisse

joseph_2012Com’è che da un giorno all’altro abbiamo scoperto che il calendario Maya finiva il 21 dicembre 2012 e che questa data poteva coincidere con qualche evento a noi sconosciuto che avrebbe provocato la fine del mondo? Se ci pensiamo, a cavallo del nuovo secolo tutta l’attenzione era concentrata sul millennium bug, sulle quartine di Nostradamus e sul vecchio adagio “mille e non più mille”. Dei Maya nessuno sapeva nulla. In realtà già alla fine degli anni Ottanta alcuni scrittori di New Age e fanta-archeologia iniziarono a battere sul tasto del 2012. Pochi li presero in considerazione, finché nei primi anni del nuovo secolo non è nata una vera e propria macchina del marketing che ha cercato di trarre il massimo profitto dalla “più grande profezia di tutti i tempi”, corroborata da prove archeologiche e astronomiche, almeno secondo i suoi sostenitori. E culminata con il blockbuster del regista hollywoodiano Roland Emmerich dal titolo 2012, un film che ha incassato circa 800 milioni di dollari – dvd esclusi.

Nel 1987 José Arguelles era nei guai. Leader di un movimento sostenitore dell’idea di un’imminente Convergenza Armonica che avrebbe aperto la strada a una nuova era di spiritualità, aveva fissato il grande evento per quell’anno, in coincidenza con uno straordinario allineamento dei pianeti del Sistema Solare. Convinse decine di migliaia di persone a dedicarsi alla meditazione, ma sembrò non succedere nulla. Così, Arguelles decise di puntare tutto su un’altra data, proveniente dalla grande tradizione mesoamericana. Avendo un dottorato in storia dell’arte, sapeva qualcosa sull’archeologia dei Maya e sul 2012. Così, nel 1987, uscì The Mayan Factor, il primo bestseller che riscopriva la fine del calendario Maya e prevedeva per il 2012 un grande evento. Niente fine del mondo, ok. Ma ci stiamo arrivando.

Circa vent’anni prima, uno studioso di archeologia sumera, Zecharia Sitchin, pensò di diventare famoso scrivendo bestseller. Ci riuscì: il suo Il dodicesimo pianeta (oggi in tutte le librerie con il titolo Il pianeta degli dei) proponeva un’interpretazione singolare della mitologia sumera, apparentemente sostenuta da prove archeologiche, secondo la quale al tempo delle antiche civiltà mesopotamiche sarebbero giunti sulla Terra esseri extraterrestri, abitanti del pianeta vagabondo Nibiru (nome di una delle divinità sumere), che ogni 3600 anni entra nel Sistema Solare e si avvicina al nostro pianeta. Il popolo di Nibiru assoggettava periodicamente gli esseri umani, allo scopo di ottenere oro. Sitchin si spinse a sostenere addirittura che gli stessi abitanti di Nibiru avessero creato la razza umana. Ma non parlò mai di un loro desiderio di distruggere il mondo, pur mettendo in guardia sulla loro prossima venuta, che calcoli alla mano fu fissata nel 2900.

Molti lettori entusiasti di Sitchin pensarono che la data fosse molto lontana. Una signora, Nancy Lieder, che sosteneva di essere in contatto telepatico con gli extraterrestri del sistema di Zeta Reticuli e aveva fondato un sito web molto seguito, dichiarò di aver appreso da loro che Nibiru sarebbe tornato nel 2003. La perturbazione gravitazionale avrebbe prodotto l’inversione dei poli magnetici con conseguenti sconquassi che avrebbero ucciso buona parte dell’umanità. Ebbe molto seguito, ma nel 2003 non accadde nulla. Nancy Lieder ebbe allora l’idea geniale: sostenere che il pianeta X era in ritardo ma che sarebbe giunto al suo catastrofico appuntamento nel 2012. Ma perché scegliere quella data e collegarla alle teorie strampalate di Zecharia Sitchin?

