La Corea del Nord farà scoppiare la Terza Guerra Mondiale?

Buonasera, vorrei fare una domanda su questa presunta “Terza Guerra Mondiale” tra Corea Del Nord e Stati Uniti. Da vari giorni tutti ne stanno parlando ed io ho una paura tremenda, vorrei sapere solo se accadrà la Terza Guerra Mondiale (Atomica) per favore rispondetemi al più presto, ho una paura tremenda!!!

Rossella D.

Cara Rossella,

sull’Osservatorio Apocalittico abbiamo parlato spesso della paura della III Guerra Mondiale: fino a pochi mesi fa le paure si concentravano sull’Iran, oggi torna di attualità la Corea del Nord. In entrambi i casi si tratta di paesi che stanno sviluppando un proprio arsenale nucleare in spregio alle sanzioni della comunità internazionale. Le folli minacce della Corea del Nord non devono destare eccessiva preoccupazione. Il regime nordcoreano, a differenza dell’Iran, ha effettivamente prodotto delle bombe atomiche, ma di potenza molto scarsa, inferiore a quella che distrusse Hiroshima nel 1945. Quello che importa, tuttavia, in questo caso, non è tanto il potenziale distruttivo della testata, quanto la portata di un vettore. Se la testata non può essere portata su un obiettivo, non è una minaccia. Nel caso nordcoreano, il regime non possiede missili balistici intercontinentali. I suoi missili più a lungo raggio non sono, probabilmente, in grado di trasportare testate nucleari, e in ogni caso non raggiungerebbero la costa USA. Possibili target sono unicamente la Corea del Sud e le basi americane di Guam e quelle giapponesi.
Al di là di queste considerazioni militari, vale la pena ricordare che la Corea del Nord è uno stato isolato. Non possiede alleati interessati a scendere in guerra per difenderla. In caso di aggressione agli USA o alla Corea del Sud, il regime nordcoreano verrebbe rovesciato dalle forze americane di stanza nel Pacifico senza l’opposizione di nessuno, nemmeno della Cina o della Russia, che sono considerate le potenze più vicine a Pyongyang. Le guerre mondiali non esplodono così: sono il prodotto di tensioni enormi a livello generalizzato tra grandi potenze, non tra piccoli stati. La minaccia nucleare nordcoreana è limitata e circoscritta, e in ogni caso il suo utilizzo sarebbe un esempio unico nella storia di suicidio deliberato da parte di una nazione.


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Terza guerra mondiale e cambiamenti climatici sono una minaccia imminente?

Ciao a tutti, volevo chiedervi, dopo aver capito che le profezie sono tutte false, cosa ne pensate della questione ‘Medio Oriente’ e possibile terza guerra mondiale?
E dei cambiamenti climatici ?
Grazie Rossana

Cara Rossana,

sicuramente questi sono scenari di gran lunga più preoccupanti delle profezie Maya o di quelle di Nostradamus o che dir si voglia. Qui non siamo nel campo delle profezie, ma delle predizioni, che nel settore della politica internazionale lasciano il tempo che trovano: i politologi dicono tutto e il contrario di tutto e raramente sono in grado di prevedere una crisi internazionale. La situazione in Medio Oriente è sempre molto critica ma è difficile credere che vi sia interesse da parte dei grandi attori internazionali – Usa, Europa, Cina, Russia – a essere trascinati in un conflitto mondiale per difendere i propri alleati nella regione. I forti legami economici tra le grandi potenze rendono oggi molto più improbabile lo scenario di una guerra mondiale rispetto a cinquant’anni fa.

Più grave sicuramente la situazione dei cambiamenti climatici. Ormai abbiamo superato il punto di non ritorno e dobbiamo abituarci all’idea che il secolo in corso sarà caratterizzato da fenomeni meteorologici violenti, ondate di calore, inverni rigidi e un innalzamento del livello dei mari che comprometterà la vivibilità di diversi paesi costieri. Bisogna sperare che, nel corso di questo secolo, l’avvento di nuove fonti di energia – rinnovabili o nucleare sicuro – possano azzerare o significativamente ridimensionare il ricorso ai combustibili fossili, avviando un’inversione di tendenza che a ogni modo produrrà i suoi frutti solo a partire dal prossimo secolo. Ci aspettano quindi tempi duri, senza dubbio.


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L’Iran scatenerà una guerra mondiale?

