Scritto da Redazione il 28/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 1 Commento »
Tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre un nuovo grosso pezzo di spazzatura spaziale precipiterà sulla Terra in un deorbit incontrollato. Passato l’allarme (per la verità eccessivo) per il satellite americano UARS, è ora il turno del telescopio spaziale tedesco Rosentgen Satellite, per gli amici ROSAT. Messo in orbita nel 1990, la sua attività era cessata nel 1998 e da allora ha continuato a orbitare intorno alla Terra. L’attrazione gravitazionale e le spinte del vento solare lo hanno ora messo in un’orbita che lo porterà a rientrare nell’atmosfera entro un mese o poco più. Anche in questo caso il grosso del satellite – pesante due tonnellate e mezzo – si brucerà nell’attrito atmosferico, ma una trentina di pezzi, del peso complessivo di 400 chili, dovrebbero sopravvivere. I frammenti più importanti saranno costituiti dal grande specchio del telescopio, costruito per resistere anche alle forti pressioni del rientro atmosferico. L’agenzia spaziale tedesca rassicura: per quanto non sia una situazione piacevole, la probabilità che un pezzo del ROSAT ferisca qualcuno sulla Terra è di 1 contro 2000, mentre la probabilità di essere uccisi da un frammento precipitato è di 1 contro 14 trilioni, praticamente insignificante. Anche in questo caso, naturalmente, per via dell’instabilità dell’orbita di rientro, non sarà possibile individuare con esattezza l’area interessata dalla caduta dei pezzi fino a un paio d’ore prima. Ma dato l’ultimo precedente di UARS non è certo il caso di preoccuparsi. A tranquillizzare gli animi c’è la stessa NASA, che ha dichiarato di non aspettarsi un nuovo rientro pericoloso di satelliti in disuso prima dei prossimi venticinque anni.
(fonte: International Business Times – The Telegraph)
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Scritto da Redazione il 27/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Che cosa succede quando la paranoia catastrofista viene alimentata dall’allarmismo dei media? E’ quel che prova a raccontarci Giulia Martani, già autrice di diversi racconti noir editi nella raccolta Nero ma non troppo (Ed. Sensoinverso). Colpita dalla notizia che l’Italia settentrionale sarebbe stata forse coinvolta dalla traiettoria del satellite fuori uso UARS, la Martani ha scritto di getto e pubblicato sulla Gazzetta di Mantova un racconto perfettamente in linea con la filosofia dell’Osservatorio Apocalittico. Protagonista è Luca, giovane mantovano fallito che per dare ascolto alle sirene della fine del mondo ha lasciato lavoro, famiglia e fidanzata e ora lotta contro l’ultima minaccia incombente: i pezzi del satellite UARS che puntano dritto verso di lui.
Ne offriamo una breve anteprima:
Quando Luca Manieri apprese dell’imminente caduta del satellite UARS dal telegiornale rimase semplicemente sconvolto. Prese il telecomando per alzare il volume, con mano leggermente tremante: sì, aveva capito bene, probabilmente qualche pezzo sarebbe caduto proprio sul nord Italia.
Corse al computer, che teneva sempre acceso, e si collegò al sito della protezione civile.
- Cadrà stanotte…Nell’area a rischio è compresa anche la Lombardia…ommioddio, è proprio come in uno dei miei film preferiti!- mormorò.
Continuò a leggere: consigliavano di evitare soffitte e solai e i piani alti degli edifici, in generale.
- Accidenti a Cristina che ha scelto questo appartamento mansardato!- esclamò, battendo un pugno sul tavolo.
Luca aveva ventinove anni ed era appassionato del genere fantascientifico-catastrofico, nonché un ipocondriaco e pessimista cronico. Queste sue caratteristiche paranoiche lo avevano portato a un graduale isolamento dal mondo, facendogli perdere prima il lavoro e poi la fidanzata Cristina.
Ad esempio, era ossessionato dalle profezie dei Maya sulla fine del mondo nel 2012, uno dei suoi cavalli di battaglia durante le sempre più rade uscite con gli amici. Continuava a ripetere a tutti che avrebbero dovuto costruirsi un bunker sotterraneo o cose simili, incurante delle risate o degli sguardi di compatimento dei presenti. Temeva anche che la Terra potesse essere distrutta dagli alieni “ecologisti”, come ipotizzato da qualche articolo di giornale, pertanto si era licenziato dall’azienda per cui lavorava, dicendo al capo che non voleva contribuire alla distruzione del pianeta. La fidanzata non la prese bene, se ne andò il giorno stesso dalla casa in cui convivevano, dandogli del pazzo.
Era infatti arrivato al punto di non uscire di casa o quasi, trascorreva tutto il suo tempo guardando e riguardando film come “Deep impact”, “Armageddon” e “The day after tomorrow”.
Per tutti i lettori interessanti, il racconto integrale può essere letto cliccando qui.