Nel 1995 il giornalista Adrian Gilbert pubblicò Le profezie dei Maya. Gilbert stava seguendo il fiorente filone di fanta-archeologia che aveva portato fortuna ad autori come Sitchin, l’inglese Graham Hancock (celebre per il suo libro sull’Arca dell’Alleanza individuata in Etiopia) e l’egittologo Robert Bauval. Con Bauval, Gilbert aveva sostenuto la teoria della correlazione di Orione secondo cui le piramidi di Giza erano allineate con le tre stelle della cintura di Orione, cosa che ne avrebbe comportato una retrodatazione a circa il 10.000 a.C. e a un’attribuzione ben diversa: non erano stati i faraoni, ma i discendenti di Atlantide a costruire le piramidi, forse con lo scopo di dirci qualcosa sulla loro origine extraterrestre. Abbandonando gli egiziani (ma solo per poco), Gilbert recuperò i Maya e in quel libro del ’95 parlò della fine del loro calendario. Fu il primo importante riferimento al 21 dicembre come possibile fine del mondo.

Due anni dopo, gli americani che leggevano la popolare serie di fumetti della DC Comics Gli invisibili scoprirono la data del 21 dicembre 2012. Nelle storie a fumetti, ambientate in un futuristico 2012, si raccontava di alieni che controllano segretamente la razza umana e di un gruppo clandestino che li combatte, gli Invisibili (idee riprese dallo scrittore David Icke, che nei suoi libri sostiene che i leader della Terra siano alieni rettiliani sotto mentite spoglie). Nel numero del maggio 1997 venne fatto il primo riferimento al  21 dicembre 2012, data in cui gli alieni si sarebbero rivelati, distruggendo il pianeta. Il fumetto citava come reference un guru New Age che faceva furore in quegli anni negli States, Terence McKenna, cresciuto a suon di cannabis e LSD, sostenitore dell’idea che nel 2012 sarebbe sorta una singolarità che avrebbe comportato “l’ingresso della nostra specie nell’iperspazio, la fine delle leggi fisiche e il rilascio della mente dentro l’immaginazione” (McKenna morì nel 2000 con il cervello ormai bruciato). L’immaginario americano scoprì così il 2012 e ne rimase impregnato. In una storica puntata della serie-cult X-Files, Mulder e Scully scoprono negli archivi segreti americani che la data dell’invasione extraterrestre è prevista per il 21 dicembre 2012. Era il 2002 e la frittata era ormai fatta.

Nel 1997 il giornalista Michael Drosnin aveva pubblicato un libro destinato a un grande successo, Codice: Genesi. Recuperando tesi fanta-archeologiche e ipotesi sul ruolo degli extraterrestri nella nascita del genere umano, Drosnin affermava di aver scoperto un codice nascosto nella Bibbia. Lo avrebbe usato per prevedere l’attentato che uccise il premier israeliano Rabin nel 1995 e la vittoria di Bush jr. nelle elezioni del 2000. Inizialmente, Drosnin aveva previsto la fine del mondo per il 2006. Poi, guarda caso proprio nel 2002, pubblicò un seguito al suo libro, Codice Genesi 2: il conto alla rovescia, nel quale sosteneva che nel 2010 e nel 2012 il pianeta sarebbe stato colpito da due comete, provocando la distruzione del genere umano. È tutto scritto nella Bibbia, gente!

Tra coloro che hanno seguito a lungo il filone apocalittico legato al 2012, c’è anche il canale satellitare History Channel. Già nel 2006 veniva prodotta la serie La fine dei giorni, seguita nel 2007 dal documentario I sette segni dell’apocalisse e l’anno successivo da Nostradamus 2012. Il grande successo di queste serie convinse i produttori a puntare molto sulla paura della fine del mondo. Nel 2009 venne mandato in onda Apocalisse 2012, che batté tutti i precedenti record di audience, venendo riproposto anche negli anni successivi. Pochi mesi fa, negli USA e in Europa (in Italia tramite Mondadori), History Channel è sbarcata anche in libreria con un tomo che ha venduto milioni di copie, Le grandi profezie della storia, che raccoglie su stampa le conclusioni dei documentari con un forte accento sul 2012. Il documentario Apocalisse 2012 aveva avuto come consulente Lawrence Joseph, ex ingegnere aerospaziale messosi in proprio e trasformatosi improvvisamente in convinto assertore dell’imminente fine del mondo. Mettendo insieme una serie di apparentemente inoppugnabili prove scientifiche, nel 2007 Lawrence Joseph pubblicò Apocalisse 2012, subito divenuto un bestseller da milioni di copie. L’anno prima, Adrian Gilbert aveva pubblicato un nuovo libro, La fine del tempo, in cui rilanciava la tesi dell’apocalisse nel 2012.