Salve, vi scrivo per via della situazione che si sta creando attorno alla vicenda del nucleare iraniano, Le recenti dichiarazioni del Gen. Zhaozhong e quelle del ministro egli esteri russo Lavrov mi stanno facendo preoccupare veramente e sto vivendo uno stato d’ansia perenne e inoltre internet si sta riempiendo di articoli che danno la guerra per scontata.

Visto l’alto rischio di attacchi preventivi contro l’iran, cosa pensate possa accadere? Russia e Cina interverrebbero a difesa dell’Iran? Potrebbe scoppiare una conflitto mondiale?

Grazie

Marco T.

Caro Marco,

la questione dell’Iran va avanti da diversi anni, a partire almeno dal 2004. Già quell’estate si dava per scontato un imminente attacco degli Stati Uniti agli impianti nucleari in costruzione nel paese: si era all’epoca dell’escalation della guerra al terrorismo e Bush jr. non sembrava fare sconti. Ma non se ne fece niente. L’Iran ha attivato l’anno scorso la sua prima centrale atomica per usi civili e procede nell’arricchimento dell’uranio, sotto il controllo della Russia e dell’AIEA. L’arricchimento dell’uranio è necessario per avere un combustibile tale da alimentare i reattori atomici, ma se arricchito oltre una certa percentuale (90%) può alimentare una bomba nucleare. Ora, non ci sono prove evidenti che ciò stia avvenendo, ma è probabile che l’Iran comunque in qualche modo si stia attrezzando per dotarsi della bomba.

In generale, comunque, la minaccia dell’Iran è relativa. L’unico paese che può essere minacciato da un Iran atomico è Israele, che potrebbe attaccare le basi iraniane in via preventiva. Farlo sarebbe una mossa azzardata, ma Israele sa quel che fa. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non hanno né le risorse economiche né militari in misura sufficiente a impegnarsi in un conflitto con l’Iran al momento. La storia dello stretto di Hormutz è solo una provocazione: l’Iran non ha nessun interesse a chiudere lo stretto, dato che ci perderebbe economicamente.

Tirando le somme, non mi sembra esistano le condizioni per parlare di un peggioramento imminente della crisi iraniana. Ma anche se tale peggioramento ci fosse, e mi riferisco a un attacco preventivo di Israele, non potremmo certo parlare di un conflitto mondiale. L’Iran non ha dietro grandi alleati: Russia e Cina sono contrarie a sanzioni contro l’Iran, ma solo perché vogliono limitare l’egemonia USA nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. In caso di guerra, nessuno dei due paesi si schiererebbe dalla parte dell’Iran, che resterebbe solo. In poco tempo, come in Iraq, in Libia ecc., il governo iraniano sarebbe sconfitto, lasciando il conflitto limitato a scala regionale, probabilmente senza nemmeno il coinvolgimento di eserciti occidentali.

Insomma, puoi dormire sonni tranquilli. Oggi su Internet tutti si improvvisano strateghi, come se le relazioni internazionali fossero la stessa cosa di una partita di calcio o di un videogioco. Si parla da anni di una guerra contro l’Iran e non è successo nulla. In tutti i casi, non ci sarà nessuna “terza guerra mondiale”: puoi starne certo!


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Quando la Madonna di Fatima evitò la Terza guerra mondiale

Sta facendo discutere la posizione espressa del celebre studioso ultra-cattolico Antonio Socci sul suo blog, ripresa anche da diverse testate. Nel post, Socci liquida le paure apocalittiche legate ai Maya ma ricorda piuttosto le “trecento profezie messianiche dell’Antico Testamento, clamorosamente compiutesi fin nel dettaglio” con l’avvento di Gesù, e i poteri profetici attribuiti a diverse manifestazioni della Madonna, tra cui, in particolare, la Madonna di Fatima.

Nel luglio 1917 la Madonna apparve ai tre bambini di Fatima predicendo gravi tragedie. La prima sarebbe stata l’inizio della Rivoluzione russa, la seconda addirittura la Seconda guerra mondiale. Infatti, scrive Socci:

Nell’apparizione del luglio 1917 la Madonna affidò ai tre bambini un messaggio importantissimo: lei sarebbe tornata a chiedere “la consacrazione della Russia” al suo Cuore immacolato, da parte del Papa e dei vescovi, e “la comunione riparatrice dei primi sabati”.

Se fosse stata ascoltata questa sua richiesta il mondo avrebbe avuto pace, in caso contrario nessuno avrebbe potuto fermare una seconda guerra mondiale e una diffusione del comunismo nel mondo che avrebbe scatenato persecuzioni contro i cristiani, orrori e guerre.