(fonte: Gazzetta di Mantova)
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Scritto da Redazione il 24/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
Buona la prima. Infatti la prima proiezione della NASA riguardo il possibile raggio di caduta dei frammenti del satellite UARS è stata infine quella vera: i pezzi scampati al rogo atmosferico hanno sorvolato il Canada, avvistati anche da diverse persone, per poi inabissarsi nell’Oceano Pacifico, rispettando il calcolo delle probabilità. Cessato allarme da parte della Protezione civile già nella serata di ieri, quando la NASA aveva ormai escluso l’intera Europa dalla possibile traiettoria del satellite deorbitato. Ma la psicosi, diffusasi in buona parte del Nord Italia, ha alimentato la fantasia di qualche bontempone. Verso le 23 di ieri un passante ha notato rottami in fiamme a Regio Emilia, nella frazione di Fogliano, in un podere agricolo. Subito allarme per la possibilità che si trattasse di un frammento del satellite. Ma i Carabinieri e i Vigili del fuoco, giunti sul posto, dopo aver spento l’incendio, hanno accertato trattarsi di una burla. Ora gli anonimi autori sono indagati per procurato allarme. Ad Aosta, invece, un altro ignoto scherzomane ha portato un grosso rottame nel mezzo del parcheggio di un frequentato risotrante, recintandolo con tanto di scritta UARS – NASA. Un pò di paura, qualche risata e poi il rottame è stato rimosso.
Molta paura invece a Mantova, dove nella serata di ieri, in località Frassino, sarebbe precipitato un oggetto subito attribuito al minaccioso satellite. Secondo le persone della zona, che hanno avvertito le autorità, il pezzo sarebbe precipitato intorno alle 19.45. Ma i Carabinieri e una squadra anti-radioattività giunta sul posto in tuta d’ordinanza e contatori Geiger ha appurato trattarsi della solita, innocua lanterna cinese. Del resto, qualsiasi frammento del satellite non sarebbe comunque stato radioattivo, non essendo alimentato da energia atomica.
(fonte: ADNKronos – CronacaLive.it)
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Scritto da Redazione il 23/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 0 Commenti »
La Protezione Civile rende noto, nell’ultimo aggiornamento delle 12.30, che la probabilità che uno dei frammenti del satellite americano UARS precipiti stanotte sull’Italia è pari all’1,5%. Se anche ciò avvenisse, la probabilità che uno di questi frammenti possa colpire un essere umano è inferiore allo 0,035%. Il territorio potenzialmente interessato dall’evento comprende le Province Autonome di Trento e Bolzano, tutte le province di Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia; Piacenza e Parma per l’Emilia. Nel caso in cui pezzi del satellite precipitassero effettivamente sull’Italia, le fasce orarie sono due: tra le 21:25 e le 22:03 di oggi, 23 settembre, e la seconda tra le 3:34 e le 4:12 di sabato 24 settembre. La Protezione Civile continuerà a monitorare la situazione, ma rassicura la popolazione sul fatto che, vista l’elevata improbabilità dell’evento, non è necessario adottare nessuna misura cautelativa. L’unica raccomandazione è di non avvicinarsi a più di 20 metri da un eventuale frammento precipitato a causa della possibilità che sprigioni idrazina, il consueto propellente dei satelliti per le manovre orbitali. L’ingestione di idrazina può essere letale; il contatto può provocare gravi fenomeni irritativi; l’inalazione può provocare sintomi di intossicazione anche letali. È tuttavia improbabile che i frammenti del satellite risparmiati dalla disintegrazione atmosferica contengano quantità significative di idrazina.
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Scritto da Redazione il 22/09/11 , Pubblicato in Segnalazioni dall'Osservatorio , 3 Commenti »
Secondo la NASA, c’è qualche possibilità che frammenti del satellite fuori uso UARS, che rientrerà nell’atmosfera domani 23 settembre, possano precipitare anche sull’Italia. Il satellite, come quasi tutti in queste situazioni, si disintegrerà in buona parte nell’atmosfera a causa del fortissimo attrito, ma diversi pezzi – 26, tanti quanti i diversi componenti interni del satellite – precipiteranno al suolo. Una prospettiva fastidiosa per la NASA, che perse i contatti con il suo satellite diversi anni fa, a causa di uno scontro con un detrito orbitale, uno dei tanti che occupano lo spazio intorno alla Terra. Non è la prima volta che un satellite precipiti sulla Terra, e finora non è mai successo nulla. La probabilità che i pezzi producano danni a cose o persone è minore di 1 contro 3600, abbastanza da dormire sonni tranquilli. Ma, a ogni modo, la Protezione Civile e l’Agenzia spaziale italiana vigileranno nel caso in cui le proiezioni della NASA venissero confermate. A causa dell’orbita di rientro instabile seguita dal satellite fuori controllo, non sarà possibile prevedere l’area esatta in cui ciascun pezzo toccherà il suolo fino a due ore prima dell’impatto. Per il momento, si stima solo che i frammenti potrebbero cadere in una regione di oltre 800 chilometri e che, diversamente dalle prime ipotesi, il Nord America non sarà interessato dalla “pioggia”. Diversi astrofili anche in Italia si stanno attrezzando con telescopi amatoriali per assistere al fenomeno, previsto intorno alle ore 22 di domani.
(fonte: Corriere della Sera – La Repubblica)
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