Il resto è storia nota. Davanti a vendite di milioni di copie, un regista come Roland Emmerich, così sensibile a temi come le invasioni extraterrestri (nel 1997 aveva firmato Independence Day) e le catastrofi apocalittiche (L’alba del giorno dopo nel 2004), non poteva restarsene con le mani in mano. Chiamò Lawrence Joseph, che fu felicissimo di prendere una bella parcella per aiutare gli sceneggiatori a scrivere un film sulla fine del mondo. Il successo di 2012 fu tutto nella sua straordinaria campagna pubblicitaria. Nella tagline promozionale si leggeva “Cerca 2012 su Google”. Un invito che attirava la curiosità di coloro che del 2012 non avevano ancora sentito parlare. Scoprirono invece che c’erano siti, forum, libri e teorie di tutti i tipi che fissavano per quell’anno qualcosa di clamoroso. Così, il successo del film fu assicurato e, allo stesso tempo, l’idea che ci fosse qualcosa di vero sul 2012 – Google insegna – prese piede nel largo pubblico anche in Europa e in Italia, dove le puntate di Voyager di Roberto Giacobbo e il suo fortunato libro 2012. La fine del mondo? edito da Mondadori nel 2009 (150mila copie venduto solo nel primo anno in Italia) hanno fatto il resto.


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La cometa Ison rilancia le teorie su Nibiru

Lo scorso 22 settembre è stata ufficialmente annunciata la scoperta di una nuova grande cometa, battezzata “Ison” dal nome del network di astrofili con base in Russia che ne ha permesso la scoperta. Attualmente intorno all’orbita di Giove, Ison non comporterà rischi per la Terra ma dovrebbe regalarci uno spettacolo straordinario. Se infatti sopravvivesse al calore del Sole, che ne potrebbe provocare lo scioglimento come già accaduto lo scorso anno per la più piccola cometa Elenin, la Ison potrebbe essere visibile nei nostri cieli tra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014, con una magnitudine negativa, superiore anche di dieci volte a quella di Venere e forse persino alla Luna piena. Uno spettacolo raro che renderebbe la Ison una delle comete più belle degli ultimi anni, anche se gli astronomi mettono le mani avanti chiarendo che bisognerà attendere per verificare che Ison non vada incontro a una sublimazione dovuta all’incontro ravvicinato con il Sole.

Intanto  però sui siti catastrofisti Ison è già diventata la nuova nemesi del 2013. Il fatto che alcuni astronomi stiano valutando la possibilità che si tratti di una cometa già apparsa in passato, la Grande Cometa del 1680, ha fatto destare il sospetto tra i sostenitori dell’ipotesi Nibiru che Ison altri non sia che il temuto pianeta X, ormai entrato nel nostro sistema solare dopo una lunghissima orbita intorno al Sole. L’apocalisse prevista per il dicembre di quest’anno sarebbe allora posticipata di un solo anno, forse un banale errore di calcolo dei Maya o un lieve ritardo per i temibili alieni Anunnaki che abiterebbero Nibiru. A queste ipotesi fantasiose si associano quelle di chi ha già ripreso in mano le quartine di Nostradamus. Nella VI centuria, quartina 6, il veggente declama: “Apparirà verso il Settentrione / Non lungi dal Cancro la stella capelluta: / Susa, Siena, Boece, Eretrion, / Morirà di Roma grande, la notte dispersa”. Il fatto che la cometa Ison sia stata avvistata nella costellazione del Cancro ha subito ridestato interesse verso questa quartina assai poco chiara, come tutte quelle di Nostradamus. Altri hanno fanno notare che, se la Ison fosse la stessa cometa apparsa nel 1680, la sua orbita sarebbe di 333 anni, la metà esatta dell’infausto numero apocalittico 666. Insomma, ce n’è abbastanza da star sicuri di una cosa: ne sentiremo molto parlare nei prossimi mesi.


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Arriva il Pianeta X, militari via dalle coste USA: parola di speaker radiofonico