In effetti la Madonna tornò ad apparire a suor Lucia nel 1929 dicendo che quella era l’ora, ma non fu ascoltata. Per questo accadde tutto ciò che aveva predetto.

Per evitare una catastrofe ancora più grave, allora, Giovanni Paolo II avrebbe celebrato il 25 marzo 1984 in Piazza S. Pietro la consacrazione del mondo all’immacolato cuore di Maria, rivolgendosi proprio alla Madonna di Fatima (a cui Giovanni Paolo II era particolarmente devoto, in quanto l’attentato del 1981 cadde proprio nel giorno dell’apparizione della Madonna di Fatima): “Madre degli uomini e dei popoli… dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!”. Queste le parole del papa. Socci ricorda che in un’intervista rilasciata nel 1993 una dei tre ex bambini che per primi videro la Madonna, Suor Lucia, sostenne che la consacrazione del papa “evitò una guerra atomica che sarebbe avvenuta nel 1985″ a opera della Russia (l’allora URSS). Di che parla Suor Lucia?

Antonio Socci ricorda che in quegli anni il sistema sovietico, ormai vicino al collasso per la sfida posta da Reagan con il suo progetto di “guerre stellari”, stava preparando un first strike, un primo attacco nucleare contro l’Occidente.

Secondo Alberto Leoni, esperto di storia militare, fu l’ “incidente” che mise fuori uso il potenziale militare sovietico, l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk, nel Mare del Nord: “senza quell’apparato missilistico che controllava l’Atlantico” spiegava Leoni “l’Urss non aveva più alcuna speranza di vittoria. Per questo l’opzione militare fu cancellata”.

Ebbene, quell’evento accadde due mesi dopo la Consacrazione fatta dal Papa, ma conta soprattutto il giorno: era il 13 maggio 1984, anniversario e festa della Madonna di Fatima e dell’attentato al Papa.

Non solo: l’imminente de-secretazione dei documenti degli archivi britannici per i primi anni ’80 rivelerebbe un piano dei sovietici per uccidere Margaret Thatcher, l’allora primo ministro di Sua Maestà: la sua morte avrebbe messo Londra nell’incapacità di ordinare in tempi brevi un second strike – una risposta nucleare – all’attacco atomico sovietico. All’epoca, l’Inghilterra era il paese le cui armi nucleari erano più vicine al confine sovietico. Insomma, la Madonna di Fatima, irritata per la mancata conversione al cattolicesimo dell’Unione sovietica, si sarebbe vendicata con la Seconda guerra mondiale e poi, grazie al generoso atto del papa, avrebbe bloccato all’ultimo minuto nientemeno che una Terza guerra mondiale a suon di armi nucleari!

(fonte: Antonio Socci.com)


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Il fascino discreto della Terza guerra mondiale

Quando l’11 settembre 2001 il mondo occidentale fu scioccato dalla notizia degli attentati terroristici in America, molta gente si convinse che la Terza guerra mondiale fosse ormai scoppiata. Certo, gli Stati Uniti regirono con forza invadendo l’Afghanistan e rovesciando il regime dei Talebani, che aveva garantito ospitalità e disponibilità di mezzi ad Al-Qaeda, l’organizzazione di Osama bin Laden. Ma la “Guerra al Terrore” che il presidente George W. Bush proclamò enfaticamente poco dopo le orribili stragi negli USA si rivelò essere ben diversa dalla guerra convenzionale a cui eravamo abituati a pensare. C’erano stati molti altri precedenti subito dopo la fine della Guerra fredda: la Guerra del Golfo del 1990-91 provocò allarme e terrore anche in Italia, dove in molti fecero incetta di beni nei supermercati e di benzina per le proprie auto temendo il peggio. Certo, si poteva temere un’impennata dei prezzi del petrolio. Ma la guerra generale no, anche se Saddam Hussein faceva la voce grossa minacciando di sfoderare chissà quale super-arma. Stessa cosa avvenne nel 1998 quando la NATO decise di intervenire in Serbia a difesa delle comunità del Kosovo, coinvolte in una sanguinosa pulizia etnica voluta dal regime di Slobodan Milosevic. La Russia minacciò conseguenze per quella che riteneva essere un’inopportuna ingerenza americana in un’area “di propria competenza” (per la comune fede ortodossa e antiche ragioni geopolitiche), ma a parte qualche sceneggiata a uso e consumo degli ambienti diplomatici, come la decisione del ministero degli esteri russo di far tornare indietro il suo aereo diretto a Washington appena appresa in volo la notizia dei primi bombardamenti, non accadde nulla. Molta gente ha temuto la Terza guerra mondiale quando gli Stati Uniti, isolatamente, o meglio insieme a una coalizione priva della benedizione dell’ONU, decisero di farla finita con il regime di Saddam Hussein in Iraq, chiudendo la faida di famiglia iniziata da George Bush senior. Anche lì il gesto unilaterale provocò forti malumori in Russia, in Cina e in diversi paesi mediorientali, ma non accadde nulla. Il tema è tornato di moda in questi ultimi mesi, con l’attacco da parte degli aerei NATO alle forze del regime di Gheddafi in Libia. Benché l’esito fosse scontato, e i bombardamenti anche piuttosto blandi, ovviamente senza supporto di terra, molte persone malinformate – soprattutto giovanissimi – hanno parlato di “guerra”, temendo che l’Italia fosse entrata in un conflitto sanguinoso, dove ogni italiano sarebbe stato richiamato in servizio e spedito in una terra ostile a combattere la dittatura.