John Moore è un conduttore radiofonico canadese che crede alla storia di Nibiru fin dagli anni ’80. Probabilmente è l’unico che ci crede ancora in tutto il mondo, visto che del fantomatico Pianeta X che doveva farsi vivo quest’anno non ce n’è traccia. Mentre i più convinti assertori dell’ipotesi Nibiru cominciano a negare tutto, sostenendo che Sitchin – lo studioso di sumerologia e fanta-archeologia che per primo ne teorizzò l’esistenza – non aveva mai parlato del 2012, Moore rilancia la posta. A quanto afferma nelle sue più recenti puntate diffuse anche sul web (dove sono diventate l’estremo appiglio per i catastrofisti), il Pianeta X farà il suo ingresso nel sistema solare a settembre. In un recente meeting con diversi esponenti dell’esercito, il governo USA avrebbe predisposto un piano per l’evacuazione dei militari dalle coste americane e dal Golfo del Messico. Aree che verrebbero allegate da qui a sei mesi dall’arrivo di Nibiru e dagli effetti che produrrebbe, tra cui verosimilmente la caduta di asteroidi sulla Terra. La fonte delle notizie di Moore è un soldato che vuole restare anonimo. A sostegno della sua tesi, c’è solo una mappa (potrebbe averla fatta chiunque) delle aree che saranno inondate. La data limite per questa ennesima “profezia” è il 20 settembre: per allora, la Terra dovrebbe essere stata scossa a puntino da immani catastrofi, precursori dell’arrivo di Nibiru. Il caldo estremo di questi giorni ne sarebbe una prova, per quanto sia estremamente difficile immaginare come un corpo celeste non ancora entrato nel nostro sistema solare possa addirittura influenzare il nostro clima. L’ennesimo calderone di deliri pseudoscientifici, insomma, a cui solo un pazzo potrebbe credere.

(fonte: Segni dal Cielo)


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La NASA torna a rassicurare: “Niente fine del mondo nel 2012″

Non è la prima volta che la NASA getta acqua sul fuoco alimentato dai catastrofisti, smentendo le tantissime bufale astronomiche a sostegno della profezia apocalittica del 2012. Questa volta sul sito della NASA è stata pubblicata una vera e propria FAQ, come in gergo si definisce la serie di domande frequenti a cui si risponde una volta per tutte. Un buon modo, per l’ufficio comunicazione dell’Agenzia spaziale americana, di evitare di rispondere quotidianamente alle preoccupazioni del pubblico, potendo rimandare ora alle risposte definitive pubblicate sul sito.

Non succederà niente di grave nel 2012, precisano dalla NASA: la Terra se l’è cavata per quattro miliardi di anni e nulla porta a credere che proprio ora debba arrivare la fine del mondo. Gli scienziati ricordano che la profezia di un pianeta chiamato Nibiru che si starebbe dirigendo verso la Terra prevedeva già il suo arrivo nel 2003 ma, essendo fallita, è stata “rimandata” al 2012, proprio come le profezie di Harold Camping. E i Maya non c’entrano: “Il calendario Maya finisce come finisce il calendario che ognuno di noi ha in cucina”, spiegano dalla NASA. “Il 21 dicembre 2012 termina il lungo computo calcolato dai Maya, ma il giorno dopo ne inizierà un altro”. Smentita anche la teoria degli allineamenti, soprattutto quella che vuole che il 21 dicembre 2012 la Terra e il Sole si allineino con il centro della Via Lattea in un evento di estrema rarità: in realtà, tale allineamento avviene ogni anno il solstizio d’inverno senza alcuna conseguenza. Inutile preoccuparsi per Nibiru o altri corpi celesti: se pianeti del genere fossero in rotta verso la terra “gli astronomi lo saprebbero da almeno dieci anni”. Stessa cosa per i meteoriti: quelli più piccoli possono sfuggire ai controlli, ma sono anche poco pericolosi. I meteoriti capaci di produrre danni catastrofici sono molto rari e nessuno di essi si avvicinerà alla Terra nel corso del 2012. Infine, una rilevante smentita riguardo l’ipotetica tempesta solare prevista per il prossimo anno. “Il prossimo periodo di massima attività solare sarà tra il 2012 e il 2014″, spiegano gli astrofisici, “ma non succederà nulla che non sia già avvenuto in passato”, in quanto l’attività solare segue un andamento ciclico che, nonostante alcune variazioni, si ripete ogni 11 anni.

(fonte: NASAFamiglia Cristiana)

 
 
 

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Strani oggetti su Google Sky

Da qualche giorno, su google sky, se si cerca il pianeta Mercurio e si sceglie la modalità ad infrarossi, alle coordinate 9h47m56.0s 13° 8′ 37.2” è visibile un oggetto enorme che emana una grande energia.

Un amico catastrofista sostiene che si tratti della cometa Elenin (anzi no, del pianeta/nana bruna Nibiru) che sta avvicinandosi pericolosamente alla terra.

Vorrei sapere cos’è veramente quell’oggetto e perchè è visibile soltanto in modalità infrarossa.

Grazie

Mariachiara Paone

Ciao Mariachiara

Sono in grado di rispondere solo a metà della tua domanda.

Google Sky non visualizza il cielo in tempo reale. Le immagini all’infrarosso sono del 1983 e furono scattate durante il censimento del cielo all’infrarosso fatto dal satellite IRAS. Dunque la prima parte della risposta è che sicuramente non si tratta della Elenin o di Nibiru e non è nemmeno una nana bruna (se ti va leggi le mia FAQ sulla cometa Elenin). Qualunque cosa sia, era lì già nel 1983.

Per rendertene conto puoi dare un’occhiata qui: http://skyview.gsfc.nasa.gov/cgi-bin/skvadvanced.pl. E’ uno strumento per interrogare tutti i database pubblici di censimenti del cielo alle varie lunghezze d’onda.

Inserisci nella casella “Coordinates or source” le tue coordinate in questa forma: “9 47 56.0, 13 8 37.2″ (senza virgolette e separati da una virgola).

Poi, nella parte inferiore, seleziona dai menù a tendina le raccolte di immagini che ti interessano. Per il tuo oggetto vanno bene le IRAS e le IRIS (che sono una rielaborazione delle precedenti) dall’elenco “Infrared”. Puoi selezionarne anche diverse per volta. Eventualmente puoi impostare una scala di colori al posto del bianco e nero in “Other options“. Clicca su “Submit request” attendi qualche istante.

La cosa interessante è che quell’oggetto molto luminoso nell’infrarosso non ha una controparte ottica. Il altri casi le spiegazioni su strani intrusi nelle immagini astronomiche sono piuttosto banali (vedi “la bufala delle tre astronavi in rotta verso la terra“) ma in questo caso non sembrerebbe essere un disturbo di ricezione, visto che appare in tutte e quattro le lunghezze d’onda su cui operava IRAS e parrebbe avere un aspetto piuttosto regolare. Non so cosa sia, ma ho scritto a uno dei responsabili del progetto IRIS (l’indirizzo è disponibile sul sito). Se mi risponderà aggiornerò senz’altro questa pagina!


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La Russia costruisce 5000 rifugi per difendersi dalla cometa Elenin?

A Mosca sarebbero in costruzione 5000 rifugi antiatomici.

La cometa Elenin è stata scoperta da Leonid Elenin, russo, e passerà vicino alla Terra entro la fine di quest’anno, allineandosi col Sole come già aveva fatto in occasione del terremoto in Giappone. Sarà questo il motivo per cui i russi hanno deciso di costruire tanti rifugi?

Chi conosce il mio blog sa già come la penso su terremoti e comete e su certe coincidenze tirate per i capelli (o meglio per la chioma, trattandosi di comete). Proviamo però a consultare Google cercando “russia shelters elenin” (clicca qui): ben 141.000 risultati. Oppure cerchiamo “Moscow shelters elenin” (clicca qui): altri 50.000 risultati. Ma la colpa potrebbe essere di Nibiru? Cerchiamo “Russia shelters Nibiru” (clicca qui): oltre 550.00 risultati. Possibile che sia veramente così?

Non diciamo sciocchezze. La notizia della costruzione di nuovi rifugi sulla stampa occidentale è di luglio 2010: “Moscow arms against nuclear attack” (RT Question more). La cometa è stata scoperta quasi un anno dopo, nel dicembre 2010.

Già all’epoca di questo annuncio dell’appalto i soliti siti catastrofisti specularono sul fatto che i rifugi sarebbero stati pianificati per la “fine del mondo nel 2012″. Ovviamente nessuno di costoro andò a verificare la fonte della notizia, un annuncio su un’agenzia russa (Lenta). Qui l’articolo in russo: http://lenta.ru/news/2010/07/12/vaulttec/. Il traduttore di Google funziona sufficientemente bene per capire cosa dice l’articolo, che riporto qui corretto degli strafalcioni automatici più evidenti:

Moskomarkhitektura (il comitato moscovita per l’edilizia e l’urbanistica) svilupperà un modello di rifugi per la protezione civile. Lo riporta RIA Novosti oggi, 12 luglio (2010).