Per la verità, la Terza guerra mondiale è una prospettiva ormai remota, eppure continua ad affascinare molta gente, soprattutto coloro che hanno il vizio del pessimismo catastrofista. Il tema torna in voga associato al terzo segreto di Fatima, ai dieci segreti di Medjugorje, alle profezie di Edgar Cayce e ovviamente alle incomprensibili quartine di Nostradamus. Esegeti del famoso veggente francese medioevale hanno sciorinato negli anni tutte le date possibili senza mai azzeccarci. Ma dopo tutto, perché dovrebbe accadere una Terza guerra mondiale? Con la fine della Guerra fredda la minaccia di una guerra nucleare su scala globale è ormai tramontata. Certo, le armi nucleari sono ancora sufficienti a distruggere mezzo mondo e tra USA e Russia continua a non scorrere molto buon sangue, ma ormai siamo lontanissimi dagli anni dell’URSS e del conflitto bipolare. Una Terza guerra mondiale dev’essere un conflitto su larga scala, potenzialmente distruttivo, che coinvolga tutte le principali potenze del pianeta. Eppure, la Russia non ha la benché minima intenzione di dichiarare guerra a chicchessia; la Cina sta incrementando le sue capacità militari, ma ha troppi legami economici con gli Stati Uniti per poter solo pensare di sfidarla militarmente, e dopo tutto può ottenere ciò che desidera attraverso le armi smussate del commercio e della crescita economica, per quanto spesso giochi un po’ sporco; l’Unione europea ha i suoi problemi, ma fondamentalmente è benvoluta da tutti e vuol bene un po’ a tutto il mondo, per cui la guerra è l’ultimo dei suoi pensieri; il Giappone non ha più un esercito degno di tal nome dalla Seconda guerra mondiale, perciò anche volendo non avrebbe la capacità di tener testa alla Cina, suo antico rivale. Il resto è poca roba. Restano i cosiddetti “Stati-canaglia”, per la verità ormai ridotti all’osso: l’Iran, la Siria, la Corea del Nord. È vero, il primo e l’ultimo stanno sviluppando armi nucleari. Ma non riusciranno mai a sostenere la forza d’urto di una coalizione di paesi occidentali in spedizione punitiva. Perciò, la minaccia che possono portare al mondo è poca cosa.

Sostanzialmente, la Terza guerra mondiale è una prospettiva rincuorante. Come all’epoca della Seconda guerra mondiale, il mondo sarebbe di nuovo diviso in buoni e cattivi, con il vantaggio auspicabile che questa volta noi italiani staremmo dalla parte dei buoni. Alcune persone non avrebbero più bisogno di nascondere il loro fastidio nel condividere lo stesso spazio vitale con musulmani e cinesi, perché senz’altro sarebbero loro i nostri nemici. Il mondo tornerebbe a essere bianco o nero. Tutto diventerebbe più chiaro e più semplice. Invece, il mondo in cui viviamo è complesso. Lo è molto di più di quanto era pochi decenni fa. All’epoca, una guerra era un affare semplice: un esercito di un paese contro l’esercito di un altro. Oggi non è più così. Le guerre sono, dicono i politologi, asimmetriche. Il grande contro il piccolo. Né l’Iraq, né la Serbia, né l’Afghanistan e né la Libia hanno mai avuto possibilità di ribattere agli attacchi delle soverchianti forze occidentali. Queste non sono guerre vere e proprie. Certamente, non sono il preludio di una Terza guerra mondiale. Chi ha studiato la Storia dovrebbe saperlo. Una guerra mondiale non scoppia così, per caso: è necessario che vi siano, nell’ordine politico mondiale, problematiche irrisolte da tempo, tensioni fortissime tra le principali potenze, insolubili attraverso gli strumenti del negoziato e della diplomazia. Oggi ci sono certo casi difficili, in primis quello della Palestina. Ma anche questo è un conflitto asimmetrico: da una parte c’è Israele, una potenza militare di primo piano, con dietro tutto l’Occidente. Dall’altra la Palestina che ha dalla sua alcuni paesi arabi, perlopiù scalcinati. Ecco perché alcune frange estremiste dell’Islam hanno dovuto ricorrere al terrorismo: perché è l’unico modo per scalfire la potenza occidentale. Tuttavia, nessuna guerra è stata mai vinta dal terrorismo. Osama bin Laden avrebbe dovuto saperlo, benché forse esaltato dalla vittoria dei mujaheddin sui sovietici in Afghanistan alla fine degli anni ’80, dove però – e lo sceicco lo sapeva fin troppo bene – c’era dietro il sostegno americano.

Non ci sono ragioni per temere una prossima Terza guerra mondiale. Ottimisticamente potremmo dire che non ci sarà mai più, ma sarebbe troppo. Una cosa è certa: viviamo nel periodo più pacifico della Storia umana. Perché allora c’è gente che ascolta improbabili profezie su guerre catastrofiche di imminente venuta? Alcuni certo credono, come i futuristi, che la guerra sia “l’unica palingenesi del mondo”, e che tutti i problemi di quest’epoca potrebbero essere risolti da un grande conflitto. Altri, del tutto distaccati dalla realtà, credono che la guerra sia quella che vivono nei videogames, e ignorano i suoi veri aspetti. Altri ancora, e di questi già ne avevamo parlato, sperano in qualcosa che dia un po’ di sale alla vita, annoiati dal loro presente e dalla quotidianità opprimente. Infine, ci sono quelli che hanno paura di tutto. Sono giovanissimi, ma anche adulti poco informati, che alla prima avvisaglia di qualcosa che non va – un piccolo conflitto, una crisi economica, un uragano imprevisto – sono presi dal panico e corrono a fare incetta di viveri. Dovremmo ignorare questa gente, ma non è giusto farlo. Sono loro le persone più facilmente abbindolabili da gente senza scrupoli, pronta a offrire facili soluzioni alle loro paure: dai bunker antiatomici ai corsi di meditazione religiosa che spesso portano diverse persone a entrare nel girone infernale delle sette di ogni tipo. Perciò, bisogna essere vigili. Dietro coloro che guadagnano soldi affermando che la Terza guerra mondiale o l’apocalisse è vicina perché così ha detto la Madonna, Cayce o Nostradamus, si nasconde sempre un malintenzionato da cui stare in guardia. L’11 settembre è venuto e se n’è andato. Ora sono passati dieci anni. I profeti di sventura restano, ma la Terza guerra mondiale, per fortuna, non è ancora scoppiata.


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Le profezie di Edgar Cayce sul 2011 e il 2012: come nasce una bufala apocalittica

Edgar Cayce, il “profeta dormiente” morto nel 1945 e noto per le sue numerose predizioni in stato di trance, avrebbe predetto lo scoppio della Terza guerra mondiale nell’estate di quest’anno (2011) e il secondo ritorno di Cristo sulla Terra nel 2012. Questa la storia che circola in rete da un po’ di tempo. Cosa c’è di vero? Nulla.

La lettura ‘incriminata’ sulla Terza guerra mondiale è la 2250-1 del 28 aprile 1941:

“Strifes will arise through the period. Watch for them near Davis Strait in the attempts there for the keeping of the life line to a land open. Watch for them in Libya and in Egypt, in Ankara and in Syria, through the straits about those areas above Australia, in the Indian Ocean and the Persian Gulf.”

In italiano una buona traduzione è offerta dal sito EdgarCayce.it:

“Durante il periodo nasceranno dei conflitti. Aspettateveli vicino allo stretto di Davis nei tentativi che ci saranno di tenere aperta la linea vitale verso un paese. Aspettateveli in Libia e in Egitto, ad Ankara e in Siria, negli stretti intorno a quelle zone sopra l’Australia, nell’Oceano Indiano e nel Golfo Persico.” Continua »


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