Le autorità di Mosca hanno già dato il mandato agli architetti. Si prevede che nel 2011-2012 sarà pianificata l’installazione a Mosca di 5000 rifugi prefabbricati. Secondo il comitato, con lo sviluppo di un modello di rifugio la pianificazione e la costruzione di queste difese per la popolazione civile sarà del 10-15% più rapido.

Il mandato firmato dal sindaco Yuri Luzhkov per la fornitura di strutture ricettive per la Protezione Civile a Mosca, prevede che i rifugi verranno costruiti sotto edifici residenziali, centri commerciali, impianti sportivi, monumenti, garage sotterranei, aeroporti ed altre strutture. Il mandato prevede che le imprese e i proprietari degli edifici saranno responsabili della disponibilità dei rifugi e del loro mantenimento.

Nel 2001 divenne chiaro che i rifugi della città, in caso di necessità, avrebbero potuto ospitare solo poco più della metà dei moscoviti. Questo in parte è dovuto al fatto che centinaia di questi complessi, a partire dal 1990, erano stati venduti ad imprese private e trasformati in magazzini e uffici. Inoltre i rifugi esistenti sono stati costruiti prima del 1980 e non sono più adatti a ricevere persone. Per risolvere la situazione era stato proposto di obbligare le imprese private a costruire i rifugi per conto proprio.

Interessanti quanto l’articolo sono i link a fondo pagina, dove si riportano notizie degli anni precedenti:

- I rifugi in città sono in grado di salvare solo la metà dei moscoviti (Lenta.ru, 2005/10/25)

- A Mosca si costruirà un nuovo rifugio (Lenta.ru, 2003/10/29)

- Luzhkov ha ordinato la costruzione di un rifugio antiaereo (Lenta.ru, 2001/05/21)

Non solo la notizia è vecchia, ma la pianificazione di questo tipo di opere era già in atto in tempi assolutamente non sospetti.

In ogni caso decidiamoci: i rifugi serviranno per la fine del mondo del 2011 per colpa della cometa, per la fine del mondo del 2012 per colpa dei Maya, per la fine del mondo per colpa di Nibiru o magari per la fine del mondo del 2013 per colpa della supertempesta solare?

In ogni caso andrà male per chi cercherà di sfuggire alla fine del mondo di turno perché i rifugi non saranno costruiti in tempo: entro il 2012 sarà solo pianificata l’installazione di 5000 rifugi prefabbricati (basati su un modello che sveltirà e renderà più economica la messa in sito), che serviranno per integrare e svecchiare l’obsoleto apparato di difesa civile attuale risalente a prima del 1980 e del tutto insufficiente per la popolazione moscovita. E dire che i catastrofisti avevano avvertito…

Per rispondere alla domanda iniziale, i 5000 rifugi antiatomici si farebbero dunque a causa della cometa? La causa non potrebbe, per puro caso, dipendere dal fatto che tutto sommato la Russia è ancora la seconda potenza nucleare al mondo? E che magari il vero pericolo è che ancora esistano delle testate nucleari e non sciocchezze come Nibiru, la profezia Maya o gli isterismi della cometa di turno?

(fuffologia.wordpress.com)


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Un’altra Terra nei nostri cieli (ma solo al cinema)

Uno scenario che tanti catastrofisti si aspettano per il 2012: un nuovo pianeta che improvvisamente compare nei nostri cieli, foriero di terribili disastri. È Nibiru? No, una seconda Terra, gemella della nostra. È il plot di Another Earth (“Un’altra Terra”), film d’esordio di Mike Cahill, di cui è regista e sceneggiatore. Film intimista, in cui l’aspetto fantascientifico funge da affascinante sfondo per una drammatica storia d’amore: quella tra Rhoda, brillante ricercatrice del MIT, aspirante cosmologa, e John, compositore dalla prestigiosa carriera. Quando, all’improvviso, nei cieli compare un gemello del nostro modo, Rhoda si sporge dal finestrino della sua vettura e causa un incidente che distrugge la famiglia di John. Sconta il carcere per omicidio colposo, e una volta uscita rintraccia John, a cui non rivela la sua vera identità. Sopra di loro, la tentazione di esplorare una Terra identica alla nostra, dove esistono immagini speculari di ognuno di noi: Rhoda sogna di arrivarci e conoscere la sua gemella speculare. Film dalle interessanti premesse e dal basso budget (appena 200.000 euro), ha ottenuto il premio della giuria del Sundance Festival, dov’è stato presentato lo scorso gennaio, ed è sbarcato la scorsa settimana nei cinema americani. In Italia lo potremo vedere da novembre.


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Scoperto un asteroide compagno della Terra

Gli asteroidi troiani sono piccoli corpi celesti situati nella stessa orbita di un pianeta e che quindi lo seguono nel rituale percorso intorno al Sole mantenendo più o meno la stessa posizione. Ne sono stati scoperti diversi nelle orbite di Nettuno, Giove e persino Marte, ma ora il telescopio spaziale WISE ha scoperto il primo nostro asteroide compagno. Battezzato banalmente TK7-2010, si trova a 80 milioni di chilometri da noi. Una bella distanza considerato che il suo diametro – circa 300 metri – non ci farebbe altrimenti dormire sogni tranquilli. Niente paura, comunque: secondo gli astronomi che l’hanno individuato e hanno pubblicato le conclusioni dello studio sulla rivista Science, l’asteroide si avvicinerà alla Terra fino a un massimo di 25 milioni di chilometri (più di cinquanta volte la distanza Terra-Luna) e si manterrà stabile nell’orbita per i prossimi diecimila anni. Quasi impossibili da individuare con i normali telescopi terrestri, questi corpi sono invece facilmente individuabili dalla nuova generazione di telescopi spaziali ed è molto probabile che ne verranno scoperti altri, magari più vicini. Li si potrebbe sfruttare per una missione umana con annesso atterraggio, secondo le indicazioni dell’amministrazione Obama per i nuovi programmi di esplorazione della NASA.

(fonte: Le ScienzeWired)


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Dopo quella dei Maya, torna di moda la profezia degli Hopi

Il dileggio quotidiano della cosiddetta “profezia” dei Maya sulla fine del mondo sta convincendo molti catastrofisti a spostarsi su teorie alternative che rimettono in gioco, come profeti dell’apocalisse, Nostradamus, i veggenti di Medjugorje o guru della fantarcheologia come Zecharia Sitchin e la sua teoria di Nibiru. Ora il quotidiano on-line “Affari Italiani”, che da sempre sguazza nelle notizie sensazionalistiche su imminenti apocalissi, rilancia la profezia degli Hopi, tribù indiana dell’Arizona. Secondo la tradizione orale, la fine del Quinto Mondo degli Hopi sarà annunciata dalla comparsa della Stella Blu dei Kachina. “Il calendario Maya prevede una fine simile nel 2012. Alcuni anziani Hopi hanno detto che la loro profezia, coincide grosso modo con quel tempo”, scrive Fabio Arrigoni sul sito del portale Libero.it. Che continua: “Non parlano di ‘fine del mondo’, ma di eventi catastrofici. La ‘tradizione’ dice che gli anni dopo il 2012 potrebbero essere un periodo d’oro, nel quale gli esseri umani vivranno in pace. Si dice anche, però, che il mondo passerà attraverso un periodo di prova, di sofferenza, e che avverrà una purificazione, prima che si giunga nel momento del ‘cuore.’ Il Quarto Mondo si concluderà presto, e il Quinto Mondo comincerà”.

Insomma, una variazione sul tema delle profezie new-age di un’Età dell’Acquario. Ma la storia è vecchia. Secondo quanto si legge in Miti e leggende degli indiani d’America di Richard Erdoes e Alfonso Ortis, all’apparizione della fantomatica Stella Blu dovrebbe coincidere anche un altro segno: “…quando si sentirà una speciale canzone durante la cerimonia Wuwuchim, allora il mondo precipiterà nella guerra”. La canzone sarebbe stata udita prima dello scoppio di entrambe le guerre mondiali, senza però che sia avvenuta la temuta apocalisse. Perciò, si aspetta di udirla anche prima dell’inevitabile Terza guerra mondiale. I due studiosi proseguono: “La fine di questo mondo, nel quale ora viviamo, arriverà quando la gente volerà attraverso il cielo cercando di raggiungere le stelle, quando il sole si oscurerà e quando gli Hopi andranno alla Casa di Mica”. Segni già avvenuti da tempo, secondo gli esperti: non solo perché gli astronauti hanno già da tempo superato le barriere della Terra, ma anche perché negli anni ’70 una delegazione Hopi inviata presso le Nazioni Unite dichiarò che i fumi delle ciminiere e la visione del Palazzo di Vetro corrispondevano agli altri due segni, ossia l’oscuramento del sole e la Casa di Mica.

Manca solo la Stella Blu, che però gli Hopi avrebbero rintracciato prima nella cometa di Halley, poi in quella di Hale-Bopp. Vale la pena rileggere un articolo del 1997 sulla profezia Hopi e la celebre cometa nella quale sedicenti esperti davano per scontata l’identificazione della Stella Blu con Hale-Bopp: potete rileggerlo cliccando qui. Un decennio dopo, nel 2007, i catastrofisti tornarono in fibrillazione quando l’esplosione della cometa Holmes 17/P venne di nuovo scambiata per l’apparizione della Stella Blu degli Hopi. Ne parlarono in tanti, tra cui Segnidalcielo.it nell’articolo che potete leggere cliccando qui.

Perché ripescare ora le leggende degli Hopi? Perché tra Elenin e Nibiru si può tornare di nuovo a credere che la profezia si stia avverando. Dopotutto, di comete e altri corpi celesti un po’ curiosi ne avremo ancora parecchi nei decenni a venire, e le profezie di questa tribù indiana calzano a pennello un po’ con tutte. Meglio ancora, non fissano una data certa come i Maya: perciò, se sopravvivremo al 2012, avremo un’altra profezia con cui confrontarci.

(fonte: Affari Italiani – Libero.it)

 


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Pianeti orfani e nane brune, nuove scoperte e qualche strafalcione

Mentre i complottisti di tutto il mondo cercano indizi dell’avvicinarsi di Nibiru – il misterioso pianeta X che avrà effetti catastrofici per la vita della Terra –, la scienza ufficiale offre loro qualche buon pretesto per continuare la caccia. È dello scorso maggio la notizia, pubblicata in uno studio sulla rivista americana Nature, della scoperta di dieci pianeti extrasolari “orfani” o “vagabondi”, ossia lontani da un sistema solare di riferimento. Mondi non gravitanti, quindi, intorno a una stella, ma liberamente a spasso per la galassia. Qualcosa già previsto da diversi anni a livello teorico ma che ha trovato conferma grazie alle osservazioni effettuate con la tecnica del microlensing gravitazionale dal giapponese Takahiro Sumi, il qualche ipotizza che nella nostra galassia potrebbero esistere più pianeti orfani che stelle, in numero di circa 400 miliardi. Ma nel numero di luglio di Le Scienze, la rubrica a cura di Giovanni Spataro pubblica un clamoroso strafalcione, scrivendo: “Questi mondi vagabondi distano dieci unità astronomiche dalla Terra (cioè dieci volte la distanza tra Terra e Sole)”. Ci sarebbe di che aver paura! In pratica avremmo dieci ingombranti visitatori in un’orbita appena più lontana di quella di Saturno… Ovviamente non è così, e questi pianeti sono sparsi per la galassia a distanza molto remote dalla Terra. Ma agli insonni ricercatori di Nibiru interesserà ancora di più la notizia riguardante la scoperta di due nuove nane brune a distanze non elevate dal nostro sistema solare. Si fa per dire: utilizzando i dati del satellite della Nasa, WISE, insieme alle osservazioni compiute con il Large Binocular Telescope (LBT) a Mount Graham, in Arizona, gli astrofisici Ralf-Dieter Scholz e colleghi del Leibnitz Institute di Potsdam hanno individuato due nane brune a una distanza rispettivamente di 15 e 18 anni luce da noi. Ben più lontane del più vicino dei sistemi solari, quello di Proxima Centauri, a 4 anni luce. Insieme a Epsilon Indi Ba e Bb, già scoperte qualche anno fa, a una distanza di 12 anni luce, queste nuove nane brune confermano la vasta presenza di “stelle mancate” nella nostra galassia e anche nei dintorni – astronomici – del nostro cortile di casa. Secondo i ricercatori, riporta il sito web “Le Scienze”, non bisognerebbe sorprendersi se nel prossimo futuro si scoprisse che una di queste nane brune si trovasse più vicina al Sole di Proxima Centauri. E quindi, potrebbe ragionare qualche buon catastrofista, nulla ci impedisce di credere che un corpo come Nibiru stia davvero avvicinandosi alla Terra. Tutto può essere. Ma data la massa non indifferente di questi corpi, la possibilità che una nana bruna arrivi dalle nostre parti per la fine del 2012 è pari a zero: se così non fosse, si sarebbe già fatta annunciare per tempo (si legga in proposito: “Come combattere comete assassine e allineamenti catastrofici con le mele”).

(fonte: Le Scienze)


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